Campagna europea contro i ritardi di pagamento

Campagna europea contro i ritardi di pagamento

Campagna europea contro i ritardi di pagamento

Una misura importante per le Piccole e Medie Imprese dell’Unione, che sarà obbligatoria in Europa da marzo 2013

I ritardi di pagamento sono una delle maggiori cause di fallimento per le piccole e medie imprese del continente: un terzo di esse dichiara bancarotta perchè i propri clienti, aziende e pubbliche amministrazioni, non onorano i debiti nei tempi stabiliti, provocando una perdita di liquidità altissima.

Si tratta di un rischio eccezionale per l’Unione Europea, dove i 23 milioni di PMI rappresentano il 99% delle aziende esistenti, vera e propria linfa vitale per l’assetto economico del continente, garanzia di lavoro e di stabilità per i due terzi dell’occupazione privata in esse impiegata. Per tale ragione la Commissione Europea ha emanato, il 16 febbraio del 2011, la direttiva 2011/7/UE, il cui testo è reperibile in calce a questo articolo, meglio nota come “direttiva sui ritardi di pagamento”. Essa dovrà essere recepita dalla legislazione nazionale degli Stati membri al più tardi entro il 16 marzo 2013. In caso di inottemperanza, scatteranno le procedure di infrazione previste dalle norme comunitarie.

 

Una campagna per sollecitare l’adozione della direttiva nei singoli stati prima della scadenza ultima

Una stima dell’UE attesta che, se tutti i soggetti coinvolti (privati, aziende e Pubbliche Amministrazioni) pagassero completamente i loro debiti, l’economia europea riceverebbe immediatamente una iniezione di liquidità pari a 300 miliardi di euro, l’equivalente del debito della Grecia. Per questo la Commissione sollecita gli Stati membri a velocizzare la ricezione della direttiva, per evitare ulteriori fallimenti e sostenere la grande capacità di innovazione delle PMI, che creano circa l’85% di nuovi posti di lavoro.

È partita così una campagna di sensibilizzazione e di informazione, che prevede presentazioni e convegni in tutta Europa, oltre a seminari dedicati agli imprenditori, finalizzati a presentare i caratteri della direttiva sia nei rapporti B2B (Business to Business, commercio interaziendale) che in quelli PA2B (Public Authority to Business, commercio tra enti pubblici e aziende). In Italia il lancio della campagna è stato recentemente realizzato dallo stesso Vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che ha chiarito i termini della direttiva nel corso di un convegno tenutosi nella sede romana della Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo.

I contenuti della direttiva

Le novità introdotte mirano soprattutto ad eliminare i ritardi da parte delle pubbliche amministrazioni, che possono raggiungere estremi insostenibili: a partire da marzo 2012, sarà obbligatorio per le amministrazioni pagare entro 30 giorni, o, in circostanze eccezionali, per entità pubbliche che forniscono servizi sanitari, entro 60 giorni. Uno Stato che stabilisse termini più lunghi è tenuto a inviare una relazione alla Commissione, che dovrà elaborare una valutazione del sistema entro il 2016-2017.

Più elastica la regolazione delle transazioni commerciali tra imprese, ove il limite è di 60 giorni, ma è derogabile sulla scorta di una diversa determinazione contrattuale tra le parti.
In caso di inottemperanza dei debitori, le imprese non dovranno ricorrere a solleciti, ma potranno automaticamente richiedere gli interessi di mora, con il diritto di esigere un importo fisso minimo di 40 euro a titolo di risarcimento per le spese di recupero.

Il tasso legale degli interessi di mora è fissato, per le pubbliche amministrazioni, ad almeno 8 punti percentuali oltre il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea, e ciascuno Stato membro sarà obbligato a pubblicare l’entità di tali interessi, fatta salva la libertà per ciascun Paese di mantenere o adottare leggi e regolamentazioni ancora più favorevoli al creditore.
Qualunque contratto che deroghi a queste norme, risultando vessatorio per la parte creditrice, sarà automaticamente illecito, e dunque impugnabile. Le imprese potranno rivolgersi ad un giudice per richiedere l’ingiunzione di pagamento, e questa dovrà essere emessa in un tempo massimo di 90 giorni dalla domanda.

La situazione italiana

Ammonta a circa 90 miliardi il debito dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese italiane: “mediamente, i tempi di pagamento raggiungono i sei mesi, a fronte di una media europea di circa 65 giorni e di situazioni virtuose, come quella della Finlandia, dove le imprese attendono solo 15 giorni per essere regolarmente pagate” ha spiegato Tajani.

Se si guarda al comportamento delle aziende private, queste onorano i loro debiti nei confronti dei subfornitori mediamente in 88 giorni, 31 di più, in media, rispetto ai competitors europei. “È necessario pertanto” ha insistito Tajani “che la direttiva sia recepita prima possibile. Il ministro Passera ha promesso che ciò avverrà entro novembre”, e in questo senso spingono le associazioni di categoria.

Il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, definisce “fondamentale che il Governo mantenga questo impegno assunto in più occasioni, recependo entro il prossimo mese, con la delega contenuta nello Statuto delle imprese, la Direttiva europea”.
Un buon segno sembra il fatto che la Commissione per le attività produttive presso la Camera dei Deputati, competente per la materia, ha recentemente approvato il disegno di legge relativo all’implementazione della direttiva. “È un’importante testimonianza di attenzione da parte del Parlamento ai problemi delle aziende italiane” continua Guerrini “che il Governo è chiamato a confermare. Vanno eliminate al più presto situazioni incresciose, come quelle di certe Asl che impiegano fino a 793 giorni per pagare le imprese fornitrici di beni e servizi. E ci sono dati che descrivono record di ben 1.676 giorni di ritardo. Agli imprenditori artigiani queste dilazioni costano 3,6 miliardi l’anno di maggiori oneri finanziari”.

Laura Carmen Paladino

Allegati

pdf Direttiva 2011 7 UE.pdf

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