Nuovi poteri alla BCE per la vigilanza bancaria

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Nuovi poteri alla BCE per la vigilanza bancaria

È la proposta presentata in questi giorni dalla Commissione Europea per la realizzazione di un meccanismo di vigilanza unico (SSM) per le banche della zona euro. Si tratterebbe di un importante passo in avanti per il rafforzamento dell’unione economico-monetaria

Un’unione bancaria reale, con un meccanismo unico e la responsabilità ultima sui compiti di vigilanza in materia di stabilità finanziaria di tutte le banche dell’euro zone alla BCE (Banca Centrale Europea). La Commissione ha invitato il Parlamento e il Consiglio europei ad adottare i regolamenti proposti entro fine anno.

La Commissione non vuole annullare con questa proposta le competenze delle autority dei singoli Stati, i quali nella vigilanza quotidiana e nell’attuazione delle decisioni della BCE continueranno a svolgere un ruolo importante. Il fine però è quello di preservare l’integrità del mercato unico e assicurare modelli uniformi di vigilanza bancaria in tutti i 27 Paesi dell’Unione. A tale scopo inoltre, la CE ha proposto che l’ABE (Autorità Bancaria Europea) rediga una guida comune, di aiuto per tutti.

Oltre ai regolamenti proposti per attuare questo programma, la Commissione ha indicato altre tre componenti dell’Unione Bancaria integrata: un corpus unico di norme in materia di requisiti patrimoniali; i regimi armonizzati di garanzia dei depositi; il quadro unico sul risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie. Tutte le proposte presentate dovranno essere approvate, secondo l’invito della CE, entro la fine di quest’anno.

Pres Barroso Comm EuroIl Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha rilasciato un’importante dichiarazione in merito: “la Commissione ha presentato le sue proposte per un meccanismo europeo unico di vigilanza, che costituisce un passo importante verso un’Unione bancaria. Questo nuovo sistema, che vede al centro la Banca Centrale Europea e comprende le autorità di vigilanza nazionali, ripristinerà la fiducia nella vigilanza su tutte le banche della zona euro. Il Parlamento europeo dovrà svolgere un ruolo fondamentale nel garantire un controllo democratico. Questa iniziativa deve avere la massima priorità in modo che l’autorità di vigilanza europea possa entrare in funzione all’inizio del prossimo anno. Essa preparerà inoltre il terreno ad eventuali decisioni di utilizzare reti di protezione europee per ricapitalizzare le banche. Vogliamo rompere il cerchio vizioso tra Stati e banche. In futuro, le perdite delle banche non dovranno più diventare un debito dei cittadini, mettendo a repentaglio la stabilità finanziaria di interi paesi”.

Dello stesso avviso Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno, che ha dichiarato: “è necessario che la vigilanza bancaria divenga più efficiente in tutti i Paesi europei per fare in modo che le norme sul mercato unico siano applicate in modo uniforme. Spetterà alla BCE assicurare che le banche della zona euro si attengano a pratiche finanziarie sane. Il nostro obiettivo ultimo è smettere di utilizzare il denaro dei contribuenti per salvare le banche. Abbiamo proposto un meccanismo per separare l’attività di vigilanza da quella di politica monetaria all’interno della BCE e per fare in modo che la BCE sia responsabile nei confronti del Parlamento europeo delle decisioni in materia di vigilanza”.

 

Le proposte presentate comprendono quindi:

  • un regolamento che conferisce forti poteri alla BCE per la vigilanza di tutte le banche della zona euro, accompagnato da un meccanismo che consente ai paesi non aderenti all’euro di aderire su base volontaria;
  • un regolamento che allinea il vigente regolamento istitutivo dell’ABE al nuovo assetto della vigilanza bancaria al fine di assicurare che il processo decisionale dell’ABE rimanga equilibrato e che quest’ultima continui a tutelare l’integrità del mercato unico;
  • una comunicazione che delinea la visione complessiva della Commissione per l’Unione bancaria, che comprende il corpus unico di norme e il meccanismo di vigilanza unico, nonché le prossime iniziative per un meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie.

In particolare, la BCE assumerà la responsabilità di compiti come il rilascio delle autorizzazioni bancarie, la conformità ai requisiti patrimoniali e in materia di leva finanziaria e liquidità, nonché la vigilanza sui conglomerati finanziari.
La BCE potrà intervenire tempestivamente nel caso in cui una banca violi o rischi di violare i requisiti patrimoniali chiedendo alla stessa di adottare misure correttive. Essa coopererà con l’ABE nell’ambito del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (il ruolo dell’ABE sarà simile a quello odierno: continuerà ad elaborare il corpus unico di norme applicabile a tutti i 27 Stati membri e si assicurerà che le prassi di vigilanza siano uniformi in tutta l’Unione).

Le banche transfrontaliere – che operano sia all’interno che all’esterno di Stati membri che partecipano al meccanismo unico di vigilanza (SSM) – continueranno a restare in vigore le attuali procedure di coordinamento della vigilanza dello Stato di origine e dello Stato ospitante. Nel momento in cui la BCE avrà assunto i compiti di vigilanza, svolgerà le funzioni dell’autorità dello Stato di origine e dello Stato ospitante per tutti gli Stati membri partecipanti.

Se gli altri organi europei ratificheranno la proposta, il SSM entrerà in funzione entro il 1° gennaio 2013. Ci sarà un periodo transitorio: dal 1° gennaio 2013, la BCE potrà decidere di assumere la piena responsabilità di vigilanza su qualsiasi ente creditizio (soprattutto quelli che hanno ricevuto o hanno chiesto assistenza finanziaria pubblica); dal 1° luglio 2013 tutte le banche di rilevante importanza sistemica rientreranno sotto la vigilanza della BCE. Il periodo transitorio dovrebbe essere completato entro il 1° gennaio 2014 quando l’SSM comprenderà tutte le banche.

La Commissione Europea è giunta a questa proposta considerando che il settore bancario europeo è cresciuto ed è sempre più integrato. Molte banche ormai hanno superato il proprio mercato nazionale e operano in tutta Europa. Se ciò è un bene per l’economia, occorre vedere anche l’altro lato della medaglia, ovvero la possibilità che – come purtroppo i fatti hanno dimostrato – ci siano effetti di ricaduta transfrontalieri in caso di crisi bancarie. Per questo motivo bisogna che il sistema si integri sotto anche altri punti di vista, come quello della vigilanza bancaria. Tra l’altro il meccanismo unico di vigilanza sarebbe il presupposto per un’eventuale ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM).

La Commissione ha intenzione di presentare presto un’altra proposta, per l’istituzione di un meccanismo unico europeo per le risoluzioni delle crisi bancarie. Esso avrà il compito “di occuparsi in modo efficiente della risoluzione di crisi bancarie transfrontaliere ed evitare che il denaro dei contribuenti finisca nel salvataggio delle banche”.

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