Nuove misure sulla semplificazione

Consiglio Ministri 50

Nuove misure sulla semplificazione

Durante il cinquantesimo Consiglio dei Ministri svoltosi il 16 ottobre, sono state approvate le nuove misure sulla semplificazione a favore di cittadini e imprese, proposte dai ministri per la PA e semplificazione e dello Sviluppo economico

Gli ambiti di intervento sono numerosi: lavoro, previdenza sociale, infrastrutture, beni culturali, edilizia, ambiente, agricoltura, privacy. Il provvedimento è la prosecuzione del D.L. 5/2012 noto come “Semplifica Italia” e ridurrà gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese, in accordo con gli impegni assunti a livello comunitario.

“Più sicurezza e meno carte” è il titolo del primo intervento, attraverso il quale, d’intesa con il Ministero del Lavoro, vengono semplificati gli adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro, rafforzandone gli effetti. Verranno utilizzati modelli standard e procedure semplificate (l’adozione avverrà in accordo con Regioni e parti sociali) e verranno allungati i termini di apertura delle dogane allo scopo di facilitare il disbrigo delle pratiche per l’importazione e l’esportazione delle  merci.

 

Le imprese saranno facilitate nell’espletamento dei propri obblighi e al contempo si agevolerà il controllo da parte degli organi di vigilanza nonché la partecipazione dei rappresentanti del lavoratori.
Dal punto di vista economico, il Governo ritiene che si andrà incontro, con l’implementazioni di queste semplificazioni nel campo della sicurezza del lavoro, a un risparmio di costi per cittadini e aziende pari a 3,7 miliardi di euro.

Un altro intervento è quello che riguarda la tutela del paesaggio e l’edilizia. Verranno resi certi i tempi di conclusione dei procedimenti relativi al permesso di costruire e verrà eliminata la norma sul silenzio rifiuto previsto per il rilascio di tale permesso laddove esistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.

conf. cons. ministri

 

Per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica, sempre allo scopo di dare certezza sui tempi di conclusione del procedimento, vi sarà l’obbligo, da parte dell’amministrazione competente, di provvedere subito a rispondere alla domanda presentata una volta che il soprintendente abbia espresso il proprio parere – cosa che dovrà fare entro 45 giorni.
Ulteriori norme in materia di tutela ambientale saranno predisposte dal Ministero dell’Ambiente sempre per semplificare gli adempimenti nel rispetto degli standard comunitari allo scopo di accelerare la tempistica.

Oltre a questi provvedimenti di semplificazione, il Governo ha presentato la nuova strategia energetica nazionale (la alleghiamo all’articolo) che dovrà essere discussa pubblicamente, confrontandosi con la cittadinanza. Per questa ragione è stata predisposta una consultazione online sul sito del Ministero che è stata appena attivata. Entro due mesi si vuol arrivare a definire obiettivi, scelte di fondo e azioni prioritarie condivise.
Si vuol rendere moderno ed efficiente il settore energetico, in un’ottica di sostenibilità ambientale, considerando che il Piano Energetico non viene rinnovato da oltre 20 anni. Per fare ciò, i punti che il Governo vuol discutere con la cittadinanza e le azioni che propone di realizzare con gradualità fino al 2020 in accordo con gli obiettivi europei sono le seguenti:

  • Allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei per tutte le fonti energetiche: elettricità, gas e carburanti.
  • Riduzione di circa 14 miliardi di euro/anno di fattura energetica estera (rispetto ai 62 miliardi attuali), con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero, grazie a efficienza energetica, aumento produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e maggiore produzione di risorse nazionali.
  • Riduzione di circa il 19% di emissioni di gas serra, superando gli obiettivi europei per l’Italia pari al 18% di riduzione rispetto alle emissioni del 2005.
  • 20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (rispetto al circa 10% del 2010). Sui consumi primari energetici l’incidenza equivale al 23%, mentre si ha una riduzione dall’86 al 76% dei combustibili fossili. Inoltre, ci si attende che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico, al pari o superando leggermente il gas, rappresentando il circa 36-38% dei consumi (rispetto al 23% del 2010).
  • Riduzione di circa il 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 (ovvero, -4% rispetto al 2010), superando gli obiettivi europei di -20%, principalmente grazie alle azioni di efficienza energetica.

eolico

Il Governo afferma che questi risultati saranno accompagnati da benefici in termini di crescita economica e di occupazione, innanzitutto per effetto del recupero di competitività nei settori a più elevata incidenza di consumi elettrici e di gas, del risparmio di risorse attualmente utilizzate per l’importazione di combustibili, degli importanti investimenti nel settore energetico e nell’indotto e del rilancio della ricerca e dell’innovazione nel settore.

Si stima che ci saranno 180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, in parte supportati da incentivi, e previsti con ritorno economico positivo per il Paese. Per raggiungere questi risultati la strategia impone sette priorità:

  • 1. La promozione dell’Efficienza Energetica, strumento ideale per perseguire tutti gli obiettivi sopra menzionati, per la quale si prevede il superamento degli obiettivi europei.
  • 2. La promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa e con prezzi ad essa allineati, e con l’opportunità di diventare il principale Hub sud-europeo.
  • 3. Lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali intendiamo superare gli obiettivi europei (‘20-20-20’), contenendo al contempo l’onere in bolletta.
  • 4. Lo sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, efficiente (con prezzi competitivi con l’Europa) e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile.
  • 5. La ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità del servizio.
  • 6. Lo sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti benefici economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale.
  • 7. La modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i nostro processi decisionali.

Le priorità assegnate all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili richiede la ricerca e lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia.

La reazione di Rete Imprese Italia

Insoddifatta Rete Imprese Italia sui tempi ancora lunghi dell’iter parlamentare, che mal si conciliano con l’esigenza di eliminare rapidamente la burocrazia che grava sulle imprese italiane con costi di circa 26 miliardi l’anno.
Secondo Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia, il DdL semplificazioni approvato oggi dal Consiglio dei Ministri impiegherebbe troppo tempo per avere ricadute sulle aziende e un impatto reale sugli imprenditori: “le semplificazioni varate dal Consiglio dei Ministri sono senz’altro utili ma sulla loro efficacia pesa la scelta incomprensibile di un veicolo legislativo così poco veloce come il disegno di legge. Mancano tante misure ripetutamente sollecitate da Rete Imprese Italia come le proposte per la legge annuale delle MPMI che ancora non è stata presentata. La semplificazione è una politica sempre più strategica ma troppo spesso le norme di principio non trovano attuazione. Gli imprenditori vogliono toccare con mano gli effetti di riforme che, in molti casi, sono rimaste al palo come, ad esempio, ‘Impresa in un giorno’, vero e proprio banco di prova dell’intera politica di semplificazione di questa Legislatura. I SUAP e le Agenzie per le Imprese devono essere messi nelle condizioni di poter funzionare”.

Allegati

pdf nuova-strategia-energetica-nazionale.pdf

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