Il nuovo piano pensioni dell’Unione Europea

Commissario Andor

Il nuovo piano pensioni dell’Unione Europea

Affrontato dall’UE il problema delle pensioni, che, se insoluto, porterà milioni di europei a vivere la vecchiaia in condizioni di povertà. Il nuovo piano pensionistico prevede l’adeguamento economico al reale costo della vita, la sicurezza della rendita e la sostenibilità

Un quarto di tutta la popolazione europea già oggi vive grazie alla pensione. E a causa del basso tasso di nascita, in futuro anche i giovani cittadini europei potranno far affidamento solo sulle pensioni per la sopravvivenza. Non solo: già a partire dal prossimo anno la popolazione lavorativa inizierà a calare e ciò provocherà un’ulteriore pressione finanziaria sui bilanci dei Paesi membri.

In considerazione di questi dati l’UE ha deciso di intervenire per variare i sistemi pensionistici nazionali e predisporre un piano pensione unico valido per tutti i Paesi membri.
Punto di partenza è stata la pubblicazione da parte della Commissione Europea di un Libro Bianco su “pensioni adeguate, sicure e sostenibili” che esamina la situazione attuale dei singoli sistemi pensionistici nazionali e propone una serie di iniziative per equilibrare la vita lavorativa con quella da pensionati, permettendo di continuare a lavorare a chi ne è ancora in grado, ma anche per assicurare il mantenimento dei diritti pensionistici in caso di trasferimento in altri Stati dei lavoratori nonché per garantire che le prospettive di pensione siano mantenute e che i pensionati ricevano le cifre che si aspettavano.

A presentare il Libro Bianco è stato il Commissaario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione László Andor, il quale ha affermato che “assicurare pensioni adeguate in futuro è possibile se proseguiamo con i nostri impegni per la riforma. L’impatto dell’invecchiamento è già in vista – i baby-boomer vanno in pensione e un numero minore di giovani entra nel mercato del lavoro. Ma non è ancora troppo tardi per affrontare queste sfide”. L’innalzamento dell’età pensionabile, secondo il commissario, è un fattore importante; infatti una recente indagine Eurobarometro ha rivelato che molti cittadini europei rimarrebbero sul mercato del lavoro anche al di là dell’età pensionabile se esistessero le condizioni adeguate (vedi ns. articolo http://www.donnainaffari.it/home/lavoro/pensioni/656-anno-europeo-invecchiamento-attivo.html ).

In questo 2012 Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo, il Libro Bianco prende in considerazione ed esamina diversi ambiti politici sulla base anche dell’analisi annuale della crescita – 2012 che alleghiamo all’articolo. In base allo studio delle indagini realizzate a partire dal 2010, la Commissione ha pertanto proposto le seguenti misure da prendere a livello europeo per sostenere ed integrare le riforme nazionali dei sistemi pensionistici e in particolare:

  • creare migliori opportunità per i lavoratori anziani, sollecitando le parti sociali ad adattare il posto di lavoro e le prassi sul mercato del lavoro e facendo ricorso al Fondo sociale europeo per reinserire i lavoratori anziani nel mondo del lavoro;
  • sviluppare sistemi pensionistici privati complementari incoraggiando le parti sociali a porre in atto tali sistemi e incoraggiando gli Stati membri a ottimizzare gli incentivi fiscali e di altro genere;
  • potenziare la sicurezza dei sistemi pensionistici integrativi, anche mediante una revisione della direttiva sugli enti pensionistici aziendali o professionali e una migliore informazione dei consumatori;
  • rendere le pensioni integrative compatibili con la mobilità, varando leggi a tutela dei diritti pensionistici dei lavoratori mobili e promuovendo l’istituzione di servizi di ricostruzione delle pensioni in tutta l’UE. In tal modo, i cittadini potrebbero ottenere informazioni sui loro diritti a pensione e un quadro del reddito che avrebbero una volta pensionati;
  • incoraggiare gli Stati membri a promuovere vite lavorative più lunghe, correlando l’età della pensione con la speranza di vita, limitando l’accesso al pre-pensionamento e eliminando il divario pensionistico tra gli uomini e le donne;
  • continuare a monitorare l’adeguatezza, la sostenibilità e la sicurezza delle pensioni e sostenere le riforme pensionistiche negli Stati membri.

Si ricorda che attualmente i pensionati sono 120 milioni di persone e rappresentano il 24% dell’intera popolazione europea. A partire dal prossimo anno, in cui migliaia di baby pensionati (vedi il nostro articolo relativo alla situazione italiana) inizieranno a ricevere la rendita vitalizia, si ridurrà ulteriormente il numero dei lavoratori attivi che hanno sulle spalle l’onere dei pagamenti delle pensioni ai non lavoratori contemporanei.

Secondo i calcoli, continuando l’attuale trend, entro il 2060 in Europa ci sarà un pensionato ogni due lavoratori.  Il che significa che ogni lavoratore dovrà provvedere nella misura del 50% al sostentamento di chi in quel periodo percepisce una pensione.  
A queste considerazioni si aggiunge l’aggravamento della crisi economica che si ripercuote in ogni ambito dell’economia e della società.

In Europa le pensioni rappresentano in media il 10% dell’intero PIL (Prodotto Interno Lordo) ma ci sono disparità di Paese in Paese. E il peggiore è il nostro. Infatti, le differenze vanno dal 6% del PIL irlandese al 15% del PIL italiano.  A causa della disoccupazione poi i contributi pensionistici calano come i rendimenti. Insomma di fronte a una simile situazione l’UE si è sentita in obbligo di intervenire, nonostante i sistemi pensionistici – per l’essenziale – siano di competenza dei singoli Stati. Sul piano legislativo però come sappiamo l’Europa ha la priorità e ogni Stato ha l’obbligo di seguire le sue indicazioni e direttive. Di conseguenze l’UE può contribuire a legiferare sulle questioni che riguardano il funzionamento del mercato interno e fornire un sostegno finanziario per aiutare i lavoratori anziani a restare sul mercato del lavoro. Solo l’anno scorso sono stati ben 16 gli Stati membri che hanno ricevuto una raccomandazione specifica sulle pensioni e altri 5 Stati si sono impegnati a riformare il proprio sistema pensionistico.

La Commissione Europea ha anche predisposto un simpatico video animato per comunicare in forma più immediata i dati relativi alle pensioni.

Allegati

pdf Analisi-crescita-CE-2012.pdf
pdf Libro-Bianco-UE-Pensioni.pdf