FVG: nuovi finanziamenti ai servizi per la prima infanzia

mamma con bimbo in bici

FVG: nuovi finanziamenti ai servizi per la prima infanzia

La Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato il riparto del Fondo 2012 per gli investimenti nelle strutture che ospitano bambini da 0 a 3 anni. Ne beneficeranno i soggetti privati, pubblici e del privato sociale che gestiscono un asilo nido o lo vogliono aprire

Si tratta di 6,1 milioni di euro, che permetteranno di realizzare 55 interventi o per nuove costruzioni (14) o per il potenziamento di strutture esistenti (41). L’obiettivo è quello di migliorare la rete educativa del territorio regionale.

Potranno beneficiare dei fondi tutti quei soggetti che gestiscono o intendono gestire o un asilo nido o altri servizi integrativi previsti dalla L.R. 20/2005 “sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia” che alleghiamo all’articolo.

I fondi verranno così ripartiti:
– 8 interventi in provincia di Trieste (1,1 milioni di euro),
– 9 interventi in provincia di Gorizia (651.000 euro),
– 29 interventi in provincia di Udine (3,2 milioni di euro),
– 9 interventi in provincia di Pordenone (1,2 milioni di euro)

Saranno finanziati 26 interventi proposti da soggetti pubblici e 29 interventi proposti da soggetti privati, individuati a seguito di specifico bando.

Assessore FVG Molinaro“La nuova azione regionale” ha spiegato l’assessore alla Famiglia, Roberto Molinaro, “si inquadra all’interno della politiche familiari ed è prioritariamente orientata a rispondere a tre ordini di esigenze: promuovere il benessere e lo sviluppo dei bambini, favorire la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro, offrire ai genitori un
sostegno nel loro ruolo educativo. La contribuzione regionale infatti riguarda strutture che ospitano diverse tipologie di servizi, da quelli tradizionali, come i nidi, a quelli innovativi, come gli spazi gioco e i centri per bambini e genitori. Tuttavia si è dovuto tener conto della natura economica dei servizi stessi, prevedendo necessariamente l’applicazione della regola comunitaria del de minimis a tutti i procedimenti contributivi, indipendentemente dal fatto che i gestori, e quindi i destinatari della sovvenzione, fossero soggetti privati o enti pubblici, come nel caso dei comuni”.