Rinnovo dei contratti 2013-2015

Rinnovo dei contratti 2013-2015

 

Scadranno il 30 dicembre di quest’anno i contratti dei settori gas-acqua, energia-petrolio, gomma-plastica, elettrico. Decine di migliaia di lavoratori in attesa che vadano avanti le trattative sindacali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil

Le piattaforme sono già state approvate e i prossimi incontri sono previsti per il 19 ottobre (per il rinnovo del CCNL gas acqua, che riguarda 50mila lavoratori); per il 23 ottobre (per il rinnovo del CCNL energia-petrolio, che riguarda 35mila lavoratori); per il 30 ottobre (Assemblea Nazionale per il CCNL energia).

Seguiranno gli appuntamenti del mese di novembre, considerando che nel settore gomma-plastica lavorano 120mila persone e in quello elettrico 60mila che sono, come gli altri, ancora in attesa della fine delle trattative.

Le richieste contenute nelle piattaforme approvate hanno alcuni punti salienti che riguardano le relazioni industriali, il “welfare” contrattuale, il mercato del lavoro, il salario, la sicurezza, l’ambiente e gli appalti.
Per quanto riguarda il primo punto, le relazioni industriali, i sindacati, mediante gli Osservatori di comparto, notano quanto bisogno ci sia di un nuovo sistema relazionale che favorisca processi di democrazia economica e di governance dell’impresa attraverso la costituzione di Consigli di sorveglianza aziendali e di organismi bilaterali di settore; “nel nostro Paese però” dichiarano “manca una legislazione di sostegno che riteniamo necessario introdurre: a questo fine sosteniamo le iniziative intraprese dalle Confederazioni Cgil, Cisl, Uil”.
I sindacati chiedono a Confindustria Energia di condividere un percorso verso la costruzione di un contratto unico di settore per tutto il comparto energetico ed idrico.

Per incentivare l’adesione ai fondi integrativi di pensione e sanitari (rispettivamente “Fondenergia” e “Fasie”) i sindacati richiedono alle imprese l’apertura di una posizione per ogni dipendente neoassunto, oltre ad un incremento della quota a carico delle aziende da versare ai Fondi per i lavoratori non stabilizzati (atipici). In questo senso “l’iscrizione agli istituti di previdenza e assistenza sanitaria dovranno essere a totale carico dell’impresa, naturalmente fino alla trasformazione del contratto a tempo indeterminato”.

Riguardo al mercato del lavoro, i sindacati insistono per una lotta serrata alla precarietà,
attraverso la restrizione delle attuali forme di flessibilità proprio per migliorare la
stabilizzazione dei rapporti di lavoro, utilizzando l’apprendistato professionalizzante come
principale strumento di accesso al lavoro e potenziando la formazione continua. Occorre
pensare anche a forme sperimentali (a livello aziendale) di interventi economici di sostegno
al reddito per quei lavoratori – soprattutto della raffinazione – coinvolti dagli ammortizzatori
sociali.

Per la tutela del potere di acquisto dei salari reali dei lavoratori, i sindacato chiedono a
Confindustria Energia un aumento salariale, per il triennio 2013-2015, compreso tra il 7 e il
9% (da precisare entro ottobre), oltre a rivendicare il differenziale di inflazione pregressa.

Un’altra richiesta è quella di recepire nel contratto dei lavori della Commissione nazionale bilaterale HSE, che recentemente ha aggiornato le precedenti linee-guida sugli appalti comprendendo in esse la rivalutazione delle imprese, la sospensione e la eventuale loro esclusione nei casi di ripetuti accadimenti gravi. I sindacati ritengono necessario aprire un confronto per verificare con le imprese l’opportunità del rientro di alcune attività conferite in appalto.

Infine, essi richiedono l’aumento delle ore di formazione per i lavoratori – soprattutto per i
giovani che entrano nel settore – allo scopo di promuovere corsi congiunti sulla prevenzione, nonché sull’ambiente per RLSA e RSU (gestione rischi aziendali, progetti dei “quasi incidenti”, efficienza e risparmio energetico).