Piemonte: fitofarmaci in agricoltura

terreni in agricoltura

Piemonte: fitofarmaci in agricoltura

Diminuiscono gli impieghi di sostanze fitosanitarie impiegate in agricoltura ma aumentano gli adempimenti da parte delle aziende agricole, che, con il decreto legislativo 150 di quest’anno, entrato in vigore a metà settembre, sono sempre più stringenti

La denuncia di quanto tali normative siano penalizzanti dal punto di vista della competitività parte da un rappresentante istituzionale: l’assessore all’agricoltura Claudio Sacchetto, il quale ritiene paradossali i metodi e le normative con cui gli organi competenti affrontano il problema dell’impiego sostenibile dei fitofarmaci.

I dati relativi all’agricoltura italiana pubblicati dall’Istat testimoniano un calo del 3,6% della quantità di fitosanitari utilizzati in agricoltura tra il 2001 e il 2011, con una riduzione dell’1% solo nel corso dell’ultimo anno. Inoltre, aggiunge l’assessore Sacchetto, “i residui chimici nei prodotti della terra sono praticamente inesistenti, ma, nonostante il miglioramento negli anni, la normativa, attraverso il decreto legislativo 150/2012,  è divenuta sempre più stringente penalizzando le aziende dal punto di vista della competitività”.

Aldilà di sporadiche eccezioni, spiega in una nota l’assessorato regionale, la diminuzione dell’impiego di agrofarmaci in Italia è estesa alla gran parte delle categorie di prodotti: quantità di principi attivi nei preparati ridotta dell’1,3%, meno insetticidi per il 2,1%, ancora, prodotti molto tossici e tossici –2,6%, erbicidi –14,4%. E riscontri incoraggianti provengono dal contesto specifico piemontese, dove le ricerche condotte dall’IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente), dimostrano l’ottima qualità dei prodotti della terra: tra il 2003 e il 2010 sono stati analizzati una totalità di 5mila campioni tra ortofrutticoli, acque irrigue, suolo, miele ecc. constatando che i prodotti con una quantità di residui chimici non idonei corrispondono, negli anni più vicini a noi, ad una percentuale inferiore allo 0,5%.

Il decreto legislativo 150 entrato in vigore nelle scorse settimane, che attua la direttiva 2009/128/Cee, inserisce nella normativa generale nuovi vincoli per le imprese agricole, che pure hanno dimostrato “un utilizzo responsabile e in costante riduzione degli agrofarmaci in agricoltura”.
Lo alleghiamo all’articolo segnalando che l’assessore Sacchetto lo ha contestato dichiarando pubblicamente che “l’accanimento nei confronti dell’agricoltura da parte di una normativa eccessivamente condizionata da mire di tipo ambientale rischiano di bloccare l’attività rurale a mezzo di vincoli illogici ed eccessivamente pesanti. Così facendo si mina alla competitività delle nostre aziende e si rende ancor più delicata la situazione del settore. L’agricoltore è cosciente del suo ruolo anche in ottica ambientale, non ha bisogno di regolamenti soffocanti per comprendere il giusto equilibrio nell’utilizzo di sostanze fitosanitarie”.

 

Allegati

pdf dlgs150-2012.pdf

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