Da Bruxelles le previsioni economiche per il 2012-2013

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Da Bruxelles le previsioni economiche per il 2012-2013

Secondo le stime dell’Unione Europea, l’economia europea attualmente subisce una lieve recessione, ma verso un recupero, seppur lento. A frenare è l’incertezza delle prospettive economiche e finanziarie, ma in questi mesi le azioni politiche di alcuni Paesi e i progressi del quadro istituzionale europeo hanno attenuato le tensioni dei mercati finanziari

La fiducia delle imprese sembra si sia stabilizzata, ma tra il 2012 e il 2013 dovrebbe rafforzarsi e imprenditrici ed imprenditori europei dovrebbero accelerare la crescita, tornando ad investire.
La ripresa economica dovrebbe iniziare lentamente dalla fine di giugno 2012.

Per il 2013 si prevede un tasso di crescita dell’1,3% nell’Unione Europea e dell’1% nei Paesi dell’area euro. La disoccupazione dovrebbe però restare elevata, circa il 10% nell’Unione e l’11% nell’area euro. L’inflazione invece dovrebbe progressivamente diminuire, man mano che l’impatto del rincaro dei prezzi del petrolio e quello degli aumenti fiscali vengono meno.

Secondo le previsioni europee, il risanamento del bilancio degli Stati proseguirà, e i disavanzi pubblici caleranno, nel 2013, al 3,3% nell’UE e a poco meno del 3% nell’area euro. Naturalmente, occorre considerare che ogni Stato membro ha una situazione economica diversa dall’altro.

Commiss Olli RehnViste queste previsioni, il Vicepresidente e Commissario per gli affari economici e monetari e l’euro, Olli Rehn, ha dichiarato: “la ripresa è in vista, ma la situazione economica resta fragile, con il permanere di grandi disparità tra gli Stati membri. Stiamo assistendo ad un aggiustamento degli squilibri di bilancio e strutturali accumulati prima e dopo l’inizio della crisi, resi ancora più gravi da un sentimento economico tuttora debole. Senza un’ulteriore azione determinata, tuttavia, i bassi livelli di crescita nell’UE potrebbero permanere. Finanze pubbliche sane sono essenziali per una crescita duratura, e sulla base del nuovo quadro della governance economica dobbiamo sostenere l’aggiustamento accelerando le politiche di rafforzamento della stabilità e della crescita”.

L’attività economica nell’Unione Europea ha subito una contrazione nell’ultimo trimestre del 2011 e, in base alle stime, anche nel primo trimestre del 2012. Comunque, sempre secondo le stime, una graduale ripresa dovrebbe cominciare nella seconda metà di quest’anno e accelerare nel prossimo. Questa ripresa dovrebbe tuttavia restare modesta, in quanto “diversi fattori continuano a pesare sulla domanda interna”.

In particolare, gli ostacoli saranno i seguenti:

  • gli sforzi necessari da parte delle banche per migliorare ulteriormente i loro bilanci impediranno un allentamento delle condizioni del credito, sebbene nel complesso la domanda di credito sia rimasta debole finora;
  • i consumi privati saranno frenati dalla disoccupazione elevata, dalla lenta crescita dei salari e dall’inflazione nonché dall’elevato indebitamento delle famiglie in una serie di Stati membri;
  • gli investimenti privati sono in calo, anche se nel periodo oggetto della previsione dovrebbero iniziare a beneficiare del previsto ritorno della fiducia, di tassi di interesse bassi e della solida crescita della produzione mondiale.

Ciò che darà una spinta alla crescita del PIL 2012 sarà il contributo positivo delle esportazioni. Nel 2013 dovrebbe subentrare una domanda interna in graduale rafforzamento. Queste proiezioni sono basate sull’ipotesi che la fiducia si rafforzerà nel tempo, man mano che i problemi posti dalla crisi saranno affrontati con successo, anche attraverso la risoluta attuazione delle decise azioni politiche convenute.

Quest’anno non ci dovrebbe essere crescita annuale del PIL  nell’UE e dovrebbe esserci una crescita molto contenuta (+0,3%) nell’area euro. Per il 2013, si avvierà una crescita modesta (+1,3%) nell’UE e nell’area euro (+1).

Persisteranno i differenziali di crescita a causa di differenze nelle esigenze di aggiustamento strutturale, nei costi di finanziamento e nella sostenibilità delle finanze pubbliche di ogni singolo Paese.

Secondo le previsioni, l’occupazione dovrebbe essere in linea con il rallentamento dell’attività economica e contrarsi dello 0,2% nell’UE (0,5% nell’area dell’euro) nel 2012. Il previsto ritorno della crescita dovrebbe portare ad un graduale miglioramento anche dei mercati del lavoro nel 2013.
La disoccupazione nel 2013 dovrebbe pertanto rimanere al 10,3% nell’UE e all’11% nell’area euro.

Per quanto concerne il PIL, i rischi che i risultati siano peggiori delle previsioni continuano a prevalere. Il rischio principale resta l’aggravarsi della crisi del debito sovrano, con il contagio finanziario e la forte riduzione della disponibilità di credito. Un altro rischio importante deriva dall’incertezza geopolitica che potrebbe portare ad un aumento dei prezzi del petrolio.
Se invece ci fosse un ritorno più rapido della fiducia, questo potrebbe portare ad una ripresa più veloce e meno contenuta. Inoltre, forse l’economia mondiale risulterà più dinamica di quanto previsto.
I rischi riguardanti le previsioni in materia di inflazione sembrano nel complesso compensarsi.

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