Agricoltura, la situazione in Toscana

Agrigoltura , Toscana

Agricoltura, la situazione in Toscana

Tutti i dati nel rapporto 2011 che l’Istituto regionale per la programmazione economica ha dedicato al settore rurale

L’export di vino e olio sostiene il comparto dell’agricoltura in Toscana: aumentano rispettivamente del 16 e del 12%. Restano comunque molti i segnali di debolezza di un settore che da sempre segna la storia e l’economia toscana: lo dicono i dati del rapporto sul sistema rurale toscano realizzato da Irpet, istituto di ricerca economica toscana, recentemente presentato alle categorie economiche del settore.

Le aziende più piccole diminuiscono del 9% all’anno, mentre quelle più grandi si rafforzano. Cresce la dimensione aziendale, che passa da 7 a 10 ettari, ma si conferma una forte contrazione nel numero delle aziende del comparto rurale e agricolo, in calo del 38% nel 2011 in confronto al 2010. Altra ombra nel panorama agricolo e rurale toscano è quello del ricambio generazionale: argomento di sempre maggiore attualità, se si considera che il 40% degli agricoltori ha più di 65 anni e che l’età media di chi lavora in agricoltura è di 63 anni.

L’agriturismo si conferma invece un settore vincente e sul quale investire: con 4.074 aziende la Toscana si conferma leader a livello nazionale, con il 33,5% delle presente totale e il 41,8/ delle presenze di turisti stranieri.


Intervista all’Assessore regionale all’Agricoltura
Gianni Salvadori

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Guarda l’intervista al
dirigente Irpet Simone Bertini

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L’analisi di genere

Nel primo semestre del 2011, secondo gli ultimi dati disponibili, l’occupazione in agricoltura ha coinvolto in Toscana forze lavoro per un totale di 54.431 occupati, con un incremento dello 0,2% rispetto al semestre del 2010 quando erano 54.300. A livello nazionale invece gli addetti in agricoltura calano dell’1,8%, passando dagli 837.825 del primo semestre 2010 agli 822.564 del primo semestre 2011.

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L’analisi per genere evidenzia come la pur lieve crescita di lavoratori in agricoltura sia stata trainata principalmente dalla componente maschile (+29,7% tra 2010 e 2008) rispetto a quella femminile (+5,6%). Tali variazioni hanno determinato una contrazione dell’incidenza della manodopera femminile sul totale dell’agricoltura, passata dal 33% del 2008 al 28% del 2010.

Scendendo nel dettaglio del confronto numerico tra le addette del comparto nel primo semestre 2010 e i primi sei mesi del 2011 si nota una perdita di 800 posti di lavoro: le donne impegnate in agricoltura passano infatti da 15.880 a 15.034. L’occupazione femminile in agricoltura recentemente ha avuto un andamento altalenante: su base annuale, l’anno più interessante per l’agricoltura “in rosa” è stato il 2009, quando le donne addette erano 16.249. Oltre mille in più rispetto al 2008, quando si erano fermate a 14.979.

Agnese Fedeli

Allegati

pdf Rappagric_2011-2.pdf

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