Expo rurale in Toscana, l’agricoltura motore dell’economia

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Expo rurale in Toscana, l’agricoltura motore dell’economia

6 ettari di esposizione, prodotti tipici e storie del mondo della ruralità. Tante esperienze anche al femminile

L’agricoltura, i lavori manuali e la cura di animali e alberi da frutto potrebbero essere alcuni dei motori capaci di rimettere in moto una economia più umana, più vicina ai bisogni delle persone e in grado di garantire benessere e giro d’affari. E’ questo uno dei presupposti dell’evento “Expo Rurale”, giunto alla seconda edizione e organizzato dal 20 al 23 settembre al parco delle Cascine di Firenze.

Fiera espositiva con 350 appuntamenti, festa dove vedere da vicino animali di ogni genere, dove scoprire tradizioni culinarie secolari e avvicinarsi alle dieci filiere della ruralità toscana: cerealicoltura, florovivaismo, foresta, olivicoltura, pesca e itticoltura, sistema montagna, viticoltura,  antichi mestieri, zootecnia e caccia.

Oltre a tutto questo, Expo Rurale è anche un momento privilegiato per concentrarsi su un settore che, solo in Toscana, insieme all’agroalimentare, rappresenta quasi il 3,5% del Pil, con un valore di circa 3 miliardi di euro e il 5% del lavoro regionale, per un totale di 54.431 occupati (dati 2011). In mostra nei 6 ettari di Expo Rurale 2012 anche tante esperienze d’eccellenza al femminile.

Donne protagoniste del mondo rurale

Non è solo uno stereotipo o un’idea diffusa: i mestieri rurali sono davvero faticosi, perché obbligano a seguire ritmi che non si possono fermare. Nonostante questo, si tratta di professioni che ben si addicono al mondo femminile, così forte e costante. Protagoniste tra gli stand di Expo Rurale tante realtà rurali in rosa, a partire dall’Agri Catering di “Donne in Campo” di Lucca, che preparano catering esclusivamente con prodotti di stagione. Bella anche la storia di Liliana Sbaraglia, una pioniera nell’allevamento dei polli del Valdarno (una zona di campagna poco lontana da Firenze). Laureata in matematica, dedica il suo tempo libero a quello che lei ama di più: gli animali delle antiche razze toscane che appartengono alle sue tradizioni di famiglia. Con suo marito ha comprato un pezzo di terra dove va ogni giorno ad accudire i suoi polli. E non è la sola: sono più di 20 le donne allevatrici di questa razza di pollo particolarmente ruspante.

Accanto alla vicenda di Liliana, c’è quella di Cinzia, passata dalla professione di restauratrice a quella di pastora. Ha 250 tra pecore e agnelli ed è Presidente del Consorzio di tutela e Valorizzazione dell’Agnello di Zeri, sull’appennino della Lunigiana. Quando ha avviato l’allevamento, ha dato vita anche dando vita ad un consorzio di giovani donne allevatrici. Dalla Lunigiana alla Garfagnana, prendiamo per mano la storia di Ombretta che coordina un progetto per la tutela e il recupero della pecora “razza reliquia”: la pecora dipinta da Giotto nei suoi affreschi, a rischio estinzione.

Infine, dalla terra al mare: è toscana anche l’unica cooperativa di pesca di sole donne in Italia. Parliamo della Cooperativa Bio&Mare di Massa Carrara, composta unicamente da donne pescatrici. Rady, Carolina, Sabrina, Tania e Valentina salpano ogni mattina verso il mare aperto, buttano le reti, catturano il pesce e lo portano al banco di vendita in porto. Da poco hanno aperto anche un punto di ristoro dove cucinano il pesce al momento.

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Imprenditoria in agricoltura

E chissà che Expo Rurale non abbia fatto venire la voglia a qualche giovane donna di avviare una attività nel mondo agricolo. La Regione sta gestendo il bando “Giovanisì – Fare impresa in agricoltura”: oltre 600 domande per l’avvio di nuove aziende agricole, con un occhio di riguardo ai giovani agricoltori, per una mole di investimenti di 112 milioni di euro a fronte di finanziamenti pubblici per 50 milioni.

Agnese Fedeli

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