Sentenza UE contro Banche

carte di credito

Sentenza UE contro Banche

Sentenza del Tribunale dell’Unione Europea contro le commissioni  applicate dalle banche ai pagamenti effettuati con carte di credito

Confermata dall’organo giurisdizionale dell’Unione la decisione della Commissione Europea, che dichiarava contrarie al diritto di concorrenza le Commissioni Interbancarie Multilaterali applicate nel contesto del sistema di pagamento mediante carte MasterCard. Fanno lievitare i costi sostenuti dai commercianti che accettano pagamenti con carte di credito, senza apportare reali vantaggi ai consumatori, e limitano la concorrenza: per questo sono illegittime e vanno abolite.

Sotto accusa le Commissioni Interbancarie Multilaterali, che rappresentano un costo elevatissimo per gli esercenti. Secondo stime della Commissione Europea, la spesa complessiva sostenuta annualmente dai commercianti europei per consentire ai loro clienti di pagare con carta di credito ammonta a circa 25 miliardi di euro.

L’origine della sentenza

È una questione annosa, quella delle Commissioni Interbancarie Multilaterali: le prime denunce pervenute alla Commissione delle Comunità Europee risalgono al 1992, e in seguito ad esse sono state avviate indagini complesse, che a partire dal 2003 hanno condotto la Commissione Europea alla notifica di una serie di addebiti e infine all’adozione, in data 19 dicembre 2007, della decisione C (2007) 6474 def. Questa dichiarava “contrarie al diritto della concorrenza le commissioni interbancarie multilaterali (Cmi) applicate nel contesto del sistema di pagamento mediante carte MasterCard”, in quanto fissano una ”soglia minima per le spese fatturate agli esercenti” e costituiscono quindi una ”restrizione della concorrenza sui prezzi a loro discapito”.

Secondo la Commissione Europea, in particolare, non era stato dimostrato che dalle Cmi ”potessero scaturire incrementi di efficienza idonei a giustificare i loro effetti restrittivi della concorrenza”. Pertanto l’organo di Bruxelles aveva ”ingiunto alla MasterCard di porre termine all’infrazione, abolendo formalmente le Cmi entro sei mesi”, pena un’ammenda pari al 3,5% del fatturato mondiale consolidato giornaliero del gruppo. Di qui il ricorso di MasterCard dinanzi al Tribunale Europeo, per chiedere l’annullamento della decisione C (2007) 6474 def. Ma l’organo giurisdizionale dell’Unione, con un’ampia e circostanziata sentenza, ha invece ribadito e confermato la posizione della Commissione Europea.

Le commissioni interbancarie multilaterali: cosa sono?

CLe commissioni interbancarie, come chiarisce la sentenza appena emessa, si applicano in occasione del pagamento delle transazioni tramite carta, e “riguardano i rapporti tra banca di emissione” (l’istituto finanziario che emette la carta bancaria) “e banca d’affiliazione” (l’istituto finanziario che fornisce agli esercenti i servizi che consentono di accettare le carte come mezzo di pagamento nelle transazioni). “Corrispondono ad una somma trattenuta a favore della banca di emissione, e vanno distinte dalle spese fatturate dalla banca d’affiliazione agli esercenti”.
La Commissione Europea, nella decisione che è stata impugnata da Mastercard e confermata dal Tribunale Europeo, “ha sottolineato che l’organizzazione di pagamento MasterCard, in generale, non impone alle banche di emissione una particolare modalità di utilizzo dell’introito derivante dalle commissioni interbancarie, e non controlla sistematicamente l’uso che esse ne fanno”, constatando in particolare che “Mastercard non qualifica le commissioni interbancarie come un prezzo o un indennizzo per taluni servizi resi dalle banche di emissione agli esercenti, ma come un meccanismo volto a equilibrare la domanda dei titolari di carte e degli esercenti”.

Ora, però, a parere della Commissione Europea, questo effetto di efficienza del sistema non è affatto provato, e anzi l’analisi delle ripercussioni che altrove ha avuto il ribasso delle Commissioni Interbancarie dimostra l’esatto opposto. Infatti, come precisa la sentenza del Tribunale Europeo, nella sua decisione “la Commissione si è fondata sulla circostanza che il ribasso delle commissioni interbancarie imposto dalla Banca centrale d’Australia non ha intaccato la sopravvivenza del sistema MasterCard”.
Data la mole di introiti e di utili commerciali diversi dalle Cmi che gli istituti finanziari traggono dall’emissione di carte di pagamento, insomma, è del tutto inverosimile che, in mancanza di Cmi, le banche cessino o riducano in modo rilevante la loro attività di emissione delle carte MasterCard.

Va precisato che “la decisione impugnata e la successiva sentenza del Tribunale non riguardano tutte le commissioni interbancarie percepite nel contesto del sistema MasterCard, bensì unicamente quelle che la decisione impugnata definisce commissioni interbancarie multilaterali, che si applicano all’interno del Sistema Economico Europeo o della zona Euro in modo standard, ossia che si applicano in mancanza di commissioni interbancarie stabilite in modo bilaterale tra banche di emissione e di affiliazione o di commissioni interbancarie fissate collettivamente a livello nazionale”.

Cosa cambia con la sentenza

L’obiettivo della decisione e della sentenza è, in definitiva, garantire la concorrenza.
Resta evidentemente prioritario per Bruxelles facilitare gli scambi e sostenere una più sicura crescita economica, evitando di imporre fardelli troppo pesanti sugli esercenti, che sono i primi artefici dello sviluppo grazie alla loro attività imprenditoriale, soprattutto in tempo di crisi.
Già da tempo la Commissione Europea, convinta della necessità di agire in questo senso, si è impegnata per contenere le commissioni interbancarie entro livelli accettabili, con risultati in qualche caso significativi: VISA, il cui sistema di pagamento con carte di credito è attualmente sottoposto all’indagine della Commissione Europea, ha accettato nel 2010 di limitare allo 0,20% le commissioni transfrontaliere e alcune commissioni per le transazioni nazionali con carte di debito. Ora VISA e Mastercard sono invitate dalla Commissione Europea ad uniformare le loro commissioni interbancarie nell’UE.

Senz’altro quanto stabilito a livello europeo “avrà ripercussioni su altri procedimenti in corso negli Stati membri, relativi alle commissioni nazionali”, come ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Europea Almunia, all’indomani della sentenza. Anche in Italia sono in corso da tempo procedimenti di questo tipo, alla risoluzione dei quali potrà forse concorrere il recente pronunciamento del Tribunale europeo.

Laura Carmen Paladino

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