Lavoro, welfare, contrattazione, leadership, equità sociale: riflessioni al femminile

Liliana Ocmin

Lavoro, welfare, contrattazione, leadership, equità sociale: riflessioni al femminile

I grandi temi della crescita economica e sociale e delle pari opportunità reali, e il ruolo delle donne nell’imprenditoria e nella società italiana contemporanea sul tavolo del Coordinamento Donne Cisl, che organizza periodici incontri nazionali

Fa il punto sulla situazione economica, politica e sindacale del Paese, coordina in chiave femminile le attività del sindacato, cura le relazioni tra le aderenti: il Coordinamento Donne CISL ha oggi autonoma rappresentanza in seno alla Segreteria Confederale, e sedi distaccate presenti capillarmente nelle singole segreterie locali.

Si occupa specificamente di analizzare la documentazione e la legislazione esistente in materia di welfare, contrattazione, lavoro ed economia, ed evidenzia punti di forza e di debolezza, soprattutto in relazione ai temi delle pari opportunità e dell’impiego femminile: nel contempo, dedica la sua attenzione a temi di interesse sociale, con peculiari campagne contro la violenza di genere, per la tutela contrattuale di lavori svolti in massima parte da donne, e a favore dell’integrazione etnica e culturale, attraverso l’inserimento regolare delle donne immigrate nel mondo del lavoro e il reale rispetto dei loro diritti.

 

L’attenzione alle politiche familiari e di conciliazione

Il primo tema di interesse del Coordinamento Donne CISL è quello delle politiche familiari e di conciliazione lavoro-famiglia. “Interventi di questo tipo”, sottolineano le aderenti, “non sono esclusivamente a favore delle donne, ma si rivelano di grande aiuto all’intero sistema paese: per ogni 100 donne in più che entrano nel mondo del lavoro si creano infatti almeno 15 nuovi impieghi nel sociale.

Al centro c’è sempre la questione capitale, quella dell’essere umano, inteso non soltanto come forza produttiva, ma anche riproduttiva”. Per questo, secondo il Coordinamento femminile, va contrastata l’abitudine del licenziamento in tronco e in bianco, anche attraverso il sostegno esplicito alle donne che subiscono tali abusi; è quanto è avvenuto recentemente in Sicilia, dove Telefono Azzurro, con l’aiuto della CISL, ha promosso ricorsi privati a favore di 33 donne professioniste licenziate in tronco, e sta via via vincendo le singole cause.

È necessario vigilare, inoltre, perchè il riordino dei bilanci non avvenga a scapito del welfare familiare: “le nuove urgenze legate al fisco e al federalismo incideranno fortemente: quando mancano i fondi infatti”, spiegano ancora dal Coordinamento, “i primi tagli vengono effettuati proprio sul welfare e sui servizi di supporto ai cittadini, come, per esempio, i pullmini comunali per il trasporto di bambini ed anziani”.

Il supporto al lavoro femminile e alla genitorialità

“Diventa sempre più urgente accompagnare le politiche economiche e fiscali con politiche familiari adeguate, che innalzino il tasso di occupazione femminile”, spiega Liliana Ocmin, membro della segreteria confederale CISL e responsabile del Coordinamento femminile. Di fatto questo significa sostenere le scelte di maternità e di paternità, “alla luce del fatto che le donne che non lavorano sempre più spesso rinunciano a fare figli. Oggi più che mai si registra purtroppo, nel nostro Paese, un incremento della rinuncia volontaria alla genitorialità: una scelta, questa, che mette in crisi valori culturali, morali, sociali ed economici. Ecco perche istituzioni e parti sociali devono sviluppare la contrattazione decentrata e le politiche di conciliazione e investire sul valore sociale della maternità, stimolando ed incentivando anche le imprese ad aggiornare i propri canoni culturali ed organizzativi”.

L’esperienza della Responsabile del Coordinamento, Liliana Ocmin: dal Perù a Roma in difesa delle donne e dei diritti negati

A parlare, una donna di 39 anni che ha alle spalle una storia straordinaria: immigrata clandestina dal Perù, nel 1992, con una laurea in Giurisprudenza e tanta voglia di fare, ha cominiciato vendendo artigianato tipico del suo Paese sulle strade della capitale. Poi è riuscita a farsi mettere in regola e ha lavorato come badante notturna, per  poter frequentare l’università di giorno: così, nel 2001, ha preso la seconda laurea in Giurisprudenza, questa volta alla Sapienza. Qui, durante gli anni di studio, ha fondato il coordinamento studenti stranieri, e ha conosciuto la CISL, con cui ha continuato a collaborare, mentre studiava per conseguire un Master in Scienze dell’Immigrazione e per specializzarsi in diritti delle donne.

Oggi la Ocmin partecipa al gruppo di lavoro per le Pari Opportunità del CNEL, è componente della Consulta per le famiglie immigrate e della Commissione contro la Tratta degli esseri umani presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre cheVice Presidente del Comitato Nazionale per l’attuazione dei principi di parità di trattamento e di uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici e del Collegio istruttorio del Ministero del Lavoro. Ma è soprattutto una donna, ed esercita i suoi diritti di moglie e di madre: ha infatti sposato un italiano ed è mamma di due bambini, Sara Sofia e Francesco.

Meritocrazia e leadership al femminile: le riflessioni del tavolo dirigenziale e delle aderenti

Le iscritte al Coordinamento Donne CISL mirano infatti a rilanciare il ruolo della donna a tutto tondo, come lavoratrice, come madre e come persona. Nel contempo riflettono su meritocrazia e leadership, ed individuano che cosa distingue quelle al femminile: non si tratta, dicono, solo di esperienza nel settore o di capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Se questi sono elementi imprescindibili, infatti, la donna ha in più l’opportunità di mettere al servizio della sua squadra competenze e capacità che le sono peculiari, ma che spesso non vengono sottolineate e valorizzate, nè a livello sindacale nè a livello politico. Si tratta, per esempio, delle abilità relazionali trasversali, che consentono di creare un clima di amicizia e complicità all’interno del gruppo di lavoro: la donna, di norma, sa ascoltare e comprendere di più le esigenze delle persone che la circondano, e ciò le consente di mettere in campo una leadership diversa, specifica e complementare a quella maschile.

I saperi femminili, insomma, sono un valore aggiunto sia negli ambienti di lavoro che in quelli legislativi, dirigenziali e sindacali, anche nell’ottica di una contrattazione attenta alle questioni di genere: lo riconoscono molte aziende che hanno investito sulle donne e ne hanno ricevuto un effettivo vantaggio.

Il Coordinamento Donne Cisl si impegna perchè questo tema diventi centrale nelle discussioni a tutti i livelli, e lavora per rendere sempre più operativa la norma che orienta al riequilibrio di genere nelle segreterie sindacali e per inserire simili regole anche nella contrattazione a tutti i livelli. 

Laura Carmen Paladino

Condividi