Lavoro precario – Gli artisti in Italia

7607

La professione artistica. Un lavoro precario solo in Italia

Artisti 7607. Dalla data di nascita dello Statuto Sociale Europeo degli Artisti, il nome dell’associazione per la tutela dei diritti degli artisti. Intervista esclusiva a Cinzia Mascoli, una delle fondatrici

Il 7 giugno 2007 il Parlamento Europeo ha riconosciuto “l’arte” come lavoro e professione  e, considerando che in molti Stati membri dell’Unione alcuni professionisti del settore non sono adeguatamente tutelati a livello legale, ha deciso di elaborare una risoluzione sullo “statuto sociale degli artisti”.

I presupposti che hanno portato a tale decisione sono validi anche in Italia dove il lavoro dell’artista è precario e non essendoci tutela nemmeno a livello previdenziale, non esiste la possibilità di ricostruire la propria carriera professionale ai fini pensionistici. Per questo motivo l’Unione Europea ha invitato gli Stati membri a  sviluppare o applicare un quadro giuridico e istituzionale di tutela nei confronti degli artisti prendendo in considerazione la natura atipica del loro lavoro e il loro diritto ad essere riconosciuti professionalmente.


Ascolta qui l’intervista audio


 

In Italia era già stato creato nel 1977  l’IMAIE (Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori) su iniziativa sindacale, allo scopo di proteggere la prestazione professionale degli artisti e far valere il loro diritto a un equo compenso per la riutilizzazione o la riproduzione delle opere.  Purtroppo l’IMAIE si è dimostrata incapace di assolvere al suo compito ed è stato quindi dichiarato estinto dal Prefetto di Roma nel 2009. Per far fronte alle legittime richieste dei molti artisti rimasti senza i loro compensi e senza nessuna tutela, nel 2010 è stato fondato il Nuovo IMAIE che però ad oggi non ha ancora saldato i debiti pregressi lasciati dal vecchio Ente e ha ricevuto aspre critiche dagli artisti che non si sono sentiti tutelati e che hanno chiesto di vedere riconosciuti i loro diritti come da Statuto Europeo. 

Per far fronte a questa situazione alcuni artisti hanno dato vita a un gruppo di studio, “Artisti 7607”, il cui nome è nato dalla data di redazione dello Statuto Sociale Europeo degli Artisti. Questa associazione ha valutato le varie realtà e gli Enti esistenti in Europa e ha chiesto a gran voce il riconoscimento da parte dello stato italiano  del diritto degli artisti di tutelarsi scegliendo liberamente un intermediario a cui affidarsi senza essere costretti a sottostare a controlli imposti come quello dell’IMAIE.

Il 24 marzo 2012 è stata pubblicata la legge sulle liberalizzazioni che sancisce pienamente questo loro diritto. Proprio per sentire direttamente la loro voce, i loro progetti e le loro aspettative, abbiamo intervistato Cinzia Mascoli, tra i fondatori di “Artisti 7607”.

Cinzia Fusca

 

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