Fondi strutturali 2014-2020. Il Piano di Sviluppo Rurale

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Fondi strutturali 2014-2020. Il Piano di Sviluppo Rurale

Le risorse che vengono messe a disposizione dall’Unione Europea devono essere gestite dalle Regioni, che ne hanno la responsabilità. In Piemonte si è tenuto in questi giorni un convegno per quanto riguarda la propria programmazione

Durante l’incontro dal titolo “I fondi strutturali 2014-2020. Le regole generali e le linee guida per la programmazione in Piemonte” si sono discusse le priorità per il nuovo Piano di Sviluppo Rurale.

Sono intervenuti al convegno gli assessori regionali Claudio Sacchetto, Massimo Giordano, Claudia Porchietto, Roberto Ravello e Giovanna Quaglia, le rappresentanze della Comunità Europea e di Ires Piemonte. In questa occasione, è stato tracciato un quadro dell’attuale contesto economico e sociale di questa regione allo scopo di individuarne punti di forza e debolezze sulla base dei quali impiegare strategicamente le risorse messe a disposizione dall’UE.

Come ha detto l’assessore all’agricoltura, Claudio Sacchetto, infatti “è responsabilità delle Regioni, declinando le direttive comunitarie alle esigenze dei territori, impostare l’impiego dei fondi strutturali messi a disposizione da parte europea. L’Assessorato ha ben chiare le priorità per il futuro periodo di programmazione”. Dal momento che il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 è ormai in scadenza, è necessario  considerare fin da ora le esigenze che il settore agricolo ha, le sfide che dovrà affrontare, le criticità che sono state riscontrate durante l’applicazione di questo PSR e, infine, l’attuale situazione di crisi. Per questa ragione l’assessore ha descritto le prospettive del comparto rurale nell’affrontare il nuovo periodo di programmazione.

“Sappiamo” ha detto l’assessore all’agricoltura “che per il nuovo PSR sarà fondamentale concentrare le risorse su misure specifiche. Inoltre, sulla base dell’esperienza maturata, sarà strategico semplificare lo strumento del PSR, limitando i tempi e le procedure. Abbiamo in mente priorità importanti alle quali sarà dedicata particolare attenzione nel momento della programmazione: tra le altre, innovazione delle aziende, strutturazione delle imprese, sistemi assicurativi, coinvolgimento delle aree agricole marginali. Dalla bontà del lavoro portato a termine dipenderà l’efficienza del comparto agricolo futuro”.