Rilanciare gli itinerari storici: un’opportunità per le piccole e medie imprese, soprattutto femminili

Rilanciare gli itinerari storici: un’opportunità per le piccole e medie imprese, soprattutto femminili

 

Un progetto per rivitalizzare antichi percorsi e vie di pellegrinaggio e per promuovere l’eccellenza dei prodotti italiani

L’idea esiste da tempo, e dove è stata perseguita con continuità e determinazione ha prodotto i risultati sperati: aumento delle presenze e del flusso turistico, attenzione all’ambiente e alle specificità locali, promozione del territorio.

Un esempio per tutti è il Cammino di Santiago, che è percorso ogni anno da centinaia di migliaia di pellegrini in ogni stagione dell’anno, e che rappresenta un modello di imprenditoria territoriale a largo raggio. La sua istituzione ha modificato il modo di fare turismo, accoglienza e impresa tra la Francia e il nord della Spagna, lungo una via antica e importante per la cultura del Medioevo, quella cultura che, nei fatti, ha costituito il nostro continente e ha dato ad esso unità. Lo stesso, oggi, si pensa di fare per altri itinerari storici, altrettanto ricchi di memorie, arte e fede.

La Via Francigena: un percorso storico nel cuore dell’Europa

È la più importante via di pellegrinaggio dell’Europa altomedievale: ricalca il percorso seguito da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, nel 990 d.C. per recarsi dalla città di cui era pastore fino a Roma, in visita al Papa Giovanni XV.
Sigerico, sul modello degli antichi viaggiatori di epoca tardoantica, descrisse dettagliatamente, indicando le singole tappe (in tutto 79), il lungo viaggio, di circa 1800 km, da lui compiuto attraverso il sud dell’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l’Italia: il suo diario di bordo è passato alla storia come “Itinerario di Sigerico” e ha rappresentato nei secoli successivi la via più sicura per chiunque volesse mettersi in cammino dall’Europa continentale alla volta di Roma, città santa per eccellenza e cuore della Cristianità medievale.

 

 

Con la liberazione di Gerusalemme a seguito delle crociate (XI-XIII secolo), il percorso fu esteso, lungo le antiche strade di età romana e tardoantica, da Roma fino a Brindisi, con l’obiettivo di condurre i pellegrini all’imbarco per l’Oriente e di consentire loro un agevole cammino fino ai luoghi santi.

Nella sua interezza, dunque, una antica strada medioevale di pellegrinaggio diretta in Terrasanta attraversa da Nord a Sud tutta la nostra penisola, toccando nel tratto settentrionale – per un totale di 44 tappe – ben 7 regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Lazio) e140 Comuni, e proseguendo oltre Roma, attraverso la cosiddetta “Via Francigena del Sud”, fino alla Puglia.

Un tesoro di arte, cultura e tradizione da riscoprire e valorizzare

L’itinerario di Sigerico rappresenta oggi un vero e proprio vademecum per chiunque voglia ricalcare le orme dell’arcivescovo viaggiatore e gustare il piacere di camminare a piedi ritrovando se stesso, il contatto con la natura, con la storia e con la bellezza delle cose antiche costruite dall’uomo. Per tale ragione, la via Francigena è stata dichiarata “Itinerario culturale del Consiglio di Europa” ed è al centro dell’interesse dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, fondata a Fidenza nel 2001 a livello nazionale italiano, con il nome di Associazione dei Comuni italiani sulla Via Francigena.
L’iniziativa, avviata da trentaquattro Comuni e Province italiani appartenenti a sette Regioni, si è estesa in breve tempo ben oltre i confini della penisola, e conta oggi ben 95 Enti Locali aderenti, fra i quali Roma, Canterbury e il cantone svizzero del Bas-Valais.

Le istituzioni e il mondo delle imprese insieme per la cultura e le tradizioni

Un recente convegno, tenutosi a Roma per iniziativa della Provincia e del Consigliere Delegato alla Via Francigena Enzo Carpenella, che ha coinvolto, insieme al Presidente dell’Associazione Europea per le Vie Francigene Massimo Tedeschi, numerosi amministratori locali di area laziale ed esperti, ha mirato a stilare un decalogo per la rivitalizzazione e la messa in sicurezza dell’antico percorso in territorio italiano, e per il rilancio dell’itinerario grazie alla sinergia di tutti gli enti coinvolti.
Sono intervenuti i sindaci di Comuni (come Formello e Zagarolo) che hanno già operato per sistemare la strada nel loro territorio e per collocare i cartelli e le indicazioni di interesse turistico, e hanno dato la loro testimonianza rappresentanti delle amministrazioni locali che hanno agito per consentire la diffusione di iniziative di promozione turistica, come il “Progetto del Pane Francigeno” a Campagnano di Roma, che prevede trekking lungo l’antica strada e esperienze di impasto con le aziende panificatrici locali.

Una opportunità per i piccoli centri e per le piccole e medie imprese, soprattutto femminili

L’idea, neanche a dirlo, è di una donna, Angelica Alemanno, delegata del Sindaco alla Valorizzazione della via Francigena. Come soprattutto donne sono le titolari delle numerosissime imprese a vocazione turistica, e sovente a conduzione familiare e femminile, presenti ovunque nel nostro Paese.

Il rilancio di un itinerario storico rappresenta una grande opportunità per i piccoli centri, che possono attraverso esso rendere noti straordinari tesori di arte, di cultura e di tradizioni contadine, e per le aziende – in particolare quelle che hanno a che fare con il turismo.

Idea delle istituzioni, delle associazioni di categoria imprenditoriali e naturalmente dell’Associazione Europea per le Vie Francigene, è quella di stimolare le imprenditrici e gli imprenditori ad approfittare dell’opportunità offerta da questo programma europeo aprendo nuovi punti di ristoro e di accoglienza ai pellegrini, oppure lanciando iniziative e presentando progetti imprenditoriali, culturali e turistici collegati alla Via Francigena italiana soprattutto in considerazione del fatto che, ad esempio, la Via che va da Roma alla Puglia attualmente non ha ancora alcun punto di riferimento per i viandanti.

Lungo i percorsi e nelle loro immediate vicinanze, infatti, si possono creare numerose strutture ricettive (bed and breakfast e agriturismi soprattutto), oltre che ristoranti e aziende agroalimentari, agrozootecniche e naturalistiche, che possono ottenere grande visibilità e incrementi della produttività partecipando agli sforzi delle amministrazioni per la rivitalizzazione degli itinerari storici.
È quello che è avvenuto altrove nel mondo, con risultati straordinari, e ricchezza diffusa per sempre più persone. Oltre che per l’ambiente.

Laura Carmen Paladino