Toscana: deroga al tetto del Patto di stabilità per saldare le imprese

Ass Bilancio Toscana Riccardo Nencini

Toscana: deroga al tetto del Patto di stabilità per saldare le imprese

Una buona notizia per le imprese creditrici delle istituzioni toscane: la giunta regionale ha deciso di cedere 65 milioni propri agli enti locali. Un modo per alleviare i problemi economici di 137 comuni che potranno così saldare almeno una parte dei propri debiti con i privati

Si tratta di una deroga ai tetti del patto di stabilità fissati dal Governo per contenere la spesa pubblica ma che mettono alle strette le amministrazioni locali che non possono onorare i propri debiti con le aziende private né affrontare nuovi investimenti.

La cosa buffa, se non fosse tanto drammatica per le imprese, è che spesso i soldi in cassa per pagare il dovuto gli enti locali li hanno, ma non possono tirarli fuori prima del successivo anno per non superare il tetto fissato dal Governo. La conseguenza è che le aziende sono costrette a richiedere prestiti alle banche per avere liquidità invece di carta da fatture insolute. Spesso, come abbiamo più volte scritto nei nostri articoli, le aziende hanno difficoltà a reperire denaro dalle banche e comunque devono pagare degli interessi mentre avrebbero tutti i diritti di avere quei contanti nelle loro casse. Si tratta pertanto di un paradosso, purtroppo ben noto e che tante volte abbiamo denunciato.

Ora, la buona notizia annunciata dall’assessore al bilancio della Toscana, Riccardo Nencini, “è che quei pagamenti, ora fermi, potranno essere sbloccati. E le aziende potranno riscuotere. Si tratta di un’operazione straordinaria rispetto al patto di stabilità ‘regionalizzato’ e verticale, che da tre anni la Toscana applica cedendo agli enti locali, negli ultimi mesi dell’anno, una parte del proprio tetto di spesa – cessione che avviene una volta verificato che quella quota rimarrebbe inutilizzato, cercando così di mettere un pezza ad un patto di stabilità che da tempo diciamo che necessita di essere rivisto e che crea evidenti paradossi e corto circuiti. Con lo stesso fine abbiamo trovato mesi fa un accordo con il sistema bancario per permettere alle aziende di cedere i loro crediti a tassi di interesse assolutamente concorrenziali”.

In cambio dei 65 milioni della propria capacità di spesa ceduta agli enti locali, la Regione potrà reclamare dal governo un contributo di 54 milioni per ridurre il proprio indebitamento.
“L’anno scorso” continua l’assessore Nencini “furono 55 i milioni redistribuiti dalla Regione agli enti locali, o meglio la quota di maggiore spesa autorizzata (perché le risorse a disposizione rimangono quelle che gli enti locali hanno in cassa: non si tratta di contributi o finanziamenti). Alla fine di ottobre si rifaranno i conti per l’eventuale cessione di un’ulteriore quota, se possibile”. Intanto arrivano questi 65 milioni.

I Comuni interessati dall’operazione sono 137 (su 287 in tutta la Toscana) e, beneficiando di tali 65 milioni, potranno accorciare l’elenco delle fatture ancora insolute.
La ripartizione, informano dalla Regione, è stata fatta in base ai residui passivi in conto capitale al 31 dicembre 2010 (dunque non proporzionalmente alle richieste) ovvero sui debiti in bilancio relativi agli investimenti. Naturalmente la lista dei debiti degli enti locali è molto lunga, tanto è vero che i Comuni avevano chiesto di avere 370 milioni per saldarli, ma si sono dovuti accontentare di questi 65.

Vediamo ora quali sono i Comuni che potranno saldare, almeno in parte, i propri debiti in modo che le aziende che hanno fatture in sospeso possano almeno sperare di vederle saldate (riportiamo l’elenco di quelli che hanno avuto fondi superiori al milione di euro):

 

  • Firenze – 13 milioni e 592 mila euro di maggiore spesa autorizzata,
  • Arezzo – 1 milione e 668 mila euro,
  • Massa – 1 milione e 273 mila,
  • Carrara – 1 milione e 595 mila,
  • Grosseto – 893 mila,
  • Livorno – 3 milioni e 944 mila,
  • Lucca – 2 milioni e 88 mila,
  • Pisa – 1 milione e 348 mila,
  • Pistoia – 1 milione e 531 mila,
  • Prato – 2 milioni e 246 mila,
  • Siena – 1 milione e 985 mila,
  • Viareggio – 1 milione e 348 mila,
  • Pontedera – 1 milione e 109 mila,
  • Piombino – 1 milione e 482 mila.

 

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