SWIFT: il forum sul talento femminile e la parità di genere

Swift , forum talento femminile

SWIFT: il forum sul talento femminile e la parità di genere

Sodexo Women’s International Forum For Talent, il forum per favorire la parità di genere e i talenti al femminile, quest’anno si è tenuto in Italia, a Milano, il 14 novembre 2012. Obiettivo primario: 25% di donne tra i top manager entro il 2015

25 donne top manager, aziende e istituzioni a confronto sui temi delle pari opportunità con l’obiettivo di coltivare, diffondere e favorire la “diversità”, incrementando la rappresentanza femminile tra i top manager delle aziende di tutto il mondo.

Organizzato da Sodexo, leader mondiale nei servizi per la qualità della vita, durante il forum si sono discussi, allo scopo di confrontarsi e proporre soluzioni, i temi della diversità di genere all’interno del mondo imprenditoriale e si sono scambiate esperienze e risultati di imprese che già hanno attivato una politica di genere atta raggiungere l’obiettivo del 25% di donne tra le prime 300 cariche dirigenziali entro il 2015. SWIFT, grazie alla creazione di un network che valorizzi il talento femminile, si è dato questo obiettivo.

Ottenere un maggiore equilibrio di genere, impegnandosi per la parità dei sessi e il rispetto delle diversità, è un obiettivo raggiungibile solo se si sviluppa una maggior consapevolezza sulla parità di genere a livello globale tra aziende e istituzioni, consumatori e dipendenti. Ed è questo che il forum si propone.

Nella tavola rotonda Sodexo si sono così discussi i dati che pongono l’Italia tra i Paesi con il tasso di femminilizzazione più basso (il tasso di occupazione femminile è del 47,2%, la media europea è del 58,6%) con pochissimi donne ai vertici aziendali. Interrogata al riguardo, Emma Bonino ha detto che è necessario fare “più spazio ai giovani e alle donne”. Il bilanciamento di genere e l’inclusione sono infatti i fattori chiave del successo negli affari e favorire un contesto lavorativo inclusivo è la chiave di volta per la ripresa economica come più volte le autorità europee hanno ribadito. Ma il problema, ha dichiarato Emma Bonino, “consiste nel fatto che dopo i successi ottenuti con le riforme negli anni ’70, dal divorzio alla vittoria del referendum sull’aborto, le donne hanno pensato di aver raggiunto il massimo dei risultati e hanno in parte smesso di combattere, risparmiando energie e pensando di dover pazientare prima di altre battaglie. Oggi invece i cambiamenti della società ci impongono un impegno costante per supportare la parità di genere nelle imprese, con spazio sempre maggiore da destinare ai giovanti talenti e alle donne”.

Presente all’incontro anche la Responsabile per le pari opportunità del Comune di Milano, Francesca Zajczyk, la quale ha sostenuto fermamente che anche “la presenza di un numero paritario di uomini e donne nei luoghi della politica è importante per un cambiamento nel modo di governare. Le nomine femminili nelle aziende partecipate dal comune di Milano – dal trasporto, alla ristorazione e alla salute – sono passate infatti in un anno e mezzo dal 27% al 49%”.

Nonostante – come abbiamo più volte scritto nei nostri articoli – in Italia le donne ottengano risultati scolastici e titoli di studio migliori rispetto agli uomini e nonostante entrino in misura sempre maggiore nel mondo del lavoro (ma non tanto quanto sarebbe auspicabile e comunque ancora non abbastanza) esse continuano a essere sottorappresentate ai vertici: solo il 9% dei top manager è donna mentre, come confermano anche i risultati di una ricerca della Commissione Europea (vedi nostro articolo), una maggior rappresentanza femminile in posizioni dirigenziali sarebbe cruciale per la stabilità e la crescita economica. Inoltre, continua a esistere – cosa che denunciamo da tempo – il problema della discriminazione economica: a parità di ruolo, di responsabilità e di competenze, le donne guadagnano generalmente meno dei colleghi maschi.

Purtroppo però le politiche di genere continuano a essere sottovalutate all’interno delle aziende e “soltanto un cambiamento culturale nelle organizzazioni e un riposizionamento dei generi in maniera strategica, può favorire le imprese per un impatto positivo anche sul business”. A dirlo è stato  Pascale Marcou, Ambassador Catalyst Europe, che ha consegnato a Sodexo il Catalyst Award 2012 per le politiche di inclusione. Secondo Marcou “gli uomini sono fondamentali nel cambiamento ed è importante che siano consapevoli della situazione di genere per collaborare a favore di politiche di inclusione”.

I buoni esempi non mancano: tra i promotori di una cultura di inclusione non solo Sodexo, ma anche Nestlè, Luxottica, Legacoop e Intesa San Paolo che hanno preso parte alla tavola rotonda portando esempi concreti di “buone pratiche” messe in atto all’interno delle proprie realtà per un equilibrio di genere.

A conclusione della tavola rotonda è intervenuta  Nadia Bertaggia, direttore Risorse umane Sodexo, che ha affermato “una politica di genere si riassume in tre parole chiave: conoscenza, metodo e meritocrazia. La cultura della diversità non è qualcosa che si improvvisa: bisogna indurla e per indurla serve tempo. In Sodexo l’85% della forza lavoro è donna e la nostra sfida è scovare tra loro i veri talenti”.

 

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