Semplificare procedure per immatricolazione veicoli all’estero

 

Semplificare le procedure per l’immatricolazione dei veicoli all’estero. La nuova proposta della Commissione Europea

 

Sono circa 3 milioni e mezzo i veicoli che ogni anno cittadini e imprese dell’Unione Europea devono trasferire da uno Stato all’altro. Ciò comporta l’immatricolazione con modalità previste dalla normativa interna di ogni singolo Stato. Una procedura complessa e talmente differente da una nazione all’altra da divenire in alcuni casi addirittura contraddittoria che comporta un esborso di 400 euro e cinque settimane di tempo. Per superare questi ostacoli il 4 aprile la Commissione Europea la semplificazione amministrativa

Se è vero che l’Unione Europea ha tra i suoi elementi di base la libera circolazione di persone, beni e servizi, allora il rallentamento dovuto a una trafila burocratica lunga, complessa e costosa crea un ostacolo che va a intaccare il principio basilare dell’Unione. In questo specifico caso si tratta dei veicoli, che dopotutto sono anche il simbolo della circolazione in senso lato.
Il Vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, ha proposto di limitare i casi in cui occorre la reimmatricolazione dei veicoli provenienti da un altro Paese dell’UE. Proposta che porterà le imprese e i cittadini a risparmiare 1.500 milioni di euro ogni anno.

Chi guida un veicolo già immatricolato dal datore di lavoro non avrà necessità di immatricolarlo nuovamente; le formalità amministrative per reimmatricolare automobili, furgoni, camion e autobus all’interno dell’Unione saranno molto semplificate in caso di cambio di residenza o di acquisto di automobili usate.
Inoltre, aumenterà la sicurezza in quanto verrà reso impossibile immatricolare all’estero i veicoli rubati.
Anche le società di autonoleggio potranno trasferire i propri veicoli in altri Paesi dell’UE durante la stagione turistica, senza essere costretti a reimmatricolarli. Cosa che tra l’altro farà abbassare i costi di noleggio secondo le previsioni della Commissione.

Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato che “con la proposta di oggi la Commissione intende rendere più semplice possibile per i cittadini e per le imprese il trasferimento dei veicoli da uno stato dell’UE all’altro e le relative procedure di immatricolazione. Regole estremamente semplificate per l’immatricolazione transfrontaliera e una sostanziale riduzione delle procedure amministrative contribuiranno al buon funzionamento del mercato unico, il nostro motore per la crescita e la creazione di posti di lavoro”.

Il vicepresidente Tajani ha presentato la proposta anche in quanto Commissario responsabile per l’Industria e l’imprenditoria dicendo che “è inaccettabile che a vent’anni dall’entrata in vigore del mercato interno vi siano ancora così tanti ostacoli per i cittadini e le imprese. La nostra proposta intende mettere fine a molte formalità di immatricolazione e a procedure troppo lente. Ciò significa sostanziali risparmi per le società di autonoleggio. Un vantaggio per tutta l’attività economica, e in particolare per l’industria turistica”.

In particolare, la proposta comporta un miglioramento per chi vive o lavora o studia in un altro Paese dell’Unione e che attualmente è costretto a reimmatricolare il proprio mezzo di trasporto. Una volta portato a termine l’iter di approvazione della proposta, vigerà il principio che “i veicoli vanno immatricolati nel paese dell’UE in cui vive il proprietario, e che gli altri Stati membri non possono imporre una reimmatricolazione anche se il proprietario del veicolo vi trascorre lunghi periodi”.
Per questo motivo
•    I cittadini che trascorrono parte dell’anno in un altro paese dell’UE per le vacanze non dovranno più reimmatricolarvi il proprio veicolo.
•    I cittadini che si trasferiscono definitivamente in un altro paese dell’UE avranno sei mesi di tempo per la nuova immatricolazione.
•    Per comprare o vendere un veicolo di seconda mano in un altro paese dell’UE i cittadini non dovranno più far fronte a controlli tecnici aggiuntivi e problemi amministrativi.
•    I cittadini che lavorano in un altro paese dell’UE e guidano un veicolo immatricolato dal datore di lavoro non saranno più tenuti a immatricolarlo nel proprio paese d’origine.
•    Le società di autonoleggio potranno trasferire le flotte da un paese dell’UE all’altro per aumentare la disponibilità durante le stagioni turistiche senza reimmatricolare i veicoli (ad esempio trasferendo sulle Alpi nella stagione invernale le auto che d’estate sono tenute nelle località balneari). Diminuiranno di conseguenza i prezzi dell’autonoleggio.
•    Per le imprese varrà lo stesso principio: automobili, autobus, furgoni e autocarri dovranno essere immatricolati nel paese in cui la società ha la sede principale e gli altri paesi dell’UE potranno imporre una reimmatricolazione.
•    Aumenterà la cooperazione tra le autorità che si occupano dell’immatricolazione, e questo faciliterà l’identificazione dei veicoli rubati: diventerà impossibile immatricolarli in un altro paese dell’UE.
•    Molti controlli saranno aboliti completamente, e le autorità richiederanno tutte le informazioni di cui hanno bisogno sul veicolo direttamente ai colleghi del Paese in cui questo è già immatricolato.

Nel 2011 è stata realizzata una consultazione pubblica che ha coinvolto centinaia di cittadini e 151 imprese per scoprire quali impatti avevano su di essi i problemi relativi all’immatricolazione. I risultati sono stati che tra gli effetti negativi sono indicati in particolare la lunghezza delle procedure (per il 77,8% dei cittadini e per l’83,1% delle imprese) e le spese supplementari (per l’86,5% dei cittadini e per l’81,4% delle imprese).
Il 50,8% delle imprese ha dichiarato di aver alla fine deciso di rinunciare a trasferire autoveicoli da uno Stato membro all’altro con la conseguenza che la produttività ne è risultata seriamente compromessa per il 55,9% delle imprese consultate, e per il 64,4% questo ha influenza sulla crescita.
Infine, il 23,7% dei cittadini e il 28,8% delle imprese ha dichiarato che, a conti fatti, non ha potuto immatricolare un veicolo nello Stato membro interessato.

La proposta sarà ora discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dopo l’approvazione, gli Stati membri avranno un anno per prepararsi alle nuove procedure. La Commissione intende comunque adottare entro fine anno un’iniziativa per chiarire la normativa UE che gli Stati membri devono rispettare nell’applicazione delle tasse di immatricolazione e di circolazione.