Le imprese e il credito. I canali innovativi

Imprese e credito

Le imprese e il credito. I canali innovativi

Facilitare il credito e aprire canali di finanziamento alternativi è una delle necessità ormai imperanti nel nostro sistema imprenditoriale. Se ne è discusso al convegno sul Laboratorio del Credito tenuto dal Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio Camerale

Le imprese chiedono più finanziamenti ma l’offerta di credito continua a ridursi. Anche se è quello delle banche il canale classico cui si rivolgono le aziende, sono stati individuati canali alternativi, necessari per sostenere lo sviluppo delle imprese e in particolare lo start up di quelle innovative.

 

Si è tenuta a Firenze negli scorsi giorni la seconda riunione del Comitato del Consorzio Camerale che ha messo in evidenza i dati rilevati dalla Banca d’Italia e da altri organismi settoriali. Il mercato del credito in Italia continua a evidenziare un allargamento della forbice tra domanda e offerta.
La domanda di finanziamenti è cresciuta del 9% mentre l’offerta è diminuita del 3,2% (rilevazioni di settembre rispetto al settembre dello scorso anno).

La crisi di liquidità e il calo di fiducia nel mercato del credito hanno peggiorato ulteriormente le condizioni di accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese. Purtroppo ci si continua a rivolgere al canale bancario senza sapere che il mercato finanziario offre soluzioni diverse.
È il presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli, a spiegare quali alternative si presentano alle PMI, partendo dalla constatazione che “nel quadro della grande crisi economica l’accesso al credito è in testa alla classifica dei problemi con i quali si confrontano le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni. Il sistema bancario ha ulteriormente stretto i rubinetti e per le aziende ottenere l’ossigeno creditizio è sempre più difficile. In questo contesto è sempre più importante per le istituzioni agevolare il rapporto tra banche e imprese come il sistema delle Camere di commercio ha fatto con il Fondo Centrale di Garanzia. Tuttavia è importante promuovere anche altri canali di finanziamento.  Un esempio sono i mini bond, le obbligazioni pensate per le piccole imprese non quotate. Oppure il crowfunding che permette a risparmiatori di comprare piccole quote azionarie delle imprese. Proprio le Camere di commercio potrebbero essere dei facilitatori nella diffusione e promozione di queste forme di finanziamento pensate per le piccole e medie imprese e le start up innovative”.

Approfondisce l’argomento il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani, il quale informa che “le Camere di Commercio che, nella primavera scorsa, hanno dato vita alla sezione speciale del Fondo centrale di garanzia per l’internazionalizzazione delle imprese  rappresentano una massa critica notevole nei confronti del sistema bancario, perché l’accesso al credito è molto differenziato nelle varie aree del Paese e il dialogo tra le Camere coinvolte nel Consorzio va nella direzione giusta per trovare approcci unitari con le diverse modalità con cui si articola – zona per zona – il credito alle imprese. Eppure, lo sforzo del sistema camerale è poco più che una goccia d’acqua nel deserto. Credo quindi che sia il momento per riflettere sulla necessità da parte delle fondazioni bancarie sull’importanza di fare da supporto con loro proprie risorse per venire incontro all’economia reale, in particolare verso le start-up innovative e le reti d’impresa settoriali e finalizzate”.
Quali sono gli strumenti alternativi di credito

Nel corso degli ultimi mesi sono stati creati, anche grazie all’iniziativa legislativa, nuovi canali di finanziamento, così come hanno iniziato a svilupparsi alcuni strumenti “ibridi” nel campo delle garanzie che hanno ampliato l’offerta di capitali a sostegno delle imprese.
Tra i principali il Ricorso al mercato dei capitali per le società non quotate (mini-bond) e il Crowfunding: uno strumento già utilizzato in altri Paesi europei, che permette anche ai singoli risparmiatori di acquisire minime quote azionarie di imprese (oppure prodotti e servizi offerti dalle imprese stesse) a fronte di investimenti anche di dimensione limitata.

A questi elementi è opportuno aggiungere il tema, affrontato nel Rapporto della Task force sulle start up, della costruzione dei presupposti culturali e formativi necessari al rilancio dell’economia secondo un approccio innovativo e tecnologico. Sulla base di queste considerazioni, il Consorzio Camerale ha individuato tre possibili linee di intervento lungo le quali sviluppare le azioni concertate a livello di sistema camerale.

Il tema delle fonti di finanziamento è il principale ma non l’unico ambito di possibile intervento considerato. Si è infatti privilegiato un approccio integrato che possa contribuire a fornire risposte all’esigenza di fornire un supporto finanziario efficace alle start up e a quella di creare canali e strumenti di comunicazione e informazione efficienti tra i diversi attori coinvolti nel processo, ovvero Camere di commercio, start up, università, investitori, banche. 
Desiderio delle Camere di Commercio è dunque lavorare su:

  • – la conoscenza, per fornire alle Camere di Commercio un quadro chiaro e sistematizzato del mondo finora poco esplorato delle start up innovative;
  • – la formazione, per fornire agli startupper  l’assistenza basilare per concretizzare e far crescere le proprie idee di business;
  • – la finanza, per offrire alle start up canali di finanziamento complementari a quello bancario.

 

Il sostegno alla nascita di nuove imprese innovative

Il recente Decreto Sviluppo-bis, nella parte dedicata alle start up innovative, introduce, tra gli altri, tre importanti elementi che delineano altrettanti possibili ambiti di intervento per le Camere di commercio:

  • – la definizione ufficiale e univoca di “start up” e di start up “innovativa“ e la messa in ordine delle diverse (e talvolta contrastanti) terminologie utilizzate nel corso degli anni per indicare le nuove imprese;
  • – L’assegnazione del compito di “certificazione” alle Camere di Commercio, con la creazione e la gestione di una apposita sezione del Registro delle imprese destinata alle nuove realtà imprenditoriali innovative;
  • – L’incoraggiamento e l’autorizzazione di nuove forme di finanziamento alternative al credito bancario, tra cui il ricorso al crowdfunding.

Credito, finanza e assicurazioni. Le imprese del settore che va a supporto delle altre imprese

In Italia ci sono attualmente 109mila imprese nel settore del credito, della finanza e delle assicurazioni. 2mila imprese si trovano solo a Firenze (aumentate dell’1,7% in un anno), mentre a Milano le imprese sono ben 9mila. Vediamo la situazione relativa a Milano e Firenze nella scheda allegata all’articolo. Solo a Milano le imprese esistenti danno lavoro a 66mila persone e quelle di Firenze a 11mila. Il loro giro d’affari è di 15 miliardi, di cui 3 miliardi solo a Milano.

In Italia, al primo posto troviamo proprio la Lombardia, con le sue 21.542 imprese, seguita dal Lazio, con 12.361 imprese, dal Piemonte (9.595 imprese), dal Veneto (8.997), dalla Campania (8.820), dall’Emilia Romagna (8.465) e dalla Toscana (7.466 imprese).

Si tratta di un settore stabile (la riduzione di imprese è pari appena allo 0,2%, con un incremento in Lombardia dello 0,9% di cui solo a Milano dell’1,3%; ma più di tutti sembra che l’incremento ci sia a Firenze, dove tali imprese sono aumentate dell’1,7%. Eppure la crescita delle imprese del settore nella città principale della Lombardia, dal punto di vista del numero degli addetti, è inferiore al resto d’Italia. Vediamo i dati: gli addetti a Milano crescono del +1,3%, in Italia del + 6,9% in un anno (2012 rispetto al 2011, terzo trimestre). Il valore della produzione  diminuisce a Milano (da 3,7 miliardi a  3,1 in un anno, tra il 2009 e il 2010) e cresce in Italia (da 15,4 a 15,9).
Per quanto riguarda il numero delle imprese invece la Toscana è tra le prime regioni italiane con le sue 7mila imprese (a Firenze sono 11mila gli addetti impiegati in questo settore).

Allegati

pdf Scheda-credito.pdf

Condividi