Utilizzo acque per produzione idroelettrica

Diga Valle d'Aosta

Utilizzo acque per produzione idroelettrica

In Valle d’Aosta cambiano le regole per l’utilizzo delle acque da destinare alla produzione di energia elettrica

Una deliberazione stabilisce che per tre anni non potranno essere richiesti nuovi prelievi di acqua da destinare a tale scopo, mentre si deve provvedere a al mantenimento allo sviluppo sostenibili delle fonti energetiche rinnovabili già esistenti sul territorio.

Già nel 2008 una deliberazione aveva fornito indicazioni su quali dovessero essere le condizioni del corso d’acqua perché si potesse presentare una domanda di derivazione di acqua allo scopo di produrre energia elettrica, ora invece la delibera stabilisce nuovi indirizzi. Vediamo quali.

La deliberazione stabilisce che per tre anni:

 

  • 1)    non possono essere richiesti nuovi prelievi di acqua da destinare alla produzione di energia idroelettrica, salvo quelli
    • a.     per il rifornimento energetico degli alpeggi e dei rifugi di alta montagna, nonché in tutte quelle situazioni di isolamento, dove esistono obiettive difficoltà di accesso con infrastrutture energetiche (sia tecniche-ambientali, sia economiche), limitando la potenza nominale massima dell’impianto al valore di 50 kW;
    • b.    che prevedono l’uso multiplo della risorsa acqua e quindi possono creare un doppio beneficio (cioè sfruttando derivazioni esistenti per usi agricoli o potabili anche per la produzione di energia elettrica) con una specifica attenzione anche alle portate di deflusso minimo vitale;

 

  • 2)    si deve promuovere il mantenimento e lo sviluppo sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili già esistenti su territorio regionale, favorendo, ove ve ne siano le condizioni, il potenziamento degli impianti esistenti con una specifica attenzione anche alle portate di deflusso minimo vitale.

La normativa sulle energie rinnovabili e sui relativi incentivi alla produzione è in evoluzione e va di pari passo, come spiega la Regione in una nota, con “le sempre più accurate informazioni sugli impatti delle derivazioni esistenti sui corsi d’acqua regionali, le pressioni per sempre maggiori e i diversi utilizzi delle acque, così come con le variabilità nei deflussi in conseguenza dei cambiamenti climatici”.
Per questi motivi i nuovi indirizzi sono applicati alle domande che verranno presentate d’ora in avanti mentre per quelle già presentata si provvederà a fare “un’attenta istruttoria e valutazione ambientale”.

L’assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Vierin, ha spiegato che “negli ultimi anni stanno rapidamente cambiando le condizioni che un tempo permettevano un ampio sfruttamento della risorsa idrica per la produzione di energia idroelettrica. L’evoluzione normativa in atto, in particolare per quanto concerne gli incentivi economici alle energie rinnovabili, e gli obiettivi della nuova programmazione europea e nazionale nel settore idrico previsti per il 2015, associati allo sviluppo delle attività sportive e ricreative che interessano i corsi d’acqua e l’estrema variabilità nei deflussi in conseguenza dei cambiamenti climatici, ci hanno fatto decidere di rivedere la politica di utilizzo delle acque. In tal senso, si è reso necessario evitare che, per i prossimi tre anni, siano presentate nuove domande di derivazione di acqua a scopo idroelettrico, procedendo nel monitoraggio iniziato e verificando l’evoluzione della situazione al fine di ottenere un miglioramento delle condizioni dei corsi d’acqua”.

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