La mediazione civile e commerciale e i vantaggi per il sistema economico e produttivo

Convegno Unioncamere

La mediazione civile e commerciale e i vantaggi per il sistema economico e produttivo

Compie un anno la mediazione civile obbligatoria: bilanci e prospettive di uno strumento importante, che riduce i tempi e le spese della giustizia in Italia, per le aziende e per le persone

A due anni dalla entrata in vigore della riforma delle norme in materia, e a un anno dall’attuazione delle stesse con la realizzazione della mediazione civile obbligatoria, un recente convegno promosso da Unioncamere ha fatto il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo del sistema.

“L’evoluzione normativa che ha portato alla riforma della mediazione civile”, ha detto il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, “è un percorso che può e deve portare ad un fortissimo recupero di competitività del sistema-paese, liberando preziose risorse per il rilancio del suo sistema produttivo”.

 

La mediazione civile obbligatoria: cos’è

Convegno UnioncamereIl 21 marzo del 2011, a margine della revisione normativa, la mediazione civile è diventata obbligatoria quando le controversie legali vertano su alcune materie specifiche, come i diritti reali, la locazione, i contratti bancari, assicurativi e finanziari, la diffamazione a mezzo stampa, la responsabilità medica, la divisione, la successione, i patti di famiglia, l’affitto di aziende, il comodato.

Dal 21 marzo 2012, a un anno dall’entrata in vigore della norma, l’obbligatorietà è stata estesa anche alle controversie condominiali e a quelle relative alle polizze RC auto, che si rivelano essere i contesti giuridici in cui sono più frequenti le liti e appaiono più rapide le procedure per la individuazione di un accordo.

Nella sostanza, per tutti i cittadini e per le aziende, corre l’obbligo di tentare preliminarmente la via della mediazione civile, in luogo della giustizia ordinaria, per risolvere le controversie sui suddetti temi, risparmiando in molti casi tempo e denaro.

I vantaggi per i cittadini

Convegno UnioncamereIl tempo medio di soluzione di una controversia attraverso il nuovo strumento è di soli 56 giorni, di gran lunga inferiore a quello delle cause civili, che è stato stimato dalla corte di Cassazione, per l’anno 2011, in 1032 giorni per singola lite.
Il risparmio medio per ogni controversia, rispetto al ricorso al Tribunale, si calcola poi intorno al 27%. Secondo la recente indagine internazionale “World Bank” all’interno di “Doing business”, infatti, il costo della mediazione incide per il 3% sul costo totale della controversia, a fronte del 30% mediamente esborsato da chi si rivolge ad un avvocato per seguire la via della giustizia ordinaria.

Queste le stime, assai significative, presentate da Unioncamere in relazione alle controversie depositate presso le 105 Camere di Commercio d’Italia, che sono tra gli Organismi pubblici e privati (quasi 800) iscritti al Registro del Ministero della Giustizia e autorizzati a svolgere attività di mediazione.

Circa 3.800 persone, più o meno 15 al giorno, hanno concluso un accordo davanti a un mediatore di una Camera di Commercio. Nella sostanza, su un totale di quasi 20.000 ricorsi attivati in un anno (cfr. Grafici 3, 4), quasi il 20% è andato a buon fine. Peraltro, il 35% dei casi gestiti dalle Camere di Commercio era relativo a materie per cui la mediazione non era neanche obbligatoria: un dato importante, questo, che sottolinea come il sistema sia apprezzato dai cittadini, per la sua effettiva semplicità e per le possibilità di risparmio che offre, insieme ad una maggiore celerità e certezza del diritto.

L’attività di mediazione civile nell’ultimo anno e il contributo delle Camere di Commercio per promuovere la cultura della conciliazione

Convegno UnioncamereL’apprezzamento dei cittadini è confermato dalla crescita costante e progressiva del numero di procedimenti depositati presso le Camere di Commercio dall’avvio dell’attività di mediazione (Grafici 1, 2), con un calo nel solo mese di agosto, attribuibile al periodo feriale, e un forte incremento tra ottobre e novembre, quando Unioncamere ha promosso la settimana della conciliazione, il tradizionale appuntamento autunnale di informazione e di promozione realizzato su tutto il territorio nazionale, e giunto nel 2011 alla sua ottava edizione.

Le Camere di Commercio, infatti, sono impegnate da oltre 15 anni per promuovere la cultura della conciliazione, prima ancora che la mediazione diventasse obbligatoria, nella consapevolezza che essa possa “contribuire a deflazionare il carico di lavoro dei
Tribunali e avere un effetto incisivo per favorire la maturazione, negli italiani, di una consapevolezza nuova rispetto agli strumenti della giustizia civile, che promuova una cultura dell’accordo in luogo di una cultura del conflitto”. In quest’ottica, dal ’93 ad oggi, le Camere di Commercio hanno gestito oltre 120.000 controversie con lo strumento della conciliazione, il 72% delle quali positivamente risolte.

In termini percentuali, nell’ultimo anno, con il nuovo strumento della mediazione civile, quasi tutte le controversie depositate presso le Camere di Commercio e da esse gestite giunge a definizione: se non si arriva a un accordo, nel 65% dei casi ciò dipende dalla mancata comparizione dell’aderente (Grafico 4), e non dal fallimento della mediazione, che incide solo per il 18%.

Il contributo delle Camere di Commercio è dunque fondamentale: a livello territoriale (Grafico 5), le richieste maggiori sono giunte dal Nord Est, dove sono stati gestiti il 33% dei procedimenti complessivi depositati. Segue il Nord-Ovest con il 24% ed il Mezzogiorno con il 23%. Ultimo il Centro con il 20%.

Una grande opportunità per le aziende

La mediazione civile si presenta come una risorsa importante per le nostre aziende: come ha sottolineato nel suo intervento il Presidente di Unioncamere, infatti, “i costi che le imprese italiane devono sopportare per avere giustizia sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli che ricadono sulle imprese straniere”. Tanto per fare un esempio, sempre secondo l’indagine “World Bank”, che ha analizzato i dati di 183 Paesi, “in Italia per far valere un credito occorrono più del doppio dei giorni della media OCSE, e un numero di procedure e un costo sul valore delle controversie maggiori di un terzo rispetto alla media dei paesi dell’area”.

“D’altra parte, i ritardi della giustizia gravano sull’intero sistema Paese, con un impatto considerevole sui bilanci delle imprese. La mediazione”, riducendo significativamente tempi e spese, rappresenta “una leva formidabile per promuovere le nostre attività economiche, così duramente colpite in questi anni di crisi prolungata, e anche, in prospettiva, un magnete altrettanto forte per riguadagnare attrattività agli occhi degli investitori internazionali, fino ad oggi spesso scettici sull’opportunità di inserire il nostro Paese nelle proprie strategie di sviluppo”.

Laura Carmen Paladino

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Convegno Unioncamere, grafici

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