L’Aquila a 3 anni dal terremoto. Startup e microcredito

L’Aquila a tre anni dal terremoto: le start up nascono con il microcredito

 

Un bilancio del progetto “Microcredito per l’Abruzzo” coordinato da Etimos Foundation in occasione del terzo anniversario dal sisma del 6 aprile 2009. Erogati quasi 4 milioni di euro di credito a giovani startupper e famiglie. Con tante storie di successo

Le 3,32 del 6 aprile 2009: a quell’ora è arrivata la scossa distruttiva del sisma dell’Aquila, preceduta e seguita da centinaia di altri movimenti della terra. Istanti, secondi, attimi che hanno cancellato vite umane, case, averi, lavori e sogni di una vita. Risollevarsi dopo il dramma del terremoto è stato ed è tuttora faticoso per molti, ma uomini, donne, famiglie e piccoli imprenditori hanno avuto un concreto sostegno economico per ricominciare anche grazie al progetto “Microcredito per l’Abruzzo”.

Il progetto

Si tratta di una iniziativa coordinata da Etimos Foundation, in partnership con Consorzio Etimos, Abi (Associazione bancaria italiana), federazione delle BCC di Abruzzo e Molise, Associazione Qualità e Servizi e Caritas diocesana dell’Aquila.
“Siamo stati incaricati” spiega Marco Santori, presidente di Etimos “di gestire un fondo patrimoniale che proveniva da donazioni pubbliche. Fondi che la Protezione Civile ha canalizzato su di noi per promuovere l’accesso al credito di piccole attività economiche o per sostenere le tante famiglie colpite dal sisma che avevano perso tutto ed escluse in qualche modo dal sistema finanziario”. Il fondo patrimoniale sul quale “Microcredito per l’Abruzzo” conta è di 4 milioni e 530mila euro, risorse che non vengono utilizzate direttamente nell’attività di finanziamento, ma impiegate a garanzia per la concessione di prestiti erogati attraverso il sistema bancario locale.
“Nel corso di una analisi preventiva” prosegue Santori “abbiamo intercettato oltre 500 soggetti, tra le quali famiglie e imprenditori, la metà dei quali idonei ad accedere al fondo di garanzia e dunque  al credito. Si tratta di una novità assoluta per un anno come il 2011, che ha visto una ristrettezza del credito su tutto il territorio nazionale”.


Ascolta qui l’intervista audio a Marco Santori, Presidente Etimos Foundation


 

L’andamento del microcredito in Abruzzo sembra incoraggiante: si parla di quasi 4 milioni (oltre 3 milioni e 830mila euro) di crediti erogati da gennaio 2011 a oggi, un totale di 191 finanziamenti suddivisi fra imprese (114), cooperative (9) e famiglie (68), per un ammontare medio che si attesta rispettivamente intorno a 27.000, 38.000 e 5.600 euro. “Normalmente si rivolgono a noi artigiani, attività commerciali, ma soprattutto giovani interessati ad avviare una start up” spiega Santori. “Proprio gli startupper sono una realtà significativa, che rappresenta il 40% dei progetti finanziati. Un chiaro segnale che l’attività di sostegno alla microfinanza che stiamo svolgendo è un meccanismo sociale e di welfare per la riattivazione di piccola imprenditoria e di attività economiche sul territorio”.

L’80% dell’ammontare finanziato è stato erogato a sostegno della microimpresa: con il terremoto molti artigiani e commercianti hanno visto distrutta la propria attività, per molti inseguita per tutta una vita. Tanti di loro si sono reinventati piccoli imprenditori: tra questi, anche Francesca Curtacci, 36 anni, geometra prima del terremoto. Dopo quel maledetto 6 aprile che che si è portato via casa, lavoro e tutto, si è ricostruita una professione, grazie al suo spirito ma anche con il contributo del microcredito. Oggi gestisce la merceria “Karisma” in un centro commerciale nella zona ovest dell’Aquila.


Ascolta l’esperienza di di Francesca Curtacci (audio)


Dall’Abruzzo all’Italia

Forte dell’esperienza abruzzese, che da accordi con la Protezione Civile avrà una durata di 9 anni, Etimos Foundation ha intrapreso un percorso per replicare il progetto del sostegno dell’accesso al credito in tutta Italia. Un metodo per affrontare la crisi economica e guardare al futuro. “Abbiamo già avviato uno strumento giuridico in attesa di autorizzazione dalla Banca d’Italia dedicata al microcredito per l’Italia. I risultati che vediamo in Abruzzo e a L’Aquila ci dimostrano che questo metodo può realmente riattivare meccanismi di microeconomia. Non sarà forse la soluzione definitiva alla crisi, ma siamo convinti che possa dare delle prospettive interessanti in questo momento di particolare difficoltà”.

Agnese Fedeli