Operai del settore motociclistico. Un aiuto dalla Commissione Europea

Aiuti della commissione per il motociclismo

Operai del settore motociclistico. Un aiuto dalla Commissione Europea

A sostegno dell’occupazione nel settore italiano del motociclismo, l’organo legislativo europeo propone di mettere a disposizione parte delle risorse del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, per 2,6 milioni di euro

L’idea è dunque quella di sbloccare questo fondo per agevolare il reinserimento nel lavoro di alcune centinaia di operai licenziati dai fabbricanti di motociclette dell’Emilia Romagna. La proposta è appena stata trasmessa per l’approvazione al Parlamento e al Consiglio europei.

In considerazione del fatto che l’Italia ha il primato europeo per la produzione di motociclette, e che questo settore è dunque di rilevanza a livello comunitario, per mantenere la concorrenzialità dell’Europa nei confronti del resto del mondo in questo settore particolare, è necessario dare un sostegno concreto alle imprese e ai loro lavoratori.
La crisi ha infatti colpito anche l’industria motociclistica italiana che, a causa del calo della domanda europea (le immatricolazioni dei motoveicoli sono calate del 42% per i ciclomotori e del 31% per le motociclette tra il 2007 e il 2010), ha costretto ben 10 fabbricanti di motociclette, di pezzi di ricambio o di componenti, a licenziare il proprio personale. Tutte e 10 le industrie si trovano in Emilia Romagna, regione che a causa di questi licenziamenti vede aumentare il proprio livello di disoccupazione considerevolmente  – una disoccupazione che in questo ramo interessa particolarmente i giovani tra i 15 e i 24 anni, ovvero proprio la categoria più debole dal punto di vista lavorativo in Italia.

Dal momento che l’Europa sta affrontando la concorrenza dei produttori asiatici, che sempre più esportano nei nostri Paesi ciclomotori e motociclette, soprattutto l’Italia in quanto leader europeo del settore ha sofferto questa “aggressione” del mercato (in particolare da parte della Cina, che è in costante espansione e nel 2010 deteneva già il 25% delle esportazioni mondiali e oggi è il primo Paese al mondo per le esportazioni di motocicli).

Laslzlo AndorIn un periodo di 10 anni l’Italia ha visto così ridursi del 30% la sua quota di esportazioni a livello mondiale e subendo poi direttamente gli effetti della crisi. Ciò ha portato le industrie a una riduzione delle proprie produzioni pari al 30% tra il 2008 e il 2010 e a una riduzione delle immatricolazioni dei veicoli a due ruote del 27% in un breve periodo (tra il 2009 e il 2010). Il risultato, naturalmente, è stato quello del licenziamento dei lavoratori del settore; licenziamento che ha provocato la reazione del Commissario europeo responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, László Andor, che ha dichiarato: “i lavoratori del settore motociclistico in Italia sono stati duramente colpiti dalla crisi finanziaria ed economica mondiale. Per l’economia regionale queste soppressioni di posti di lavoro hanno un effetto dirompente. È quindi importante accompagnare questa difficile transizione facendo appello alla solidarietà europea. Il proposto intervento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per un importo di 2,6 milioni di euro consentirebbe ai lavoratori licenziati di seguire una formazione per acquisire nuove competenze”.

Il denaro che si vuol mettere a disposizione per gli oltre 500 operai licenziati, fa seguito alla domanda delle autorità italiane e servirebbe a offrire una serie di servizi personalizzati cofinanziati dal FEG (Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione) proponendo loro un servizio di orientamento professionale, di informazione e di riqualificazione, di aiuto nella ricerca attiva di un lavoro e di ricollocamento professionale, di promozione dell’imprenditoria nonché assegni per aiutarli nella ricerca attiva di un lavoro. Il costo totale della misura è stimato a 4 milioni di euro, di cui 2,6 milioni di euro sarebbero quelli versati appunto dal FEG.

Cos’è il FEG

Si tratta di un Fondo creato alla fine del 2006 su proposta del presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso per aiutare coloro che devono adattarsi alle conseguenze della globalizzazione, per solidali con chi perde il posto a seguito dell’apertura dei mercati mondiali.
Nel giugno 2009 il regolamento che disciplina il FEG è stato riveduto per rafforzare il ruolo del Fondo quale strumento di intervento rapido nel contesto del gran numero di strumenti attivati dall’Europa per rispondere alla crisi economica e finanziaria. La nuova versione di questo regolamento, entrata in vigore il 2 luglio 2009, si applica a tutte le domande ricevute tra il 1° maggio 2009 e il 30 dicembre 2011.

Dal suo avvio nel 2007, il FEG ha ricevuto 101 domande di contributo ed è intervenuto per un importo complessivo di circa 443,3 milioni di euro, a vantaggio di 91mila lavoratori.
Le domande riguardano un numero crescente di settori e di Stati membri perché, se è vero che l’apertura degli scambi commerciali con il resto del mondo ha effetti positivi sulla crescita e sull’occupazione, è anche vero che può provocare la perdita di posti di lavoro in settori vulnerabili e a spese dei lavoratori poco qualificati.

Il Fondo, non ha avuto però un buon livello di accoglienza da parte del Consiglio d’Europa, che non ha voluto usarlo oltre il 2011 come strumento di risposta alla crisi. Ciononostante, considerati i risultati concreti realizzati dal FEG a partire dal 2007 e tenuto conto del valore aggiunto che reca per i lavoratori che ne beneficiano nelle regioni interessate, la Commissione ha proposto di mantenerlo nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020, migliorandone il funzionamento.

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