Consultazione pubblica sulla responsabilità sociale d’impresa

Consultazione pubblica sulla Responsabilità sociale d’impresa

 

Il Governo ha aperto la consultazione pubblica sul Piano d’Azione Nazionale sulla Responsabilità Sociale d’Impresa 2012-2014. Si potrà partecipare fino al 31 gennaio 2013

Vogliamo iniziare l’anno con un’informazione di ordine etico poiché l’obiettivo del Piano è quello di sostenere le imprese socialmente responsabili e, in attuazione delle regole democratiche, chiunque può dare il proprio contributo e inserire una proposta o un suggerimento nello stesso Piano.

 

 

Incentivi, sgravi fiscali, premialità e semplificazione, sono alcuni dei metodi che il Governo ha immaginato per sostenere le imprese etiche, ma se a un cittadino italiano venisse in mente un suggerimento può farlo inviando il proprio contributo – di massimo 4mila caratteri spazi inclusi – non oltre il 31 gennaio per email a uno dei seguenti indirizzi: csr@lavoro.gov.it  o  pcn1@mise.gov.it, ricordando di specificare all’oggetto la frase: “consultazione pubblica Action Plan – CSR”.

Ma cosa si intende per responsabilità sociale delle imprese? La risposta viene data nelle prime righe del Piano: si tratta di quelle imprese che non effettuano pratiche sleali e che scelgono di aderire a criteri etici, dunque corretti, che portano ad un’occupazione di qualità, all’innovazione tecnologica e all’efficienza nell’utilizzo delle risorse facendo sì che si realizzi per l’economia e per la società italiana una crescita sostenibile inclusiva e stabile, basata sulla lotta alla povertà il rispetto dei diritti umani, del lavoro e dell’ambiente.

In questo senso, il Piano d’Azione Nazionale sulla Responsabilità Sociale d’Impresa 2012-2014 è stato predisposto in attuazione della Comunicazione della Commissione Europea COM (2011) 681, dalla Direzione Generale del Terzo Settore e delle Politiche Sociali e dalla Direzione Generale per la Politica Industriale e la Competitività del Ministero dello Sviluppo Economico.
Il Piano rientra nella strategia del Governo italiano, che “pone l’accento sull’importanza del ruolo dell’impresa nella società e sulla gestione responsabile delle attività economiche quale veicolo di creazione di valore, a mutuo vantaggio delle imprese, dei cittadini e delle comunità”.

Ogni interessato, che sia un’impresa, un’associazione del terzo settore o un singolo individuo, può partecipare alla realizzazione del Piano (che alleghiamo all’articolo): dovrà indicare la sezione e la pagina in cui inserire la propria proposta e/o i propri suggerimenti e inserirli nel modulo che alleghiamo sempre all’articolo.

Naturalmente la responsabilità sociale non può essere imposta alle imprese, poiché si tratta di una loro decisione volontaria, ma si spera che imprenditrici e imprenditori comprendano quanto può essere di beneficio adottarla. Come spiegano i rappresentanti del Governo nello stesso Piano infatti, “oltre ad avere ricadute positive sui lavoratori e sul territorio, un corretto approccio strategico alla responsabilità sociale comporta un vantaggio per la competitività delle imprese, in termini di gestione del rischio, riduzione dei costi, accesso al capitale, relazioni con i clienti, gestione delle risorse umane e capacità di innovazione. Agendo sui temi della sostenibilità nella relazione con i portatori di interesse (stakeholders) interni ed esterni, l’impresa può prevedere e meglio rispondere alle aspettative della società e anticipare le trasformazioni dei contesti in cui opera differenziandosi, prioritariamente attraverso l’innovazione, rispetto agli altri concorrenti internazionali e accedendo, in questo modo, a nuove risorse, nuovi mercati e a nuove prospettive di crescita”.

Inoltre, un’attenzione particolare i due Ministeri redattori del Piano l’hanno dedicata alle Piccole e Medie Imprese, che, pur rappresentando l’ossatura economica e lavorativa dell’Italia, spesso non dispongono di risorse finanziarie né di conoscenze sufficienti per attuare politiche aziendali in questo senso. Il Piano riconosce altresì il valore del ruolo che hanno le organizzazioni del terzo settore per la cittadinanza e per il territorio offrendo loro la possibilità di ottenere finanziamenti proprio mettendo in relazione il mondo del no profit con quello delle imprese etiche private.

Per un mondo più giusto e responsabile, per un’economia e una società sane e forti, la chiave è nel rispetto del nostro prossimo e del nostro ambiente: buon 2013 a tutte le nostre lettrici e i nostri lettori.

pdf Il Piano d’Azione RSI.pdf

pdf Allegato1 al Piano.pdf

pdf Modulo per invio contributo.pdf