CARS 2020: l’industria automobilistica del futuro

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CARS 2020: l’industria automobilistica del futuro

Presentato dalla Commissione Europea il piano d’azione “Cars 2020” per il rafforzamento della competitività e la sostenibilità del settore nella prospettiva del 2020

Offre allo stato attuale 12 milioni di posti di lavoro in Europa e dunque deve rimanere competitiva livello mondiale. L’industria automobilistica europea è essenziale per la prosperità e la creazione di impiego ma deve divenire sempre più verde, produrre veicoli sempre più sicuri ed efficienti nell’uso energetico e offrire posti di lavoro altamente qualificati.

Per la realizzazione di questo progetto, la Commissione ha proposto una forte spinta innovativa che consiste anzitutto nello snellimento delle attività di ricerca e innovazione nell’ambito dell’iniziativa europea per i veicoli verdi; verrà pertanto rafforzata la cooperazione con la Banca Europea per gli Investimenti, che finanzierà “vigorosamente” l’innovazione e verrà agevolato l’accesso delle PMI al credito. Inoltre, per incoraggiare una svolta decisiva nella produzione su vasta scala di veicoli elettrici, verrà realizzata un’interfaccia di ricarica standardizzata a livello UE che assicurerà la certezza normativa necessaria a compiere questo passo.

In secondo luogo, verrà realizzato un ampio pacchetto di misure volte a ridurre il rumore delle auto, le loro emissioni di CO2 e di agenti inquinanti e a sviluppare sistemi ITS (sistemi di trasporto intelligente) nonché a promuovere miglioramenti in tema di sicurezza stradale.

Infine, la Commissione ha intenzione di affrontare anche altri problemi immediati che gravano su questo comparto industriale attualmente in crisi. Infatti, vista la contrazione della domanda sui mercati automobilistici europei e gli annunci di chiusura di diversi impianti, la CE riunirà entro questo mese i fabbricanti di automobili e i sindacati; poi, prima del prossimo Consiglio Competitività, riunirà anche i Ministri dell’Industria europei per passare in rassegna le misure per affrontare la crisi in maniera coordinata. Il coordinamento è necessario proprio perché l’industria automobilistica interessa tutta l’Europa e la risposta deve essere europea e concentrata sugli investimenti sociali e tecnologici, sui problemi della sovraccapacità, sugli aiuti di Stato e sulle misure riguardanti la domanda.

Tajani in conf stampa CARS 2020D’altronde l’Europa, come ha affermato il vicepresidente della CE nonché Commissario responsabile per l’industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, produce le migliori automobili al mondo e la Commissione stessa vuole che essa mantenga tale posizione di leadership “facendo ancora ulteriori progressi in tema di resa ambientale e di sicurezza”.
Il Vicepresidente Tajani ha spietato che “questo Piano per il settore automobilistico è il primo risultato della strategia per una nuova rivoluzione industriale presentata dalla Commissione il 10 ottobre. L’industria automobilistica ha tutte le carte per superare i problemi attuali, per rimanere competitiva, diventare ancora più sostenibile e conservare la sua base produttiva in Europa. Ciò che conta di più, considerato l’effetto moltiplicatore che essa ha sull’economia,è che l’industria automobilistica dovrebbe dare un forte impulso al mantenimento di una salda base industriale in Europa. Il Piano d’azione darà all’industria automobilistica tutto il sostegno politico possibile”.

Il Piano CARS 2020

Secondo le previsioni della Commissione nel prossimo decennio dovrebbe aumentare il numero di veicoli venduti nei Paesi emergenti; di conseguenza, tali Paesi offrono una grande opportunità all’industria automobilistica europea, che però dovrà confrontarsi con la crescente concorrenza mondiale. Per poterlo fare  nel migliore dei modi, essa dovrà anzitutto migliorare la sostenibilità. Per questa ragione il Piano d’azione propone di varare iniziative politiche per:

1. Promuovere gli investimenti nelle tecnologie avanzate e nell’innovazione in funzione per i veicoli puliti, ad esempio tramite:

  • un ampio pacchetto di misure volte alla riduzione della CO2, degli inquinanti e del rumore;
  • ulteriori misure in tema di sicurezza stradale, compresi Sistemi di trasporto intelligenti;
  • la messa a punto di un’infrastruttura per i carburanti alternativi (elettricità, idrogeno e gas naturale);
  • uno standard UE per l’interfaccia di ricarica dei veicoli elettrici;
  • un’iniziativa europea per i veicoli verdi nell’ambito della strategia Orizzonte 2020 al fine di promuovere gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione.

2. Migliorare le condizioni di mercato, ad esempio:

  • rafforzando il Mercato unico per i veicoli grazie a un migliorato sistema di omologazione, compresi gli aspetti della sorveglianza del mercato in modo da evitare la concorrenza sleale;
  • snellendo gli incentivi finanziari per i veicoli puliti;
  • applicando in modo coerente i principi di regolamentazione intelligente, compresa l’applicazione di prove di concorrenzialità (competitiveness proofing) alle principali iniziative politiche al fine di stimare l’impatto specifico di tali iniziative sull’industria automobilistica.

 

3. Sostenere l’industria nell’accesso al mercato globale mediante:

  • la conclusione di accordi commerciali equilibrati, l’attenta valutazione degli impatti cumulativi degli accordi commerciali nonché la promozione e il proseguimento dei dialoghi bilaterali con i principali paesi terzi partner
  • l’intensificazione dei lavori in materia di armonizzazione internazionale dei regolamenti sui veicoli col fine ultimo di pervenire a un’omologazione internazionale dei veicoli e a requisiti di sicurezza mondiali per i veicoli a motore e le loro batterie.

4. Promuovere gli investimenti

  • nelle abilità e nella formazione per accompagnare il cambiamento strutturale e affrontare in modo proattivo i fabbisogni in tema di manodopera e competenze, ad esempio incoraggiando l’uso a tal fine del Fondo sociale europeo (FSE).

 

L’industria automobilistica in Europa

L’industria automobilistica nel suo complesso – dai fabbricanti di automobili alla catena di fornitura e aftermarket cui partecipano migliaia di PMI – occupa 12 milioni di persone, tra posti di lavoro diretti e indiretti, e rappresenta il 4% del PIL europeo, con un attivo commerciale pari a 90 miliardi di euro (nel 2011). Inoltre, proprio questa particolare industria rappresenta il maggiore investitore privato nella ricerca e nell’innovazione – settori in cui spende annualmente ben 30 miliardi di euro.

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