L’aerospazio e gli investimenti italiani

Spazio e investimenti italiani

L’aerospazio e gli investimenti italiani

Continuano i successi targati Italia nell’impresa aerospaziale e crescono le opportunità per le donne

Dalla formazione all’attività di astronauta alle risorse a sostegno delle imprese, dai passi aventi della ricerca ai rapporti tra donne e astronautica: quali rischi, quali vantaggi. Le opportunità di un settore che da sempre accende la nostra immaginazione.

“Huston, qui base della tranquillità: l’Eagle è atterrato… questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità”. Le parole che hanno accompagnato lo sbarco sulla luna, ormai più di mezzo secolo fa, sono rimaste nella leggenda. L’esplorazione di Neil Armstrong, trasmessa in diretta dalle televisioni di tutto il mondo, fa parte della storia di ciascuno di noi, anche di quelli che non c’erano ancora, e continua a suscitare emozioni e sogni fantascientifici.
Si tratta di uno dei più grandi successi di tutti i tempi, in un settore che ha visto dapprima contrapposti i Paesi del Mondo, e che oggi è tra le cose che li unisce in uno sforzo comune di ricerca e di sperimentazione. Con un occhio alla legalità, e al dovere di rispettare precise regole di comportamento, un vero e proprio codice dello spazio, messo a punto con la sottoscrizione di una serie di Trattati a partire dal 1967.

 

La ricerca e le attività italiane

Oltre ad USA e Russia, storici pionieri della conquista dello spazio, si impegnano oggi nel settore aerospaziale i giganti emergenti, Cina e India, insieme al Giappone e all’Europa. Alla ricerca che si svolge nel nostro continente partecipano Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera, oltre all’Italia, che è tra i Paesi dell’Unione Europea più attenti al settore aerospaziale.
In particolare, è il Lazio la regione italiana che detiene il primato dell’impegno in questo campo: il recente lancio nello spazio del vettore europeo di generazione avanzata Vega, per fare un solo esempio, si è realizzato proprio grazie al lavoro svolto nello stabilimento Avio di Colleferro, poco a sud di Roma. “Il settore dell’aerospazio”, ha dichiarato l’assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio, Mariella Zezza, “si conferma trainante per l’economia del Lazio, tanto da aver fatto registrare, nel terzo trimestre del 2011, una crescita del 116% del valore delle esportazioni da parte del Polo tecnologico romano. Un risultato frutto del patrimonio di competenze e professionalità dei lavoratori laziali e delle tante eccellenze aziendali presenti nel territorio, che conferma i dati secondo i quali il Lazio si attesta terza Regione italiana per la capacità di superare la crisi internazionale”.

Lazio: formazione all’attività di astronauta e sostegno alle imprese

Il Lazio si impegna pertanto a sostenere la ricerca industriale e la formazione dei lavoratori delle imprese aerospaziali: recentemente cinque aziende laziali, realtà d’eccellenza a livello internazionale, hanno ricevuto, in seguito a regolare bando, un cotributo della Regione pari a 8 milioni di euro. Nel contempo, la regione della Capitale è attiva anche nella sensibilizzazione delle nuove generazioni sul tema dell’aerospazio: il Liceo Classico Chris Cappell di Anzio, che riesce ad essere all’avanguardia per struttura e metodi di insegnamento pur senza rinunciare al suo curriculum tradizionale, realizza annualmente il progetto “Astronautica in classe”, che propone agli studenti un percorso di approfondimento sul tema della navigazione spaziale, con incontri con gli esperti e gli operatori. Tra questi, a sorpresa, molte donne, che si stanno formando all’attività del futuro, contrastando le difficoltà e le riserve di un settore tradizionalmente maschile.

impronta

Donne e astronautica, tra rischi e vantaggi

Del resto, le difficoltà oggettive di una presenza femminile a bordo delle navicelle spaziali erano in passato legate soprattutto all’esiguità degli spazi e all’impossibilità assoluta di ricavare, all’interno degli apparecchi, spazi di privacy. La vita in comune si estendeva a tutto il tempo di permanenza in orbita, e nessuna attività, lavorativa o fisiologica, ne era esclusa.
Oggi le condizioni sono molto diverse, e le astronaute sono sempre di più, atttratte da un lavoro ricco di fascino, ma altrettanto difficile e provante. Vivere nello spazio significa esporsi al pericolo di radiazioni ionizzanti, di temperature insostenibili per l’uomo e, soprattutto, di mutazioni delle ossa, che nonostante le ricerche restano il più grande rischio per gli astronauti. Ci vorrebbe un “homo lunarensis”, dice qualcuno, resistente alle radiazioni come gli scarafaggi e capace di andare in letargo come gli orsi. Un uomo – e una donna – fatti apposta per operare senza danni nello spazio, ai limiti tra realtà e fantascienza.

Perchè intensificare l’attività aerospaziale? Opportunità tra ricerca e impresa

Sostenere i settori produttivi legati all’astronomia e all’astronautica significa far fronte ad un’urgenza ineludibile, quella di proteggere noi stessi e lo spazio che circonda la Terra dai pericoli che incombono: meteoriti e detriti spaziali, lanciati in orbita a scopo di ricerca e di sperimentazione, vorticano in numero sempre maggiore sulle nostre teste, e rappresentano un rischio costante. Nel contempo lo spazio si presta bene alle attività di laboratorio, perchè la diversa gravità e l’assenza di atmosfera consentono la realizzazioni di importanti esperimenti, già in atto sulle astronavi, soprattutto nel campo famaceutico.

Lo spazio è ecologico, e consente forti risparmi: il lancio di un satellite dalla Luna, per esempio, in assenza di atmosfera sarebbe assai più facile, e similmente sarebbe possibile, nello spazio interplanetario, sfruttare i percorsi di Lagrange, attraverso l’utilizzazione dei punti di massima instabilità già individuati nel nostro sistema solare, nei quali le navicelle spaziali si muoverebbero praticamente senza carburante. Uno di questi si trova a soli 60000 km della Terra, ed è stato soprannominato “ascensore lunare”, perchè una volta arrivata lì una astronave sarebbe condotta a costo zero direttamente sul nostro satellite.

Ancora, nello spazio sono presenti materiali speciali, che non esistono sul nostro pianeta: il regolith, per esempio, cenere e cemento con ossidi di metallo, che consentirebbe di costruire senza aggiungere acqua all’impasto. Dagli ossidi si potrebbe estrarre l’ossigeno, e poi ci sono l’ilmenith e l’uranio, oltre all’elio 3, il carburante del futuro, necessario a mettere in moto le centrali nucleari a fusione.

E poi, volete mettere il piacere inestimabile di godersi il cielo stellato senza l’inquinamento luminoso ed elettromagnetico presente sulla Terra?

Laura Carmen Paladino

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