Valle d’Aosta: fondi fino al 60% delle spese per realizzare impianti fotovoltaici

Giunta VDA

Valle d’Aosta: fondi fino al 60% delle spese per realizzare impianti fotovoltaici

Dai contributi alle aziende agricole per realizzare impianti fotovoltaici alla nuova normativa sull’energia al primato per la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE)

Una serie di notizie che interessano i valdostani per quanto riguarda l’ambito energetico. Tanto per cominciare gli agricoltori, che ora possono divenire anche produttori di energia elettrica grazie ai finanziamenti europei, ma anche tutte le imprese in generale, che si sono mostrate efficienti ed eticamente corrette applicando la normativa sui RAEE che spesso viene disattesa.

L’assessorato all’agricoltura e alle risorse naturali ha approvato il bando e dato il via alla presentazione delle domande di aiuto a valere sulla misura 311 (diversificazione in attività non agricole) del PSR 2007-2013, per la realizzazione di “impianti per energia da fonti alternative”. Pertanto, le aziende agricole possono ottenere i fondi necessari a coprire il 60% delle spese per realizzare gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da destinare al libero mercato. Si tratta di contributi in conto capitale. L’energia elettrica che viene realizzata tramite questi impianti, può essere utilizzata per coprire il fabbisogno e può essere ceduta dietro compenso a un grande distributore di energia che provvederà a erogarla direttamente ai propri clienti.

Il bando, che alleghiamo all’articolo, spiega tutte le modalità per ottenere gli aiuti. La domanda va presentata entro il 27 giugno 2013 seguendo i seguenti scaglioni:

schema di presentazione delle domande

L’Ufficio programmi multisettoriali dell’Assessorato è a disposizione per dare ulteriori informazioni e risponde ai seguenti numeri telefonici: 0165.275258, 0165.275373, 0165.275256.
La modulistica è disponibile anche online all’indirizzo http://www.regione.vda.it/agricoltura/imprese_e_agricoltori/piano_di_sviluppo_rurale/misura_311_i.asp.

 

La nuova normativa in preparazione

Ass att prod VDA PastoretPer quanto riguarda l’ambito energetico, esistono molte e diverse discipline regionali; per questo motivo è necessario raggrupparle e renderle omogenee aggiornando la normativa esistente e creando un nuovo Testo Unico. Lo ha spiegato l’assessore alle attività produttive, Ennio Pastoret, con la seguente dichiarazione: “noi abbiamo alcuni provvedimenti legislativi che riguardano l’energia, in particolare due sono da ricordare: la Legge 3 del 2006 e la Legge 21 del 2008. La prima si occupava – e si occupa ancora per il momento – di energie rinnovabili, la seconda di risparmio energetico. Abbiamo inteso fondere questi due provvedimenti in un Testo Unico che riprende alcuni altri elementi relativi al settore energetico. È un provvedimento unico che consente di radunare al suo interno ciò che concerne l’energia e soprattutto che si propone, in quest’ultima versione, di aggiornarsi rispetto alle ultime novità introdotte sia dalla normativa europea sia da quella statale”.

Secondo l’assessore, si tratta di un testo molto importante in quanto introduce “i presupposti essenziali di un tema che oggi si sta dibattendo a livello nazionale, con un confronto con le regioni, con gli assessori regionali e tutti i soggetti interessati che riguarda il Burden sarin, cioè il rapporto introdotto obbligatoriamente dall’Unione Europea, tra l’energia prodotta da fonti rinnovabili e il consumo energetico complessivo, compreso quello dei carboni fossili”.
La Regione sta concordando con lo Stato i parametri per rispettare un certo equilibrio che consentirà ai soggetti interessati di essere virtuosi. Si tratta di un Patto per lo sviluppo e prevede che chi non osserverà questo rapporto virtuoso sarà sottoposto a sanzioni.
Entro alcune settimane il Testo Unico verrà licenziato dalla Giunta per essere discusso in sede di Consiglio.

Una Regione virtuosa

E parlando di virtuosismo non si può tacere il fatto che la Valle d’Aosta nel 2011 si è piazzata al primo posto per la raccolta di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, raggiungendo una media procapite di 7,4 Kg contro la media nazionale di 4,29 Kg per abitante.

Tutto ciò grazie alla raccolta differenziata operata direttamente dalle aziende, che al momento della vendita di un nuovo apparecchio elettrico o elettronico, compresi i grandi elettrodomestici, devono per legge prelevare e “rottamare” a proprie spese quello vecchio (vedi nostro articolo http://www.donnainaffari.it/home/adempimenti/obblighi-legali/66-raee-gli-obblighi-dei-commercianti-di-apparecchiature-elettriche-ed-elettroniche-.html ).

Ass terr ambiente VDA Manuela Zublena“Stiamo parlando di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche e quindi grandi elettrodomestici, piccoli elettrodomestici, telefonini e anche lampadine” dice Manuela Zublema, assessore al territorio e all’ambiente. “Si tratta di una varietà di rifiuti che è opportuno sottrarre per una valorizzazione, proprio per il valore che possono avere i vari materiali recuperati, ma soprattutto per ridurre il quantitativo di rifiuti indifferenziati  che poi devono essere soggetti al trattamento, che noi abbiamo previsto essere di pirogassificazione”. 

I dati riassunti nel dossier redatto dal Centro Nazionale di Coordinamento RAEE mostrano che l’incremento della raccolta per la Valle d’Aosta rispetto al 2010 è di più del 66%, essendo passata dai 571mila Kg del 2010 ai 950mila del 2011.
La Valle d’Aosta può contare su 15 centri di raccolta sul territorio, 13 di questi aperti alla distribuzione, a cui va aggiunto quello di Aosta, con una media di 11,7 punti raccolta ogni 100 mila abitanti, il doppio della media italiana.
In Valle d’Aosta, dimostra il dossier, vengono raccolte principalmente lavatrici e lavastoviglie, seguite da frigoriferi, congelatori e climatizzatori. Ancora da migliorare, in prospettiva, la raccolta dei piccoli elettrodomestici e delle lampadine, che ancora troppo spesso finiscono nei rifiuti indifferenziati.

Fabrizio Longoni, direttore generale coordinamento RAEE, afferma che “le aspettative che avevamo auspicato per la Valle d’Aosta lo scorso anno sono state di molto superate, raggiungendo la miglior raccolta procapite tra tutte le regioni Italiane. Le prospettive sono quelle di proseguire con i tassi di crescita già ottenuti, raggiungendo quello che la Comunità europea ci chiede”.
Per il futuro la sfida sarà quella di mantenere il primato.

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