Consorzi Fidi Artigiani: facilitazioni per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese

Fidi artigiani

Consorzi Fidi Artigiani: facilitazioni per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese

E’ stato promosso da Fedart Fidi, la Federazione che sovvenziona le piccole e medie imprese, in particolare nel settore artigiano, il convegno romano che ha presentato bilanci e proposte di riordino dell’intervento pubblico per ottimizzare i processi di finanziamento alle aziende

Sono 144 in tutta Italia i Confidi rappresentati da Fedart Fidi, la Federazione Nazionale dei Consorzi e delle Cooperative Artigiane di Garanzia Fidi costituita da Confartigianato, Cna e Casartigiani.

Nonostante la flessione in termini di soci (cfr. Grafico 1 nel pdf allegato all’articolo), si tratta della più grande federazione di rappresentanza, in Italia e in Europa, dei soggetti mutualistici di garanzia, che ha fatto registrare, dalla sua fondazione, un costante sviluppo, soprattutto in termini di finanziamenti erogati (cfr. Grafico 6 nel pdf allegato all’articolo) e di imprese che si rivolgono ad essa, oggi più di settecentomila in tutta Italia. Nei fatti, secondo una recente stima, il 37% delle imprese artigiane (quasi un imprenditore artigiano su due) si rivolge ai Confidi per affrontare le proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario. In particolare, nel solo comparto dell’artigianato, i Confidi hanno garantito un quinto dei finanziamenti complessivamente erogati dalle banche alle imprese del settore, con punte di oltre un terzo nelle aree centrali del Paese. Si tratta, dunque, di una risorsa importantissima, soprattutto in tempi di crisi come questi.

 

I Confidi per contrastare la stretta creditizia: dati e orientamenti dell’ultimo anno, tra attività di sostegno e flessione dei finanziamenti complessivi

All’attività dei Confidi è stato dedicato un recente convegno romano, che ha tracciato un bilancio dell’attività di garanzia e individuato percorsi di sviluppo del sistema di sostegno all’accesso al credito. Sono intervenuti il Presidente di Fedart Fidi Fabio Petri, i Presidenti di Confartigianato Giorgio Guerrini, di Cna Ivan Malavasi, di Casartigiani Giacomo Basso, il Segretario Generale di Unioncamere Claudio Gagliardi, oltre a parlamentari e rappresentanti delle Istituzioni, della Banca d’Italia, del Ministero dell’Economia e Finanze, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Abi, del Coordinamento delle Regioni.

Il dato rilevante è la quantità di denaro garantito nell’ultimo anno alla piccole e medie imprese: si tratta di quasi 14 miliardi di Euro complessivi, per un settore che accusa particolari difficoltà nell’accesso al credito. Tuttavia, la stretta creditizia si fa sentire anche sull’attività dei consorzi Fidi: rispetto a due anni fa, l’ammontare dei finanziamenti garantiti e concessi alle piccole imprese è sceso di quasi mezzo miliardo, dal momento che nel 2010 ammontava a 14,4 miliardi di euro. D’altra parte, nel 2011 ben un quinto delle sovvenzioni bancarie garantite dai Confidi e concesse dagli istituti di credito nella realtà non è stato erogato alle imprese per le quali era stato deliberato. In particolare, nell’ultimo trimestre dello scorso anno si è registrato quasi il blocco totale dei finanziamenti.

La ripartizione territoriale e il sostegno dei consorzi Fidi all’economia nazionale

I consorzi Fidi rappresentano comunque un efficace strumento di contrasto alla crisi creditizia per attenuare la crisi del credito. Si calcola che, a livello locale, ciascun Confidi affiliato a Fedart Fidi abbia garantito, in media, finanziamenti per 50,4 milioni di Euro. Per tentare di fare una stima a livello regionale (cfr. Tabella 2, Grafico 25 nel pdf allegato), la maggior parte dei finanziamenti viene richiesta ed erogata per le imprese del Centro Nord: capofila risulta il Veneto, per un totale complessivo di 1.369 milioni di Euro nel 2010. Seguono la Lombardia, con 1.331 milioni, la Toscana, con 1.092 milioni, e l’Emilia Romagna, con 933 milioni. I finanziamenti minori si registrano ancora al Sud: in assoluto più svantaggiato risulta il Molise, con soli 16 milioni di Euro garantiti ed erogati nel 2010, di poco preceduto da Campania (19 milioni), Basilicata (21 milioni) e Calabria (28 milioni). In questo quadro tiene bene la Sicilia, la regione capofila del Sud, che fa registrare finanziamenti per 267 milioni complessivi, più del Lazio, che si attesta sui 246 milioni. Emerge significativo il dato delle Marche, che manifesta una interessante creatività imprenditoriale, e le cui imprese hanno ottenuto ben 454 milioni di Euro di finanziamenti garantiti nel 2010.

Appare chiara, in particolare, la forte incidenza del sistema di garanzia sul PIL reale italiano, che ammonta quasi al 2%, a fronte di una media europea dell’1,2%. E’ questo un segno evidente dell’importanza dell’attività di garanzia al credito per l’economia del nostro paese, che diventa ancora più significativa qualora si rifletta su un altro dato: secondo i modelli econometrici di matrice tedesca, il sistema di garanzia italiano contribuisce per circa lo 0,6% al PIL nazionale.

Le proposte per facilitare l’accesso al credito e l’intervento pubblico: la Filiera Ottimale della Garanzia Retail

Nel corso della convention il presidente di Fedart Fidi, Fabio Petri, ha presentato una proposta finalizzata a rilanciare il sistema della garanzia del credito, nell’ottica di una maggiore semplificazione, efficienza e sostenibilità (Figura 2 del pdf allegato). A partire dai dati sopra delineati, il punto di partenza del progetto, denominato Filiera Ottimale della Garanzia Retail, è rappresentato proprio dal riconoscimento della garanzia quale bene pubblico: essa si rivela infatti uno strumento fondamentale per favorire l’accesso al credito e per consentire, pertanto, la crescita economica dei singoli, delle aziende e del Paese tutto.

La riforma sollecitata da Fedart Fidi si fonderebbe su quattro pilastri: in primo luogo, orientare le risorse pubbliche e private secondo principi di efficienza e di efficacia; semplificare poi la filiera della garanzia, mirando ad eliminare duplicazioni tra ruoli assunti da vari soggetti e ad evitare la concorrenza tra gli attori; in terzo luogo, raggiungere l’autosostenibilità del sistema, attraverso un meccanismo di contribuzione automatica privata per ciascuna operazione di garanzia; infine, rendere misurabile l’impatto generato dagli interventi mediante un modello econometrico appositamente definito.

In allegato grafici e tabelle riferite allo studio.

Laura Carmen Paladino

Allegati

pdf Tabelle ricerca Fedart Fidi.pdf