“Open data”: La Regione Lazio “apre” i suoi dati alle imprese

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La Regione Lazio “apre” i suoi dati alle imprese

La presentazione della Legge Regionale del Lazio sugli “Open data” per la messa in rete dei dati pubblici delle pubbliche amministrazioni a favore delle imprese è stata piuttosto movimentata ed è il caso di dire sfortunata

Prima a mezzora dall’inizio dell’evento, il cambio repentino di sede dalla sede della Regione Lazio al Ministero dell’università e la Ricerca per motivi di ordine pubblico legati alla presenza del ministro Profumo. Poi una volta raggiunta la nuova location la cancellazione della presentazione per sopraggiunti impedimenti da parte del Presidente della Regione, Renata Polverini, nonostante i numerosi giornalisti e addetti ai lavori presenti in sala.

Lo slogan della presentazione recitava “Il Lazo è open data”: ma cosa sono gli open data e a cosa servono? Cosa prevede la nuova legge regionale che si inserisce nel più ampio sistema dell’e-governement?

Gli “Open Data” sono quei dati e informazioni in possesso della pubblica amministrazione che possono essere resi pubblici e riutilizzati da tutti e che possono essere messi a disposizione delle aziende del territorio per scopi di carattere commerciali come accade in parte dei Paesi europei e soprattutto per la creazioni di applicazioni informatiche e servizi che possano valorizzare questi dati. La Regione Lazio metterà a tal fine a disposizione di imprese e cittadini dati catastali, camerali, informazioni geografiche sul territorio, notizie meteorologiche, banche dati normative al fine di sfruttarne tutte le potenzialità sociali ed economiche, creando una rete di scambio dati tra privati ed enti locali.
Questo immenso patrimonio di dati pubblici sarà disponibile in modo esclusivo sul portale Dati.lazio.it che oltre agli archivi vede una sezione dedicata al riuso dei programmi applicativi, una bacheca virtuale che raccoglie e presenta i migliori e più collaudati software applicativi realizzati dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti locali, promuovendone la diffusione e, in concessione gratuita, il riutilizzo. Il portale in questione verrà realizzato tramite un bando europeo.

La Regione Lazio, in collaborazione con la Filas (Finanziare laziale di sviluppo), per diffondere l’utilizzo degli open data ha stanziato 12 milioni di euro suddivisi in due diversi bandi pubblici da 6 milioni di euro ciascuno rivolti l’uno agli enti locali e l’altro alle piccole e medie imprese.

Il primo bando mira a diffondere il modello di open government anche a livello locale incentivando gli enti pubblici a fornire servizi di e-government e pubblicare i propri dati attraverso open dataset che rispettino gli standard nazionali. Gli enti locali attraverso i contributi, erogabili per un massimo di 180mila euro a copertura totale degli investimenti, potranno acquistare sistemi informativi per pubblicare i dati in formato aperto e sviluppare ambienti e applicazioni basati sul riuso del dato pubblico.

Il secondo bando è rivolto invece alle piccole e medie imprese e a loro consorzi con l’obiettivo di sviluppare software e servizi in grado di valorizzare gli open data sui più diversi ambiti trattati dalle PA: dai dati geografici a quelli anagrafici, la presenza di farmacie e musei aperti sul territorio, le isole ecologiche per la raccolta dei rifiuti differenziati presenti nei diversi comuni, sono solo degli esempi delle applicazioni che le aziende sono chiamate a sviluppare per rendere fruibili i dati pubblici.
Le imprese potranno fruire di contributi economici pari al 70% dell’investimento sostenuto per un tetto massimo di 150mila euro mentre per le aggregazioni di imprese la copertura arriva a un tetto massimo di 200mila euro, pari al 75% dell’investimento sostenuto. Le piccole e medie imprese potranno realizzare banche dati grezze oppure tematiche e collegate tra loro per esempio raccolte di dati sul traffico urbano e i trasporti, turismo e formazione e tante altre informazioni che possono essere incrociate tra di loro a rete. Si potranno creare applicazioni che invece utilizzano banche dati già pubbliche e che possono fornire servizi e funzionalità sul  web oppure banche dati accessibili da diverse piattaforme per esempio non solo da pc, ma anche da smartphone e tablet.

Secondo le prospettive della Regione Lazio la messa in rete dei dati pubblici e i due bandi pubblicati saranno un ottimo strumento di volano economico per il territorio regionale. In questo senso le esperienze europee sono molto confortati, basti pensare che nella sola Ue il volume d’affari sul riutilizzo dell’informazione pubblica stimato dalla Commissione Europea si aggira sui 140 mld di euro l’anno. Per chi fosse interessato a partecipare ai due avvisi pubblici sugli open data potrà presentare domanda fino al 30 giugno 2013 esclusivamente in via telematica collegandosi al sito Filas.it.

Francesca Ragno

 

Allegati

pdf legge_n7_del_18_06_2012.pdf

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