Riforma diritto allo studio FVG

Riforma diritto allo studio FVG

 

A seguito degli incontri con i rappresentanti degli studenti, delle Università e degli Istituti di Alta Formazione, si è stilata una proposta di riforma per assicurare una sostenibilità nel tempo agli interventi di competenza regionale ai quali fa riferimento la nuova disciplina nazionale entrata in vigore a giugno 2012

All’esame del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, all’interno del cosiddetto “pacchetto Tondo” dal nome del Presidente, c’è la riforma sull’organizzazione del diritto allo studio universitario. Una riforma “necessaria per assicurare più interventi in favore degli studenti e meno spesa per la burocrazia” afferma l’assessore all’università Roberto Molinaro.

Dopo aver ascoltato tutte le parti in causa e approfondito l’argomento, la Regione si è assunta la responsabilità di inserire nella riforma in esame articoli che porteranno a significativi cambiamenti: tanto per cominciare l’istituzione di un’unica Agenzia al posto dei due ERDISU (Ente per il diritto e le opportunità allo studio) esistenti in modo che le procedure siano semplificate e siano anche ridotti i costi di almeno 500 se non 600mila euro l’anno. “L’Agenzia” chiarisce l’assessore Molinaro “si muoverà secondo le indicazioni provenienti dalla Conferenza Regionale, composta dai rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti e da quelli eletti dagli studenti, che rappresentano la metà della Conferenza”.

Saranno gli studenti, afferma l’assessore, i veri protagonisti della riforma, dal momento che, attraverso un apposito consiglio di indirizzo, saranno chiamati a decidere, con un sì o con un no, sui due momenti fondamentali dell’attività della nuova Agenzia: il programma triennale degli interventi (aggiornato annualmente) e la Carta dei servizi, che definisce i servizi da erogare agli studenti.

Per quanto riguarda l’offerta abitativa diretta agli studenti, nella riforma non si fa cenno ad alcuna nuova privatizzazione poiché l’accreditamento delle strutture è già in atto: ci sono quindici strutture nei quattro capoluoghi di provincia della regione che già hanno stipulato una convenzione con gli ERDISU e grazie alle quali gli studenti hanno assicurati 1500 posti. Si tratta di collegi e convitti che si aggiungono a quelli della casa dello studente.

L’assessore conclude la sua presentazione della riforma dicendo che “la Regione non intende fare nessun passo indietro in un settore strategico per l’attrattività del sistema regionale di Alta Formazione: vogliamo spendere per i servizi agli studenti, non per la burocrazia. Lo dimostra anche la recentissima decisione assunta in sede di legge di assestamento di bilancio, che mantiene la tassa regionale per il diritto allo studio nella misura del precedente anno, evitando l’aumento automatico previsto dalla norma nazionale in misura non inferiore a 30 euro a studente”.