Decreto Crescita 2.0

Ministro Passera

Decreto Crescita 2.0

Convertito in Legge il 13 dicembre, il Decreto è ora entrato a far parte del nostro Ordinamento giuridico. Secondo il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, grazie alle nuove norme l’economia italiana nel 2013 tornerà a crescere

Secondo il Ministro Passera sono stati affrontati tutti i nodi alla base della mancanza di crescita: energia, burocrazia, liberalizzazioni, agenda digitale, infrastrutture, sblocco dei pagamenti, ecc.. E lo conferma l’OCSE, che invita l’Italia a proseguire in questa sua opera.

Il Decreto era stato varato ad ottobre ma negli scorsi giorni è divenuto definitivamente Legge. Le principali misure contenute nel decreto puntano tutte a fare dell’innovazione l’arma vincente per il nostro Paese. Lo scopo è quello di avviare uno sviluppo sostenibile e rafforzare la competitività delle nostre imprese. In particolare con il rilancio del sistema delle infrastrutture e dei servizi digitali, con la nascita e lo sviluppo di start up innovative, con l’attrazione degli investimenti esteri in Italia, con la liberalizzazione soprattutto in campo assicurativo e con la creazione di strumenti fiscali che agevolino la realizzazione di grandi opere con capitali privati.

“Abbiamo affrontato tutti i nodi che sono alla base della mancanza di crescita” ha dichiarato il Ministro Passera. “Non c’è una singola cosa che può bloccare la crescita: bisogna affrontare tutte le ragioni accumulate in anni e che hanno impedito la crescita. Sono cose profonde e difficili, non affrontate per tanto tempo e che non daranno risultati immediati. Molte saranno a beneficio dei prossimi anni, ma finalmente sono state sbloccate”.

 

Le start up innovative

Per una crescita sostenibile dell’economia italiana, la nuova legge sostiene l’avvio di start up innovative mettendo a disposizione da subito risorse pari a 200 milioni di euro nonché offrendo varie forme di agevolazioni per trovare ulteriori finanziamenti come:

  • Incentivi fiscali per privati cittadini e aziende che investono in startup;
  • Introduzione in Italia del crowdfunding, strumento di finanziamento innovativo che prevede la raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online;
  • Accesso gratuito e semplificato al Fondo centrale di garanzia.

Altri strumenti a sostegno delle start up innovative consistono nella riduzione degli oneri per l’avvio di una start up; nella certificazione degli incubatori per valorizzare quelle realtà che meglio sanno offrire servizi adeguati all’avvio e allo sviluppo di start up innovative, e a cui sono estese alcune delle misure previste per le stesse start up; il sostegno all’internazionalizzazione delle start up da parte dell’Agenzia ICE; la semplificazione delle procedure liquidatorie.

Vengono considerate start up innovative tutte quelle società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, non quotate, detenute e controllate almeno al 51% da persone fisiche che abbiano sede principale in Italia e che abbiano meno di 4 anni di attività. Esse devono inoltre avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro e non distribuire utili. Il loro contenuto innovativo è identificato con  uno dei tre seguenti fattori:

  • almeno 20% spese in ricerca e sviluppo
  • almeno 1/3 della forza lavoro complessiva costituita da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori
  • startup titolare o licenziatario di brevetto.

Tali società devono obbligatoriamente iscriversi nella sezione speciale del registro delle imprese, per assicurare massima trasparenza sui dati start up.

Per quanto riguarda il lavoro nelle start up innovative, il contratto a tempo determinato deve seguire i seguenti criteri:

  • primo contratto di almeno 6 mesi;
  • nel periodo tra i 6 mesi e i 3 anni, possibili più rinnovi contrattuali anche senza soluzione di continuità;
  • dopo il terzo anno è possibile un solo rinnovo per un ulteriore anno;
  • dopo 4 anni, obbligo di assunzione a tempo indeterminato, altrimenti è espressamente vietato che la collaborazione possa continuare con altre fattispecie di lavoro subordinato o anche “fittiziamente” autonomo.

Le start up innovative possono remunerare il proprio personale con una parte fissa, che segue i minimi tabellari, e una parte variabile, che può essere remunerata anche con quote della società (stock options). Anche i fornitori esterni volendo possono essere remunerati con quote della società (work for equity).

Credito alle imprese

Con l’obiettivo di consentire ai confidi di rafforzarsi patrimonialmente, si riconosce la facoltà di imputare al fondo consortile fondi rischi e altri fondi, riserve patrimoniali costituite da contributi di Stato, regioni, EELL esistenti. Vengono introdotte misure per rendere più facilmente applicabile il nuovo regime a supporto dell’accesso al mercato dei capitali da parte di società non quotate (regime introdotto col primo decreto crescita) e vengono rafforzate ed estese le reti d’impresa.

Le tecnologie al servizio dell’innovazione

Per quanto riguarda la digitalizzazione ad esempio, è stata introdotta la definizione di dato aperto (Open Data), che rappresenta l’apertura al pubblico, mediante accesso via internet, per valorizzare il patrimonio informativo pubblico nazionale. Inoltre, tutte le anagrafi di rilevanza nazionale sono interoperabili.
Anche per quanto riguarda gli acquisti della Pubblica Amministrazione, essi dovranno essere effettuati esclusivamente per via telematica, e sempre per via telematica dovranno essere inviate le certificazioni di malattia nel settore pubblico. Le tecnologie potranno essere utilizzate anche per la promozione e la diffusione di servizi innovativi di trasporto (ITS – Servizi di Trasporto Intelligenti) e di biglietteria automatica. Le tecnologie digitali permetteranno la fruibilità dei servizi anche per le persone con disabilità, comprese quelle sensoriali.
E anche l’istruzione si avvarrà della semplificazione dovuta alla digitalizzazione. Dall’anno accademico 2013-2014 verrà introdotto il fascicolo elettronico della studente, che permetterà una gestione più efficiente della carriera universitaria nonché la mobilità tra atenei.
Progressivamente, sempre a partire dal prossimo anno accademico, anche i testi scolastici verranno adottati in versione digitale. E centri scolastici digitali verranno creati utilizzando le nuove tecnologie: questi centri – istituiti con apposite convenzioni del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca – saranno utili a tutti quegli studenti che si trovano a vivere in aree isolate, come le piccole isole o le comunità montane.
Per quanto riguarda la digitalizzazione in ambito sanitario, viene istituito il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico): un documento digitale unico dei dati socio sanitari del paziente. Inoltre, viene accelerato il processo delle prescrizioni mediche digitali su tutto il territorio nazionale. Le cartelle cliniche potranno essere conservate solo in forma digitale.

Passera e MontiNaturalmente per portare avanti tutte queste iniziative c’è bisogno di un adeguamento delle infrastrutture e per questa ragione sono stati stanziati 150 milioni di euro allo scopo di portare la banda larga in tutte le aree del Centro nord “a fallimento di mercato” (dove per le grandi aziende di telefonia non è utile arrivare, come le comunità montane o i piccoli comuni).  Mentre ulteriori 600 milioni di euro serviranno per sviluppare la banda larga ed ultralarga nelle zone meridionali. Per quanto riguarda la banda ultralarga verranno semplificati gli adempimenti richiesti, come le autorizzazioni allo scavo. Tutti gli operatori del settore delle Telecomunicazioni avranno accesso alle parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra ottica.

Grazie alla digitalizzazione, sarà anche più facile per le imprese e i cittadini effettuare i pagamenti: alla Pubblica Amministrazione è stato infatti ordinato di accettare i pagamenti in formato elettronico e di pubblicare i rispettivi codici IBAN sui propri siti. Tutte le attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi (compresi quelli professionali) dovranno essere pagate dalla PA mediante strumenti elettronici.
E per snellire modi e tempi di comunicazione e notifica di atti amministrativi si deve sempre far ricorso a tali strumenti, introducendo processi per via telematica. Nei procedimenti civili, le comunicazioni delle cancellerie dovranno essere effettuate esclusivamente per tale via; in quelli penali è prevista la comunicazione on line per tutte le persone coinvolte ad eccezione dell’imputato che le riceverà anche per via cartacea. Per quanto concerne la Legge fallimentare, le notifiche ad essa relativa verranno semplificate grazie all’introduzione delle comunicazioni on line nei momenti essenziali della procedura.

Le infrastrutture: un aiuto per la crescita economica

Viene introdotto un credito di imposta come contributo pubblico alla realizzazione di opere strategiche e di importo superiore a 500 milioni di euro, che potranno in questo modo raggiungere l’equilibrio finanziario altrimenti non conseguibile. Il credito potrà arrivare fino al limite massimo del 50% a valere sull’Ires e sull’Irap in relazione alla costruzione e gestione dell’opera.
In questo modo sarà possibile favorire la realizzazione di un considerevole numero di grandi infrastrutture senza incidere sulle entrate erariali e stimolando un indotto positivo anche per le entrate pubbliche.

Attrazione di investimenti

Viene istituito un unico punto di coordinamento stabile, tempestivo ed efficace per i soggetti imprenditoriali esteri che manifestino la volontà di investire in Italia. Si chiamerà Desk Italia e consisterà in uno sportello unico che utilizzerà personale ministeriale, dell’ICE e dell’Agenzia Invitalia, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica. Esso si coordinerà con il Desk delle singole Regioni.
Allo scopo di attrarre investimenti esteri, verrà promosso il Made in Italy sui mercati internazionali.

Assicurazioni

Verrà affidata a una struttura interna dell’IVASS la prevenzione amministrativa delle frodi nel settore delle assicurazioni della RCA. La gestione verrà effettuata mediante un’unica banca dati attraverso cui sarà più facile individuare anomalie e frodi. L’IVASS potrà segnalare direttamente tali anomalie alle Autorità giudiziarie.
Verranno abolite le clausole di tacito rinnovo eventualmente previste dai contratti e verrà introdotto un contratto base di RC Auto che tutte le compagnie saranno tenute ad offrire in regime di piena libertà tariffaria.
Per favorire la libera concorrenza, viene offerta agli intermediari la possibilità di collaborare tra loro.
Infine, è stato ripristinato il termine di 10 anni per la prescrizione delle polizze vita “dormienti”.

 

Il parere dell’OCSE (OECD – Organizzazione per lo Sviluppo Economico e la Cooperazione)

Il Ministro Passera è soddisfatto dell’opera compiuta dal Governo e afferma: “nel corso del 2013 l’economia italiana tornerà al segno positivo. Dall’ Ocse viene la riprova che il ciclo si è modificato. Un anno fa avevamo davanti a noi un andamento peggiore dell’anno precedente, un anno da almeno -2%. Adesso abbiamo davanti un anno dove verosimilmente si tornerà al segno positivo. Col rischio che abbiamo corso è un buon risultato. L’impegno a creare le condizioni favorevoli alla crescita questo governo, insieme al Parlamento, l’ha rispettato. Ci siamo dati un’agenda, mese per mese, l’abbiamo rispettata quasi alla lettera e magari qualcosa riusciamo ancora a farla con i decreti attuativi”.

Dal canto suo già a fine settembre l’OCSE aveva espresso pareri favorevoli sugli sforzi che l’Italia stava e sta facendo per uscire dalla crisi accelerando le riforme economiche che “dovevano essere attuate da lungo tempo” come ha affermato il Segretario Generale dell’Organizzazione, Angel Gurria: “queste riforme sono state coraggiose, ambiziose e di vasta portata, tuttavia l’attuazione e la continuazione delle riforme è fondamentale. Il successo dell’Italia nel raccogliere tali sfide sarà decisivo non solo per gli italiani ma per tutta l’Europa”.

Secondo l’OCSE le riforme già approvate dal Governo italiano potrebbero portare ad un aumento del PIL fino al 4% all’anno nei prossimi 10 anni e proseguire nel processo delle riforme  permetterebbe di incrementare la crescita ancora di più. Per migliorare la competitività italiana è necessario intervenire su tre fronti:
aumentare la produttività,
mantenere un aumento moderato delle retribuzioni per riflettere la produttività,
alleggerire il carico fiscale che grava sul lavoro senza ridurre, però, il gettito fiscale globale.

L’attuazione rigorosa delle riforme – afferma sempre l’OCSE – sul mercato del lavoro dei beni e negli ambiti dell’innovazione, del sistema d’istruzione e dell’efficienza del settore pubblico è essenziale per migliorare la produttività. Questo è appunto l’intento che ha la Legge di conversione del Decreto Crescita 2.0.

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