La scienza è donna. Intervista a Margherita Hack

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La scienza è donna. Intervista a Margherita Hack

Margherita Hack incoraggia le giovani ad affacciarsi alle professioni legate alla ricerca

“Chi crede nella predestinazione deve sapere che sono nata in una strada che faceva angolo con via Cento Stelle. Quando avevo tre anni, la mia famiglia si trasferì in via Leonardo Ximenes, astronomo, in una zona vicino ad Arcetri, dove ha sede il famoso osservatorio astrofisico. Io non credo nella predestinazione e considero ciò solo una buffa coincidenza”. Scrive così,

di se stessa, nel libro “Una vita tra le stelle”, Margherita Hack, una tra le più celebri donne di scienza non solo italiane, ma probabilmente in tutto il mondo, astrofisica per una vita, prima donna ad aver diretto l’Osservatorio Astronomico di Trieste – per oltre 20 anni, dal 1964 al 1987 – portandolo a rinomanza internazionale.

E pensare che la Hack è diventata astrofisica quasi per caso: a scuola ha fatto il liceo classico senza convinzione, più che altro perché i genitori avevano avuto una formazione umanistica. All’università, quasi in automatico, l’iscrizione alla facoltà di Lettere… abbandonata dopo le prime lezioni, quando ha capito che si sentiva maggiormente portata per studiare la fisica.

Una scienziata, ma anche una compagna di vita per suo marito, una persona impegnata nella difesa dei diritti civili, a lungo impegnata in politica. Una donna a 360 gradi, insomma, la cui grande passione resta quella per la ricerca scientifica che “in questo momento apre anche diverse opportunità alle donne, oltre all’insegnamento. Niente ostacola oggi una donna a seguire la strada della ricerca scientifica e della scienza più in generale… Per cui, se una ragazza si sente interessata alle discipline scientifiche, sì, le consiglierei di seguire questa strada”. Sono i suoi consigli di instancabile studiosa e divulgatrice, che donnainaffari.it  ha raccolto in un suo spostamento in treno, per raggiungere i luoghi delle sue continue conferenze in giro per l’Italia e non solo.

 


Ascolta l’intervista audio a Margherita Hack


Il tema della scienza declinato al femminile sembra vivere un momento di particolare celebrità, complici forse le grandi ricerche e scoperte di alcuni grandi enti di ricerca, il Cern di Ginevra su tutti, che negli ultimi anni hanno fatto un importante sforzo comunicativo per rendere la scienza e il mondo della ricerca più accessibile e comprensibile al vasto pubblico.
E per pareggiare il “gender gap” tra uomini e donne coinvolte nella ricerca scientifica, si mobilita anche la Commissione Europea, che con il suo portale http://science-girl-thing.eu/ ha aperto uno spazio dove biologhe, ricercatrici, fisiche, astrofisiche raccontano le loro storie di vita quotidiana all’interno dei laboratori di ricerca di tutta Europa. L’obiettivo è quello di invogliare un numero crescente di giovani ragazze ad intraprendere gli studi universitari nel mondo scientifico e a considerare quella della ricerca una strada allettante sulla quale costruire la propria carriera professionale.

Agnese Fedeli

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