contributi economici ai papà in congedo parentale – Piemonte

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Piemonte: contributi economici ai papà in congedo parentale

A sostegno del lavoro femminile e della famiglia: contributi economici ai padri che si avvalgono del congedo parentale entro il primo anno di vita del figlio.
Un accordo tra Inps e Regione Piemonte mira a favorire la conciliazione lavoro-famiglia e il rientro in attività delle mamme dopo la gravidanza

Il progetto è dedicato ai papà lavoratori dipendenti nel settore privato, e consiste in una specifica forma di contributo economico a quanti di essi scelgono di avvalersi, in tutto o in parte in luogo della mamma lavoratrice dipendente, dell’astensione facoltativa dal lavoro per congedo parentale, ai sensi del Decreto Legislativo 151/2001.

La Regione Piemonte ha stanziato a questo scopo 200.000 Euro: potenziare la rete dei servizi per la famiglia e per la prima infanzia è infatti la via maestra per sostenere la crescita, e “incentivare i padri a gestire la crescita dei figli fin dai primi mesi di vita è un fatto di civiltà”, come ha dichiarato il direttore dell’INPS piemontese, Gregorio Tito.


“Insieme a papà – Missione possibile”

Così è stato battezzato il progetto varato da Regione Piemonte e sostenuto dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in coerenza con la normativa europea e con un recente appello del nostro Presidente della Repubblica. L’esperimento dell’anno scorso, riuscito pienamente, si ripete quest’anno con più strumenti, e con significative semplificazioni per accedere ai contributi: si mira soprattutto a favorire il rientro al lavoro delle mamme, e ad evitare che, per ragioni di famiglia, le donne rinuncino alla carriera professionale. Secondo l’assessore alle Pari Opportunità, Giovanna Quaglia “dati alla mano, in Italia sono 800.000 le donne escluse dal mondo del lavoro per la nascita di un figlio. In media, il 15% smette di lavorare, ma la percentuale nel nord-ovest del Paese tocca il 18%. Il coinvolgimento dei padri rappresenta una misura innovativa perché le responsabilità genitoriali siano pienamente condivise all’interno delle famiglie piemontesi”.

Obiettivo: limitare l’abbandono della carriera da parte delle mamme e facilitare lo svolgimento dei compiti familiari a entrambi i genitori

In Italia, la responsabilità della famiglia resta decisamente in capo alle donne. Secondo le stime, “esse svolgono lavoro familiare in media per oltre cinque ore al giorno, a fronte delle due ore e mezza degli uomini. Un dato che pregiudica il contributo delle donne nel lavoro e nella società”. È necessario pertanto fronteggiare il pericolo che questo alto carico di impegno a casa scoraggi l’attività lavorativa, anche tenuto conto dell’importanza che in Piemonte assume quella delle donne. “Il mercato del lavoro della Regione”, spiega ancora Quaglia, “si caratterizza per un elevato tasso di attività femminile, attestato al 60,9%: c’è evidentemente un desiderio di partecipazione alla vita lavorativa e pubblica che deve essere tenuto in considerazione e valorizzato. E’ necessario impedire che la donne si trovino di fronte a una scelta tra il lavoro e la famiglia, e aiutarle nel percorso di rientro al lavoro attraverso strumenti specifici”.
In questo senso, la Regione Piemonte si è attivata con una serie di iniziative a favore della famiglia: tra queste, sussidi per la realizzazione e la prima attivazione di nidi aziendali, azioni per l’aggiornamento delle donne assenti dal lavoro e per la facilitazione del loro rientro in servizio, interventi di sostegno a modalità flessibili di organizzazione del lavoro. “Tutte iniziative”, ha affermato il Presidente della Regione, “mirate a tutelare la famiglia anche per quanto concerne l’ambito lavorativo. La società complessa di oggi impone infatti misure ed interventi nuovi, che siano al passo coi tempi e con le reali esigenze dei cittadini. Il mondo del lavoro è cambiato molto negli ultimi decenni, quindi è giusto che si propongano nuove forme di sostegno a quell’istituzione importantissima che è la famiglia”.

La risposta delle famiglie

Nel corso del 2011 sono state circa 70 le famiglie che hanno aderito all’iniziativa, incentivando con il contributo della regione il congedo parentale. Complessivamente, ancora non tanti. L’istituto dell’astensione facoltativa per i papà stenta a decollare in tutta Italia, nonostante esista da 12 anni, introdotto dalla legge 53/2000. A tutt’oggi, soltanto il 18% dei permessi retribuiti per motivi familiari è richiesto dagli uomini, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia del Ministero del Welfare, mentre la quasi totalità dei congedi parentali è ancora richiesta e fruita prevalentemente solo dalle madri lavoratrici, le quali, tendendo a utilizzare tutto il tempo consentito di assenza dal lavoro, finiscono per trovarsi, in più dell’80% dei casi, con la busta paga ridotta a solo un terzo del suo ammontare, e con una carriera troppo spesso frenata, se non interrotta, dall’arrivo dei figli.

Come fruire dell’opportunità

Il programma “Insieme a papà” prevede che venga erogato, ai padri lavoratori dipendenti del settore privato che si avvalgono del congedo parentale, un contributo economico pari a 400 Euro mensili, che salgono a 450 Euro per i mesi consecutivi al terzo, qualora il papà fruisse di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro superiore ai tre mesi consecutivi. E’ necessario che, nei mesi per i quali il padre richiede il contributo (sette al massimo), la madre non fruisca del congedo parentale. Il sussidio non è imponibile e può essere erogato soltanto per mesi solari interi, non per frazioni di essi.

I papà che intendano avvalersi dell’opportunità possono consultare il bando allegato e inoltrare alla regione, a mano o tramite raccomandata A/R l’apposito modello di richiesta, corredato dall’indacazione dei dati INPS relativi alla domanda di congedo parentale, già inoltrata, e da copia conforme all’originale del documento del richiedente e delle buste paga di entrambi i componenti della coppia, relative ai mesi per i quali si è chiesto il contributo.
La data di scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 31 marzo 2013.

Laura Carmen Paladino

Allegati

intesa bando e domanda 2012.pdf

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