Accordo tra Ministero dell’Ambiente e Sindacati sulla crescita del “Lavoro Verde”

Min. Clini, crescita del lavoro verde

Accordo tra Ministero dell’Ambiente e Sindacati sulla crescita del “lavoro verde”

 

Per un cambiamento etico del sistema economico e industriale bisogna partire dal lavoro e al centro del protocollo d’intesa firmato ad agosto dal Ministro Clini e dai rappresentanti dei sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL ha come obiettivo la “crescita verde”

Grazie all’accordo, verrà avviato un percorso di collaborazione tra Ministero e Sindacati per quanto riguarda le politiche sull’occupazione giovanile.

Saranno la de-carbonizzazione, le strategie energetiche, l’uso efficiente delle risorse idriche, la gestione integrata dei rifiuti, la sicurezza idrogeologica i settori sui quali i giovani in cerca di occupazione dovranno specializzarsi per far sì che la nostra economia divenga realmente sostenibile.

L’intesa impegna le parti a collaborare per affrontare insieme i problemi che bloccano lo sviluppo dell’economia in senso etico e le politiche ambientali. Scopo dell’accordo è quello dunque di compiere scelte rapide in cui crescita economica, sostenibilità e occupazione vadano di pari passo.
A firmarlo sono stati in particolare: per il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, il Ministro Corrado Clini; per la CIGL, Nicola Nicolosi e Oriella Savoldi; per la CISL, Fulvio Giacomassi e Giuseppe D’Ercole; per la UIL Paolo Carcassi e Andrea Costi; per la UGL Ivette Cagliari e Carlangelo Scillamà.

Secondo il Ministro Clini, “l’accordo un atto importante nel percorso di coinvolgimento delle organizzazioni sindacali come partner del processo di riqualificazione del sistema produttivo. Il ruolo dei sindacati deve diventare parte attiva, partecipe e consapevole del processo di trasformazione dell’economia e dell’industria nel segno della sostenibilità”.

Positivo anche il commento dei sindacati. Dichiara Fulvio Giacomassi, segretario confederale della CISL, entrando nei particolari: “il protocollo di relazioni riguarda le azioni da mettere in campo sul consumo e la distribuzione dell’energia previste dalle direttive europee, sulle tecnologie da adottare per abbattere le emissioni, sui rifiuti, sulle bonifiche e la messa in sicurezza del territorio, l’individuazione di un favorevole ed innovato quadro normativo ed un piano di occupazione giovanile nelle attività ‘verdi’”.
Giacomassi sottolinea l’importanza anche di altri fattori considerati nel protocollo, come il richiamo alla finalizzazione delle azioni sull’efficienza energetica nelle abitazioni, negli edifici e nelle imprese, sui siti di interesse nazionale da bonificare, sui piani di riassetto idrogeologico e sismico del territorio e sull’efficientamento del ciclo integrato dei rifiuti per uscire dalla situazione emergenziale. “Positivo è inoltre il convergente approccio delle parti  allo scopo di far diventare le politiche ambientali – diversamente dal passato – un fattore di sviluppo sostenibile economicamente, socialmente ed ambientalmente per il Paese. Serve – ed il protocollo ne è lo strumento – il contributo di tutti i soggetti per affrontare tali complesse tematiche. Ancor più necessario in questo momento, in cui sta emergendo con forza lo scontro tra ambiente e lavoro, tra insediamento produttivo e salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini”.
Insomma secondo il segretario della CISL oggigiorno si richiedono nuove modalità, strumentazioni e partecipazione in grado di coniugare queste necessità.

Ai primi di settembre inizieranno gli incontri tra Ministero e Sindacati per rendere operativo l’accordo e iniziare a programmare i prossimi interventi concreti.