Unione Europea: più fondi per studenti e scienziati

Giovani in partenza

Unione Europea: più fondi per studenti e scienziati

La Commissione Europea ha adottato un bilancio rettificato per favorire i progetti che non trovano sufficienti fondi in quello attuale, come ad esempio Erasmus, che ha bisogno di ulteriori 90 milioni di euro

Ammontano a 9 miliardi di euro le risorse economiche di cui la Commissione ha bisogno per far fronte agli impegni nei confronti dei beneficiari di fondi UE. Si tratta di 9 miliardi che eccedono le risorse stanziate e dunque c’è stato bisogno di un bilancio rettificativo, in conformità con quanto indicato dal Consiglio e dal Parlamento europei.

I fondi sono necessari per far fronte alle richieste di pagamento soprattutto nei settori fondamentali per la crescita e l’occupazione in Europa. Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha spiegato che: “questo non vuol dire che la Commissione chiede più fondi, ma che gli Stati membri devono onorare i propri impegni, evitando di interrompere i versamenti a favore degli studenti che partecipano al programma Erasmus o gli esborsi destinati alle regioni più povere attraverso i fondi di coesione. Questi pagamenti sono indispensabili per rilanciare la crescita e creare posti di lavoro in tutta l’Unione”.

Il problema è sorto a causa dei tagli al bilancio che  si continuano a mettere in atto e che alla fine creano problemi anche per quanto riguarda l’assolvimento degli obblighi contrattuali. Come ha spiegato il Commissario per la programmazione finanziaria e il bilancio Janusz Lewandowski, infatti, “ora i nodi sono venuti al pettine: la nostra situazione non ci permette di rispettare gli impegni assunti. Ora il Consiglio e il Parlamento europeo devono assumersi le proprie responsabilità, visto che hanno votato un bilancio UE inferiore alle necessità. Poiché la penuria di fondi colpisce soprattutto l’istruzione, la scienza e la ricerca, l’occupazione e lo sviluppo regionale, sono certo che non smentiranno quanto dichiarato in passato, cioè che l’Europa deve investire nella crescita, e che terranno pienamente fede alla loro dichiarazione congiunta facendo in modo che questo bilancio aggiornato sia approvato rapidamente. Questo non è un bilancio rettificativo per le istituzioni UE, ma un bilancio rettificativo per gli studenti, gli scienziati, le ONG, le imprese e altri soggetti europei la cui situazione quotidiana dipende dal bilancio dell’UE.”

 

I progetti che non hanno risorse sufficienti

Il primo problema è quello relativo al programma Erasmus, che ha bisogno di altri 90 milioni di euro e rischia di dover ridurre drasticamente il numero di posti offerti agli studenti o l’entità delle borse di studio, con effetti particolarmente gravi per gli studenti provenienti da contesti familiari sfavoriti.

Un altro importante vuoto di bilancio si è creato per quanto riguarda i programmi di ricerca, per i quali la Commissione ha bisogno di altri 423 milioni di euro, di cui una parte per effettuare i pagamenti in tempo ed evitare così di dover versare interessi di mora. La parte rimanente di questi fondi supplementari servirà invece per coprire i prefinanziamenti riguardanti progetti per i quali è già stato sottoscritto un accordo.
Non rispettare le scadenze significherebbe rimandare l’avvio di progetti fondamentali per la futura competitività dell’Europa nel mondo globalizzato.

Ma gli importi più elevati sono quelli richiesti per le Regioni europee nell’ambito della politica di coesione e dello sviluppo rurale. Si tratta di 8,3 miliardi di euro di pagamenti supplementari per finanziare progetti che migliorano le condizioni di vita dei cittadini dell’Unione offrendo loro migliori competenze e prospettive occupazionali o creando infrastrutture nei settori dei trasporti e dell’energia.

La Commissione ha calcolato che le risorse economiche richieste in più incideranno solo parzialmente sui contributi erogati dagli Stati membri dell’UE in quanto saranno ammortizzate dall’aumento delle entrate del bilancio UE provenienti da altre fonti, ovvero dai 3,1 miliardi di euro di entrate supplementari, dovute alle ammende comminate nell’ambito della politica di concorrenza e di altre sanzioni pecuniarie. Di conseguenza, l’incidenza netta per gli Stati membri ammonta a 5,9 miliardi di euro.

Si ricorda che l’esecuzione del bilancio a livello di Unione Europea è diversa da quella a livello nazionale, perché il bilancio UE è un bilancio operativo e con spese amministrative molto limitate (5,8%). Il motivo della discrepanza tra le risorse attualmente a disposizione nel bilancio e quelle necessarie sta nel fatto che i bilanci annuali vengono calcolati sulla base del quadro finanziario pluriennale (quello attuale è relativo al periodo 2007-2013). Poiché le stime non sempre coincidono con i fatti, ecco che le richieste di pagamenti nel tempo stanno superando gli importi a disposizione. Ad esempio nel 2011 non è stato possibile effettuare pagamenti per ben 5 miliardi di euro e di conseguenza si è dovuta riportare questa somma ad aggravare il bilancio 2012, già decurtato di per sé.

La situazione del Programma Erasmus

La Commissione Europea ha predisposto sul suo sito una nota informativa che corrisponde alle domande più frequenti che le vengono poste in merito al programma Erasmus. Le riportiamo dal sito così come sono pubblicate (europa.eu):

Il programma Erasmus permette agli studenti universitari di trascorrere da 3 a 12 mesi in un altro paese europeo per compiervi un periodo di studi o un tirocinio presso un’impresa o un’organizzazione. Ogni studente iscritto in un istituto di istruzione superiore partecipante al programma di uno dei 33 paesi Erasmus (Stati membri dell’ UE, Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia) può fruire di questa possibilità. Erasmus è uno dei programmi che fanno parte del programma d’azione dell’UE nel campo dell’apprendimento permanente e rappresenta più del 40% del suo bilancio. Il programma di apprendimento permanente comprende anche il programma Leonardo da Vinci (istruzione e formazione professionali, almeno il 25% del bilancio), il programma Comenius (istruzione scolastica, almeno il 13% del bilancio) e il programma Grundtvig (istruzione per gli adulti, almeno il 4% del bilancio).

Qual è l’origine degli attuali problemi di finanziamento del programma Erasmus?

Il bilancio generale 2012 dell’UE proposto dalla Commissione ammontava a 132,7 miliardi di euro. L’importo del bilancio finale approvato dagli Stati membri e dal Parlamento europeo è stato però di 129,1 miliardi di euro. Il bilancio 2012 ha dovuto anche coprire un “buco” di circa 5 miliardi di euro, ereditato dal precedente bilancio, anch’esso sottofinanziato. La Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di fare il punto dell’esecuzione del bilancio nel corso del 2012 per valutare la necessità di nuovi finanziamenti. Le tre istituzioni hanno mantenuto regolari contatti sulla questione dei tagli di bilancio, che interessano numerosi programmi, ma non hanno trovato un accordo. Janusz Lewandowski, commissario per la programmazione finanziaria e il bilancio, proporrà entro questo mese un bilancio rettificativo per colmare il deficit.

Erasmus rimarrà senza fondi prima della fine del 2012?

No. La Commissione europea ha trasferito il 70% dei fondi Erasmus per l’anno accademico 2012-2013 alle agenzie nazionali dei paesi partecipanti, che distribuiscono il denaro alle università e agli studenti. Nel semestre in corso, ossia fino alla fine dell’anno, non dovrebbero esserci problemi per pagare le borse Erasmus agli studenti che si recano all’estero per un periodo di studio o di tirocinio.

Agli studenti che si sono recati all’estero tra gennaio e settembre 2012 sono state pagate le borse?
Sì, se hanno completato lo scambio e hanno presentato alla loro università un rapporto sul periodo di studio o tirocinio trascorso al’estero. In questo caso, hanno ricevuto il 100% dell’importo della borsa. Queste sovvenzioni non sono interessate dagli attuali tagli, perché le agenzie nazionali, e di conseguenza le università e gli istituti di formazione professionale, hanno già ricevuto i fondi necessari per l’anno accademico 2011-2012.

Gli studenti Erasmus che si recano all’estero da ottobre 2012 a febbraio 2013 riceveranno una borsa di importo inferiore a quello previsto?
Se nel bilancio 2012 il deficit persiste, potrebbe esserci un problema per gli studenti che sono all’estero nel secondo semestre. Per il 2012-2013 la Commissione prevede che circa 270 000 studenti usufruiranno del programma Erasmus.

A quanto ammontano i fondi finora versati dalla Commissione alle agenzie nazionali? Di quanto è il deficit?

La Commissione ha già trasferito il 99% circa del bilancio 2012 per il programma Apprendimento permanente (Lifelong Learning), che comprende Erasmus, Leonardo da Vinci e Grundtvig. In totale, sono stati trasferiti 980 milioni di euro alle agenzie nazionali dei paesi partecipanti e all’agenzia esecutiva Istruzione, audiovisivi e cultura (EACEA), che gestisce una parte del programma Apprendimento permanente. Il 45% circa di questa somma è destinato alle borse Erasmus.
Questi fondi non coprono però gli impegni presi in precedenza per Erasmus e per gli altri programmi. La Commissione si è quindi trovata nella necessità di chiedere un ulteriore stanziamento di 180 milioni di euro dal bilancio UE per rispettare gli impegni assunti nell’ambito del programma Apprendimento permanente per tutto il 2012. Nel caso di Erasmus il deficit in questo esercizio ammonta a circa la metà di questa somma, ossia a 90 milioni di euro.
In conseguenza del deficit nel bilancio 2012, la Commissione non è stata in grado di rimborsare le domande di pagamento delle agenzie nazionali per borse del programma Apprendimento permanente per un importo totale di oltre 118 milioni di euro.

Le domande sono state presentate dalle seguenti agenzie nazionali: Austria (6,3 milioni di euro), Belgio, Comunità francofona (3 milioni di euro), Belgio, Comunità neerlandofona (4 milioni di euro), Repubblica ceca (7 milioni di euro), Germania (32 milioni di euro), Irlanda (2,2 milioni di euro), Estonia (2,75 milioni di euro), Lituania (4,3 milioni di euro), Polonia (29,5 milioni di euro) Slovenia (2,7 milioni), Repubblica slovacca (5 milioni di euro) e Regno Unito (19 milioni di euro).
La Commissione prevede di ricevere prima della fine dell’anno altre richieste di pagamento per un totale di circa 100 milioni di euro da Lettonia, Svezia, Irlanda, Belgio (Comunità di lingua tedesca), Danimarca, Malta, Francia, Croazia, Ungheria, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia, Romania e Grecia. Non sarà in grado di rispondere neppure a queste richieste, a meno che intervenga rapidamente un’iniezione di fondi nel bilancio UE. (I paesi non membri dell’UE che partecipano al programma Erasmus e agli altri programmi finanziano essi stessi la loro partecipazione).

Che cosa fa la Commissione per risolvere il problema?

I deficit riguardano pressoché tutte le voci del bilancio UE. La Commissione fa quel che può per gestire la situazione, tra l’altro proponendo lo storno dei fondi che non saranno utilizzati altrove. Attualmente, ha in preparazione la cosiddetta “proposta di storno globale”.
Quest’anno, tuttavia, per l’insieme dei settori potranno essere trasferiti in totale meno di 500 milioni di euro, cifra che non è sufficiente. Per questo motivo la Commissione deve chiedere all’autorità di bilancio (Parlamento europeo e Stati membri) di aumentare gli stanziamenti nel bilancio 2012.

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