Toscana: accordo con i sindacati

Toscana: accordo con i sindacati

 

Firmato l’“Accordo per lo sviluppo della Toscana” dal Presidente della Regione Enrico Rossi, dal segretario regionale CISL Riccardo Cerza, dal segretario regionale UIL Vito Marchiani e dal rappresentante della segreteria generale della CGIL Manuele Marigoli

Regione e Sindacati hanno deciso di dare il via a 9 tavoli di lavoro su altrettanti temi a seguito dei quali si formuleranno proposte concrete da inserire nel “Patto dello Sviluppo” che verrà firmato entro il 30 settembre 2012.

La concertazione tra rappresentanti dei lavoratori e rappresentanti della politica allo scopo di coinvolgere tutte le parti interessate nell’attuazione di politiche per l’uscita dalla crisi, il rilancio dell’economia e dello sviluppo imprenditoriale: questo l’intento che ha portato alla stipula dell’accordo in queste giornate estive vista la necessità e l’urgenza causata dallo stato attuale dell’economia. Per trovare soluzioni alla crisi infatti si è ritenuto di fondamentale importanza il coinvolgimento di chi sta alla base dell’economia: i lavoratori. Ciò in considerazione del fatto che occorre rimettere in moto l’economia toscana ma al tempo stesso salvaguardare i servizi. Così PA e Sindacati insieme individueranno le migliori soluzioni per affrontare questi difficili tempi attraverso 9 tavoli che affronteranno i seguenti temi:

1.    prevenzione delle crisi aziendali e coordinamento delle vertenze di carattere nazionale;
2.    realizzazione di infrastrutture strategiche (es. viabilità, ferrovie, lavori pubblici, logistica) e trasporto pubblico locale;
3.    accesso al credito (es. garanzie, merito creditorio) e la razionalizzazione della pubblica amministrazione regionale (es. spending review, evoluzione negli assetti istituzionali);
4.    strumenti per la crescita delle imprese (es. strumenti finanziari, formazione, innovazione, export) e attrazione degli investimenti (es. promozione, predisposizione di aree industriali, strumenti di incentivazione e supporto e scouting d’impresa);
5.    modernizzazione dei servizi pubblici locali (es. servizio idrico, ciclo dei rifiuti), gestione del rischio idrogeologico e sviluppo del settore energetico;
6.    gestione del territorio (es. evoluzione degli strumenti urbanistici, sviluppo delle città, politiche per l’edilizia bio-sostenibile, promozione e turismo sostenibile, valorizzazione del patrimonio culturale);
7.    sviluppo rurale e crescita del settore agroalimentare (es. filiere integrate, agrienergie, polo agroalimentare);
8.    assistenza socio-sanitaria (es. ISEE, fondo non-autosufficienza, interventi previsti dal piano sanitario e sociale integrato regionale, ecc.)
9.    banda larga e semplificazione amministrativa (es. autorizzazioni, valutazioni di impatto, adempimenti amministrativi).

Inoltre, Regione e sindacati solleciteranno il Governo ad aprire una “vertenza nazionale toscana”: ovvero ad attuare un provvedimento che risolva le principali crisi aziendali in atto e definisca le politiche industriali per il rilancio dei settori manifatturieri presenti in Toscana.

Il protocollo appena firmato da CGIL, CISL, UIL e Regione Toscana conclude un dialogo portato avanti da mesi. Ora verranno coinvolte le organizzazioni datoriali e l’accordo verrà sottoposto anche ai rappresentanti dell’impresa, dell’industria e dei commercianti. Lo stesso accordo verrà poi esteso anche ai rappresentanti di altri settori.

Il Presidente Rossi ha dichiarato che “in Toscana la concertazione è un valore, testimoniato anche dall’articolo 48 dello Statuto regionale. Alle istituzioni spetta il compito di decidere, ma attraverso il confronto con le rappresentanze sociali: la Toscana pratica la concertazione da sempre e ai massimi livelli possibili e cionondimeno ha un tasso di riformismo e innovazione certo non inferiore alle altre Regioni”.

Il Presidente ha anche tenuto a sottolineare che “alcune riforme che ha fatto il Governo Monti rappresentano addirittura un arretramento rispetto alla realtà della  Toscana. Abbiamo in corso una gara unica per il trasporto pubblico regionale, abbiamo fatto tre Ato per i rifiuti, un unico Ato per l’acqua, abbiamo sciolto le 14 Apt e razionalizzato la politica di promozione turistica, abbiamo riformato la sanità e tutto questo d’accordo con sindacati e forze sociali perché quando gli obiettivi sono difficili e impegnativi, si raggiungono meglio attraverso il confronto. Ed è anzi prezioso il contributo di chi conosce i problemi e le questioni concrete per individuare soluzioni condivise ed efficaci. Sono convinto anche io che siamo davanti ad un ‘percorso di guerra’” ha concluso Rossi, citando le parole del Presidente del Consiglio, “però la guerra non si fa da soli, la si fa raccogliendo tutte le energie, chiedendo a tutti quello che possono dare, facendo in modo che tutti si sentano coinvolti e responsabili”.