Catena antistalking: a Verona la prima casa rifugio

Asso donna libera

Catena antistalking: a Verona la prima casa rifugio

Cento case rifugio in altrettante città. E’ quanto si propone di raggiungere l’Associazione Donna Libera, che ha istituito a Verona il primo centro di accoglienza per donne vittima di stalking, grazie alla generosità di concittadini

Il progetto è ambizioso: dare rifugio alle donne vittime di stalking in tutta Italia, cominciando da Verona, dove è già attiva una casa con otto posti disponibili. Sono numerose le richieste che arrivano all’Associazione Donna Libera, con sede nella città veneta,  tanto numerose da essere costretti a dover negare ulteriori aiuti, in attesa di tempi migliori.

“Ci stiamo attivando  con la Regione Veneto per richiedere  i  fondi per le case rifugio, siamo in attesa di una risposta” afferma Andrea Cracco, presidente dell’Associazione no profit. Intanto ci si deve contentare dei posti attualmente disponibili in una casa in affitto, ma l’auspicio è di allargare questa iniziativa di sostegno a tutta la penisola, arrivando a organizzare cento luoghi di accoglienza per le vittime e per i loro figli, perché “la donna è il fulcro del mondo, in particolare per la sua funzione di madre”.
Lasciato il suo lavoro nel settore della sicurezza privata, Andrea Cracco, proprietario di una web radio e di una web tv, ha deciso di dedicarsi a questa attività, che conta sulla generosità dei sostenitori, con l’auspicio di estendere l’iniziativa quanto prima ad altre regioni, anche grazie ad un sostegno delle istituzioni.
“Vogliamo creare una vera e propria catena antistalking, accogliendo in qualsiasi momento le donne che hanno subito violenza in un rifugio segreto, dove sono garantiti l’anonimato e la sicurezza. Le donne che accogliamo possono contare sulla tempestività dell’intervento, sulla competenza e disponibilità delle operatrici volontarie, sull’efficienza dell’organizzazione. Un luogo protetto dove poter rimanere per  tutto il tempo necessario.”

Oltre ad assicurare un servizio di sicurezza privata di accompagnamento, sono a disposizione consultori con psicologi e avvocati, dispositivi ‘salva la vita’ e corsi gratuiti di autodifesa.
“Finora abbiamo potuto contare solo sulla generosità di alcuni cittadini di Verona, ma non abbiamo ancora avuto risposte dai Comuni ai quali ci siamo rivolti. Eppure è importante che questa iniziativa cresca, non solo sul nostro territorio. Si stima che in Italia una donna su dieci abbia subito violenza da parte dell’ex  partner o di quello attuale – precisa Cracco – e la violenza domestica si manifesta in molti modi, dalle spinte alle percosse, fino ad arrivare all’omicidio. Sono frequenti gli stupri, consumati o tentati. Nonostante tutto ciò, la quasi totalità delle violenze viene taciuta.”

L’ultima ricerca Istat, relativa al 2006, ha rilevato come la percentuale di donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale da un ex partner o da uno attuale sia del 14,3%, mentre sale al  31,9 la percentuale di coloro che l’hanno subita da altri uomini. Guidano la classifica negativa delle regioni con più frequenti casi di stalking da parte del partner o dell’ex, sempre con riferimento allo stesso periodo, l’Abruzzo (24%), la Toscana (21,9%), il Lazio (21,6%) e l’Emilia Romagna (21,3%). Agli ultimi posti la Campania (16,9%), la Sicilia (15,7%) e la provincia autonoma di Trento (13,8%). In Veneto la percentuale si attesta al 17,1%. In ogni caso si tratta di percentuali elevate; non è possibile, pertanto, definire ‘virtuose’ le regioni che si posizionano agli ultimi posti.

Daniela Delli Noci

 

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