Aggiudicato il primo Marchio italiano di qualità ambientale

Aggiudicato il primo Marchio italiano di qualità ambientale

 

Partito dal settore del mobile, il progetto pilota “marchio ambientale di prodotto” verrà allargato a tutte le tipologie di beni e servizi allo scopo di sviluppare un nuovo modello di produzione basato sulla sostenibilità. Intanto il primo marchio è stato dato in questi giorni ai mobili green di Pordenone

Si tratta del primo progetto nel proprio genere, nato allo scopo di sperimentare una “politica integrata di prodotto” che induca a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti italiani durante l’intero ciclo di vita. Partito dal distretto del mobile, il marchio coinvolgerà sempre più realtà produttive e distretti di tutta Italia.

Presentato a Pordenone il 4 luglio, il “Marchio Italiano di Qualità Ambientale” ha coinvolto le prime aziende del settore legno e arredo, che hanno concluso con successo la sperimentazione del progetto. Partner tecnici delle aziende del Distretto del Mobile Livenza sono il WWF Italia e Officinae Verdi SpA che, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, valorizzano i prodotti lanciando “un marchio ambientale che caratterizzerà il mobile prodotto attraverso una filiera ecologica certificata”.

In questo modo si intende lanciare un messaggio forte al fine di mettere in luce qualità, innovazione, tecnologia, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, garantendo la qualità del Made in Italy all’acquirente. Questa iniziativa inedita avrà anche un plus valore: offrirà nuove opportunità occupazionali.

Gaetano Benedetto, Direttore politiche ambientali WWF Italia e Presidente di Officinae Verdi SpA, ha dichiarato che “la prima attribuzione del Marchio Italiano di Qualità  Ambientale riconosciuto al Distretto del Mobile di Pordenone rappresenta un fatto di assoluta importanza per ri-orientare società ed economia in senso favorevole alla conservazione della natura. Il concetto è quello di  imporre sui mercati della risorsa primaria del legno il contributo di imprese che hanno raccolto a fondo la sfida della sostenibilità”.

Con questa iniziativa si vogliono stimolare le aziende a migliorare le proprie performance produttive in modo etico volontariamente, ovvero senza che siano obbligate a seguire norme stabilite per legge, anzi facendo sì che siano i produttori stessi a trainare l’implementazione delle regole e a innalzare i livelli di tutela e rispetto per l’ambiente durante tutto il ciclo di vita dei prodotti, coinvolgendo dunque anche tutte le aziende che si occupano di commercializzazione,
trasporto, trasformazione, fino alla gestione di rifiuti, emissioni e reflui, riducendo i costi ambientali, economici e sociali.

“Il WWF” continua Gaetano Benedetto “ha messo a disposizione di questo processo la propria capacità di orientare la trasformazione in senso sostenibile dei processi produttivi e scelte di approvvigionamento unendo in modo efficace esigenze diverse quali la tutela ambientale, la garanzia per i consumatori, la qualità di prodotto, la promozione di mercato”.

Non è la prima volta che in Italia si parla di marchi di qualità ambientale, ma il sistema dei marchi non ha avuto il livello di penetrazione di altri Paesi europei. Ciononostante, questo nuovo marchio “ha la potenzialità di dialogare meglio con le realtà produttive modulandosi meglio sui singoli prodotti e garantendo un livello di attenzione ambientale maggiore ed una flessibilità più idonea alle esigenze di marketing”. 

Secondo i coordinatori del progetto, esso dunque “rappresenta la strada corretta per coinvolgere in un processo di miglioramento un numero vasto di aziende caratterizzando ancor più in termini di qualità le produzioni italiane e dandosi la prospettiva di arrivare quanto prima ad un marchio di vero Made in Italy che leghi in modo più forte l’intero ciclo di un prodotto ad una comunità locale che divenga essa stessa garante del rispetto ambientale e di qualità. Nel mercato globale questo approccio risulta strategico per un’economia come la nostra”.