Il “codice rosa” all’Umberto I

Policlinico Umberto I - Equipe Violenza alle Donne

Il “codice rosa” all’Umberto I

Donne vittime di violenza assistite da equipe preparata. Per sostenere il gentil sesso è nato il  Servizio Codice Rosa, a cui chiedere aiuto anche tramite un numero dedicato

Le donne che giungono al pronto soccorso vengono aiutate da medici e paramedici dotati di una maggiore sensibilità e, per indicare la gravità del caso, compare per la prima volta nel linguaggio della medicina d’urgenza il codice rosa, una variazione cromatica che aggiunge ai preesistenti bianco, giallo, verde e rosso.

Uomini che odiano le donne è il titolo del romanzo dello scrittore svedese Stieg Larsson che, purtroppo, ben si adatta ad una triste realtà che vede protagonista il gentil sesso italiano, non così amato dai propri compagni.

Lo confermano, in modo allarmante, i risultati dell’ultima indagine Istat (diffusa a febbraio 2007) dedicata interamente al fenomeno della violenza fisica, sessuale e psicologica contro le donne, utilizzando come campione 25 mila vittime di età  
compresa tra i  16 e i 70 anni.

Dai dati elaborati emerge che sono 6.743.000 le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Da non sottovalutare, poi, quella psicologica con  6.092.000 casi, nati all’interno del rapporto di coppia.

Non potevano non accorgersi del disagio femminile, causato dall’aggressività maschile, le volontarie dell’associazione “Differenza Donna”, sportello formato da esperte impegnate contro la violenza femminile, ed attivo dal 1992 sul territorio della Capitale. 
“Differenza Donna” fin dall’anno della sua fondazione si è battuta per offrire alle vittime di soprusi di ogni entità, un’assistenza adeguata; grazie alla caparbietà delle operatrici è nato, nel 2010, il progetto “Strega”, piano finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero Pari Opportunità, con la finalità di offrire maggiori competenze agli operatori del pronto soccorso,  affinché potessero soccorrere adeguatamente le donne denigrate psicologicamente, picchiate  o abusate sessualmente.

È partito così, nel 2010 in via sperimentale, un protocollo che ha mutato le modalità di accoglienza nel Triage del Policlinico Umberto I. Le donne giungono al pronto soccorso ed in loro aiuto si mobilitano medici e paramedici dotati di una maggiore sensibilità; mentre, per indicare la gravità del caso,  vengono adottati colori non convenzionali e compare, per la prima volta nel linguaggio della medicina d’urgenza, il codice rosa, una variazione cromatica che si aggiunge ai preesistenti  bianco, giallo, verde e rosso.

Fortunatamente l’idea proposta non ha trovato ostacoli, e dalla sperimentazione si è passati  all’istituzione di una realtà permanente all’interno dell’Ospedale romano Umberto I con la nascita del servizio Codice Rosa, coordinato dal Direttore Francesco Vaia (fin dal 2010) e costituito da sei specialisti, due psicologhe e quattro assistenti sociali.

I codici rosa attivati nel 2011 sono stati approssimativamente 150, di cui circa 50 per violenza sessuale. “Purtroppo” commenta la dott.ssa Daniela Venaruso, psicologo clinico e criminologo presso il Policlinico Umberto I, appartenente all’equipe del Codice Rosa, “i dati a nostra disposizione sono frammentari: infatti in molte circostanze le pazienti giunte al nostro presidio hanno rifiutato di seguire il percorso di assistenza riabilitativa loro proposto, perché temevano che gli abusi a loro carico potessero peggiorare con il rientro a casa”.

La dottoressa Lina Losacco, medico giornalista e Responsabile del Centro Antiviolenza “Differenza Donna”, non nasconde la propria soddisfazione per il lavoro d’equipe: “i medici si sono dimostrati molto disponibili e non di rado si sono confrontati con i colleghi del call center, che dispensano loro maggiori suggerimenti”.

Il Servizio telefonico di supporto (cell. 331.6995834) è attivo dal lunedì al giovedì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00; il venerdì dalle ore 9.00 alle ore 14.00). Per le emergenze si può chiamare, 24 ore su 24, il numero 366.16690139.

“Una innovazione particolare” continua la dottoressa Losacco “è rappresentata dalla modalità di compilazione del referto: non è più concesso spazio esclusivamente alla descrizione clinica, ma il personale incaricato è particolarmente attento a riferire anche lo stato emotivo della paziente. Elementi che, in un futuro prossimo, potrebbero essere utilizzati per un processo a carico dell’aggressore”.

Una forma evoluta del Codice Rosa è in corso a Guidonia, presso il nosocomio San Giovanni Evangelista, dove  vi è una stretta collaborazione con le forze dell’ordine, che sono di supporto all’attività di denuncia, ricevendo immediatamente le istanze d’aiuto.
Altre realtà simili, nel nostro Paese, sono attive negli ospedali di Arezzo, Lucca, Prato, Grosseto, Viareggio e Torino.

Paola Paolicelli

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