Delega fiscale: i punti di vista del fisco e delle imprese

Delega fiscale: i punti di vista del fisco e delle imprese

 

Ciclo di audizione della Commissione Finanze della Camera sulla delega fiscale, il Disegno di Legge approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato in Parlamento per l’attuale discussione, che fa parte del complesso di azioni partite con il Decreto Salva Italia

Ieri sono state ascoltate le imprese, oggi i rappresentanti dell’amministrazione pubblica. Il DdL, che tocca da vicino le aziende in quanto rimodella alcune parti del sistema tributario, ha lo scopo di rendere più equo tale sistema. Vediamo come intendono farlo i rappresentanti del fisco e come la vedono le aziende.

 

All’Audizione odierna ha esposto le nuove azioni previste dal Disegno di Legge in discussione, la dott.ssa Fabrizia Lapecorella, direttore del dipartimento delle finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La dottoressa Lapecorella ha subito chiarito che il DdL “Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita” non va confuso con l’altro DdL, sempre presentato dal Governo in questi giorni, di riforma del sistema fiscale. Questa delega infatti prevede interventi finalizzati a correggere solo alcuni aspetti del sistema fiscale italiano e non ha l’ambizione di intervenire per riformare l’intero sistema tributario.
Ciononostante, esso prevede interventi specifici di natura strutturale, dunque stabile, e modifica alcuni aspetti del sistema tributario per orientarlo alla crescita economica ed assicurandone l’equità, grazie ad azioni di razionalizzazione del sistema stesso, operando secondo la logica dell’uso prudente della leva fiscale per ottenere una crescita più robusta nel medio e nel lungo periodo.
Inoltre, esso intende rafforzare la lotta all’evasione fiscale e rivedere la tassazione delle imprese in funzione appunto della crescita, ma anche dell’internazionalizzazione  e della fiscalità ambientale. Questi tre infatti sono gli ambiti specifici di interventi dei quali si occupa la delega.

I punti qualificanti della delega rispetto al quadro delineato dal Decreto Salva Italia per raggiungere l’equità fiscale sono sempre tre:
1) revisione del catasto dei fabbricati, dal momento che le rendite catastali non vengono rivalutate dal 1990 e dunque non sono congrue rispetto al valore di mercato degli immobili. In particolare, cambieranno le aliquote sui trasferimenti e le compravendite del mercato immobiliare.
2) misure di contrasto all’evasione fiscale e miglioramento rapporti tra fisco e contribuenti mediante la revisione dell’intero sistema sanzionatorio e mediante azioni di risanamento del sistema alle quali fa seguito l’introduzione di un sistema di monitoraggio del risanamento finanziario.
3) interventi in materia di tassazione delle imprese in funzione della crescita e della competitività internazionale. Con un nuovo sistema di tassazione che prevede l’introduzione dell’IRI (Imposta sul Reddito di Impresa); la razionalizzazione dell’IVA; interventi in materia di fiscalità ambientale e di giochi pubblici.

Tassazione del reddito di impresa

La delega persegue la neutralità del sistema tributario rispetto alle scelte dei contribuenti ma corregge eventuali loro errori.
Le imprese verranno tassate assoggettando il reddito di impresa alla stessa aliquota di imposta delle società di capitali per assicurare la neutralità fiscale rispetto alla scelta della forma giuridica dell’impresa.
Il meccanismo di tassazione prevede la deducibilità, dalla base imponibile del reddito di impresa, della parte imputabile al socio che presta la sua opera nella società o all’imprenditore. Si tratta di una remunerazione deducibile ma assoggettabile alle imposte personali sul reddito allo scopo di perseguire la cosiddetta equità orizzontale, ovvero rendere tale reddito uguale agli altri redditi da lavoro.
La tassazione uniforme del reddito di imprese, secondo Lapecorella che qui rappresenta il Governo, incentiva la capitalizzazione e la patrimonializzazione delle imprese perché si mantengono i profitti all’interno dell’impresa stessa in conseguenza del risparmio di imposta che si verifica grazie a questo cambiamento. “Introducendo questo regime di deducibilità” dice Lapecorella “si favorisce la patrimonializzazione delle imprese, che è universalmente riconosciuta come una delle principali esigenze del nostro sistema produttivo per favorirne la crescita”.
La tassa imponibile verrà inoltre calcolata in modo più semplice e razionale.
Una razionalizzazione dei regimi forfettari per le piccole imprese prevede che la tassazione sia diversa a seconda del reddito dell’azienda.

Per contrastare l’evasione fiscale e migliorare i rapporti tra fisco e contribuente, afferma la rappresentante governativa, si deve dare maggiore certezza del diritto intervenendo sui troppi strati di regolamentazione che si sono succeduti nel tempo.
A questo scopo la delega anzitutto introduce una definizione generale di abuso del diritto riferendola a tutti i tributi non armonizzati. Le imprese devono avere certezze delle conseguenze fiscali delle scelte economiche che compiono perché tale certezza permette loro di risparmiare sulle sanzioni che ogni giorni si comminano in Italia.
E riguardo a tali sanzioni, con l’approvazione della Legge l’amministrazione avrà l’onere della prova del disegno abusivo laddove fosse identificato – cosa che oggigiorno non avviene. La seconda parte del procedimento prevede che, dopo la notifica di tali prove, sia il contribuente ad avere l’onere della prova circa l’esistenza di ragioni extra fiscali non marginali che lo hanno portato a compiere quelle operazioni che hanno portato la PA a ritenere che avesse un “disegno abusivo”.

Per migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, la delega persegue l’idea di cambiare radicalmente il rapporto tra fisco e grandi imprese rendendo obbligatorio l’inserimento tra i sistemi di controllo interno anche di quello del rischio fiscale, in modo che l’azienda sia consapevole delle proprie scelte e possa così ridurre le sanzioni.
Per i contribuenti aziende di minori dimensioni si prevedono invece azioni di tutoraggio e semplificazione.
Questa comunicazione da parte della dirigente ha portato a una serie di domande da parte dei parlamentari.  Per quanto riguarda la revisione della tassazione sulle imprese quali sono i vantaggi per le imprese? Chiedono, perché non sembra che le linee presentate prevedano un abbassamento delle tasse in una situazione attuale, in cui le piccole e medie imprese sono costretta a chiudere o a trasferirsi all’estero per sopravvivere. I parlamentari lamentano poi un possibile crollo del sistema immobiliare.
Lapecorella risponde alle domande dei parlamentari perplessi, informando che si passa da una tassazione progressiva a una tassazione proporzionale, che è più efficiente rispetto alla precedente. Si tratta della razionalizzazione dei regimi fiscali, che può portare a dei risparmi grazie anche alla revisione – prevista in seguito – dei regimi agevolativi.

La nuova imposta sul reddito d’impresa prevede un’aliquota – applicata al reddito di impresa puro, dunque al netto del lavoro del socio o dell’imprenditore presso l’impresa – del 27,5% che è più bassa di quella dell’IRPEF che pagano ora tutte le altre imprese non di capitali.  Contestualmente, la disposizione indica una revisione dei regimi forfettari che sono vantaggiosi sì, ma sono troppi e sarebbero più efficaci se diminuiti e razionalizzati.
Per gli imprenditori che pagano l’IRPEF è concesso di pagare un’imposta sostitutiva del 10% per tre anni dall’inizio dell’attività, e c’è anche il regime agevolato per gli imprenditori più giovani.
Infatti, un esempio che porta a favore del DdL in discussione la dott.ssa Lapecorella, è il regime agevolato che comprende l’esonero del pagamento dell’IRAP da parte di soggetti con meno di 35 anni per la durata di minimo 5 anni. Dunque se ad esempio il giovane entra nel regime all’età di 32 anni può arrivare fino a 37 anni perché può usufruirne per non meno di 5 anni.
Secondo la dirigente ministeriale complessivamente questa razionalizzazione può portare a risparmi per le imprese piccole e medie, nel rispetto della neutralità finanziaria che è richiesta alla delega.

 

L’opinione degli imprenditori

 

Vediamo ora cosa ne pensano le imprese, i cui rappresentanti sono stati sentiti dalla Commissione ieri e oggi hanno emesso un comunicato diramato da Rete Imprese Italia che esordisce con un “servono misure più incisive per ridurre la pressione fiscale e burocratica”.

Soddisfatti per quanto riguarda il taglio dell’IRAP per le micro imprese e per il livellamento delle aliquote per i diversi tipi di impresa, i rappresentanti di Rete Imprese Italia non sono altrettanto soddisfatti soprattutto per l’IMU per gli immobili produttivi. In linea di massima dunque il provvedimento sembra accontentarli ma non del tutto: “i principi contenuti nel Disegno di Legge sulla delega fiscale vanno nella giusta direzione” ha dichiarato ieri durante la propria audizione alla Commissione Finanze della Camera il presidete di R.ETE. Imprese Italia, Giorgio Guerrini. “Non vorremmo, però, che conducessero solo ad una sorta di manutenzione straordinaria del nostro complesso sistema fiscale, senza misure reali per favorire lo sviluppo. Ci auguriamo quindi sia solo il primo step di una più profonda e strutturale rivisitazione dell’attuale farraginoso e vetusto sistema fiscale”.

Di fonte ai parlamentari ha continuato la sua esposizione spiegando che “in un Paese come l’Italia, in cui la pressione fiscale nel 2012 supera il 45% del Pil e quella effettiva circa il 54%, e dove il costo della burocrazia per le imprese, limitatamente ai processi monitorati dal Dipartimento della Funzione pubblica, è di 26,5 miliardi di euro, è necessario incidere in maniera significativa sulla riduzione della spesa pubblica e sul contrasto all’evasione per ridurre le tasse e gli oneri burocratici”.
Secondo Guerrini pertanto “occorre definire in modo inequivocabile le caratteristiche delle imprese individuali escluse dal pagamento dell’Irap per l’assenza dell’autonoma organizzazione, cominciando a ridurre gradualmente questo tributo a partire dalle imprese di più piccole dimensioni, innalzando la franchigia di imposizione (no tax area IRAP)”.
Delle caratteristiche sopra elencate durante l’intervento della dottoressa Lapecorella, Guerrini ieri aveva detto di apprezzare in particolare “la volontà del Governo di  rendere neutra, rispetto alla forma giuridica, la tassazione del reddito di impresa, e di voler rivedere in maniera sistematica gli adempimenti e i regimi fiscali in un’ottica di semplificazione. Oltre alla riforma del catasto, che dovrà avvenire garantendo ai contribuenti una effettiva conoscibilità delle nuove rendite e procedure semplificate di correzione delle stesse in presenza di errori, va comunque affrontato il tema della tassazione immobiliare riducendo il peso dell’IMU sugli immobili produttivi”.

Il testo del Disegno di Legge sulla delega fiscale era stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 aprile del 2012 e lo ha presentato al Parlamento il 18 giugno. Dopo aver sentito le parti in causa, la Commissione trarrà le proprie conclusioni e lo voterà prima di passarlo alla discussione in Aula.

 

Approfondimento

 

Di seguito, in qualità di approfondimento, l’illustrazione delle novità principali introdotte dal DdL come riportate dalla Camera dei Deputati:

Tra gli obiettivi delineati emerge la certezza del sistema tributario, da perseguire attraverso la definizione dell’abuso del diritto (articolo 5), la revisione delle sanzioni penali e amministrative (articolo 8), da attuare secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti, dando rilievo alla configurazione del reato tributario per i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di documentazione falsa; la revisione del regime della dichiarazione infedele; la possibilità di ridurre le sanzioni per le fattispecie meno gravi, ovvero di applicare sanzioni amministrative anziché penali. Si intende inoltre attuare una semplificazione sistematica dei regimi fiscali e degli adempimenti “inutilmente complessi” (articolo 7). E’ quindi previsto il miglior funzionamento del contenzioso attraverso lo snellimento dell’arretrato e l’estensione della conciliazione giudiziale alla fase di appello e al giudizio di revocazione nonché il riordino della riscossione delle entrate locali secondo criteri di certezza, efficienza ed efficacia, di competitività e di trasparenza (articolo 10).

La riforma fiscale è anche orientata a proseguire nel contrasto all’evasione e all’elusione nonché al riordino dei fenomeni di erosione fiscale (cosiddette tax expeditures, articolo 4), con l’obiettivo di eliminare distorsioni e rendere più efficiente il sistema. A tal fine sono previste misure volte a definire metodologie di stima dell’evasione e di monitoraggio dei risultati della lotta all’evasione stessa (articolo 3), nonché alla costruzione di un migliore rapporto tra fisco e contribuenti  (articolo 6). L’articolo 9 indica quindi i principi e i criteri da perseguire per rafforzare i controlli fiscali, in particolare attraverso controlli mirati, in sinergia con altre autorità pubbliche. Nella riforma dell’attività dei controlli sono espressamente previsti i metodi di pagamento sottoposti a tracciabilità, potenziando inoltre l’utilizzo della fatturazione elettronica.

L’articolo 11 reca i principi e i criteri direttivi cui deve uniformarsi il Governo a nell’introdurre norme per la ridefinizione dell’imposizione sui redditi di impresa, attraverso l’assimilazione dell’imposizione su tutti i redditi d’impresa commerciale o di lavoro autonomo, da assoggettare a un’imposta unica; per l’introduzione di regimi forfettari per i contribuenti di minori dimensioni e forme di opzionalità per i contribuenti. Allo stesso tempo, la revisione del reddito d’impresa è volta a migliorare la certezza e la stabilità del sistema fiscale (articolo 12), a ridurre le incertezze nella determinazione del reddito e della produzione netta e a favorire l’internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia.

L’attuazione della delega in materia di IVA deve avvenire attraverso la semplificazione dei sistemi speciali e l’attuazione del regime del gruppo IVA (articolo 13). Allo stesso tempo, il Governo è delegato ad introdurre norme per la revisione delle altre imposte indirette, con semplificazione degli adempimenti, razionalizzazione delle aliquote nonché accorpamento o soppressione di fattispecie particolari. Le misure in materia di tassazione ambientale (articolo 14) sono ritenute necessarie sia sotto il profilo della riduzione delle emissioni nocive che per consentire una migliore distribuzione del carico fiscale, più compatibile con uno sviluppo sostenibile (cosiddetto “doppio dividendo”).

In materia di giochi pubblici (articolo 15) sono previste – oltre ad una raccolta sistematica della disciplina e ad un riordino del prelievo erariale sui singoli giochi – specifiche disposizioni volte, tra l’altro, a tutelare i minori dalla pubblicità dei giochi e a recuperare i fenomeni di ludopatia, sulla base di linee di indirizzo tecnico scientifiche e con il finanziamento di specifici progetti.