Entro questo mese 2 megabandi da oltre 1 miliardo di euro per la Banda Ultra Larga

Entro questo mese 2 megabandi di oltre 1 miliardo di euro per la Banda Ultra Larga

 

L’Europa ha dato il via libera al prossimo tassello della Agenda Digitale: con l’ok da parte della Commissione Europea al Ministro Passera si permetterà a tutti i cittadini di accedere ad internet con una velocità superiore

Il Ministero dello Sviluppo Economico potrà, grazie anche al contributo delle Regioni, realizzare il piano più ambizioso d’Europa e ribaltare la classifica internazionale che ci vedeva all’ultimo posto nelle infrastrutture di comunicazione.

Entro questo mese verranno pubblicati 2 megabandi ultramiliardari che avranno lo scopo di garantire entro fine anno la banda larga di base (ovvero almeno 2 Mb per secondo) a tutti i cittadini ed entro il 2015 l’accesso ad internet ultraveloce (ovvero almeno 30 Mb per secondo) a tutte le Regioni che aderiranno al progetto. Per questa ragione il Ministero e la Commissione Europea invitano le Regioni a rendersi disponibili.

Intanto le prime Regioni che si sono mostrate interessate e che hanno compreso l’importanza dell’Agenda digitale per il rilancio della propria economia, sono quelle del Sud, ed esattamente: Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Molise. Saranno queste Regioni le prime ad avere la banda ultralarga, grazie anche al lavoro congiunto del MISE con il Ministero della Coesione territoriale.

Ricordiamo che l’Agenda Digitale europea prevede che tutti i cittadini possano accedere ad internet ad una velocità di connessione superiore a 30 Mb/s e, per almeno il 50% della popolazione  al di sopra di 100 Mb/s. Il Progetto Strategico per la banda ultralarga in Italia – che alleghiamo all’articolo – definisce una linea unitaria per l’implementazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’economia digitale del Paese.

Come ha dichiarato il Ministero: “al fine di garantire sia la neutralità della gestione da parte del partner privato, sia la corretta competizione sul mercato, i criteri di selezione del soggetto concessionario devono prevedere l’esclusione di operatori verticalmente integrati che non prevedono una separazione delle attività di commercializzazione dei servizi al dettaglio. Con ciò si intende che potranno essere beneficiari di tale iniziativa non solo gli operatori di telecomunicazioni, ma anche le utilities, istituzioni finanziarie e Single Purpose Vehicles e/o cooperative di utenti”.

Di seguito riportiamo l’annuncio completo del MISE:

Per la sua attuazione il Ministero invita le Regioni, le Province autonome e gli enti locali interessati all’intervento a siglare opportuni accordi per l’impiego di fondi pubblici volti alla realizzazione di infrastrutture abilitanti la banda ultralarga nel rispetto della neutralità tecnologica (quindi fibra o LTE). Nel caso in cui un’amministrazione pubblica decidesse di avvalersi del regime di aiuto, senza richiedere il supporto del Ministero è vincolata a sottoporre al parere di quest’ultimo il relativo bando di gara.

L’intervento pubblico si limiterà alle sole aree bianche NGAN, ove il mercato da solo non dimostra interesse a investire. Ai fini dell’individuazione delle aree marginali nelle quali intervenire, il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico svolge semestralmente una consultazione pubblica rivolta agli operatori di telecomunicazioni, in coerenza con gli “Orientamenti comunitari relativi all’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga” (2009/C 235/04 paragrafo 5.1) – aggiornando il proprio database relativo al servizio di connettività a banda larga nel territorio nazionale.

Fonti e Strumenti di Finanziamento

La disponibilità di risorse pubbliche necessarie per poter attirare investimenti privati costituisce il punto essenziale del piano stesso. La scarsità di domanda dei nuovi servizi insieme alla posizione dominante degli operatori tradizionali costituiscono oggi una forte barriera all’investimento in queste infrastrutture.

Per questo motivo il piano dovrà essere finanziato con questi strumenti da utilizzare congiuntamente: finanziamenti pubblici, finanziamenti privati, strumenti di debito a medio e lungo termine.
In particolare nella prima fase di sviluppo, date le caratteristiche del settore fin qui delineate,  lo strumento di finanziamento non potrà che essere di natura pubblica. L’aumento della domanda di servizi a banda ultralarga consentirà nel medio termine di disporre di strumenti di debito che saranno utilizzati per espandere le infrastrutture  in altri territori.

Le fonti di finanziamento saranno molteplici, sia di origine comunitaria, sia nazionale e regionale, in particolare ci avvarremo: dei fondi FESR 2007-2013, della nuova ripartizione dei fondi FESR 2014-2020, dei fondi FSC nazionali e regionali (qualora disponibili).
L’intervento pubblico sarà circoscritto nelle aree in cui gli operatori privati non dimostrano interesse a intervenire autonomamente nei prossimi anni 3 anni.

Modelli di intervento

Per garantire maggiore autonomia alle scelte delle Regioni, Province autonome e degli enti locali sono stati definiti 3 modelli di intervento diversi che riprendono le soluzioni ad oggi prese in considerazione dalla parte pubblica per l’implementazione di reti a banda ultralarga.

Tutti e tre i modelli prevedono il riutilizzo di infrastrutture esistenti di proprietà pubblica e privata (cavidotti e infrastrutture esistenti di operatori o multiutility locali) per i quali è definita l’acquisizione dei diritti d’uso. Nel caso del riuso di infrastrutture esistenti si ricorda che gli obblighi di accesso wholsale non sono soggetti a restrizioni, bensì devono essere garantiti per almeno 7 anni.

Il Ministero renderà pubbliche tutte le informazioni relative all’infrastruttura realizzata con fondi pubblici sia a garanzia di massima trasparenza e pubblicità delle iniziative avviate sia per consentire un’applicazione omogenea su tutto il territorio italiano con benefici economici, ambientali – in termini di minor impatto sul territorio e sociali – in termini di riduzione del disagio per la popolazione. Tali accortezze permetteranno di massimizzare il coordinamento dei lavori civili di scavo necessari per l’implementazione di altre utilities e condividerne i costi che rappresentano – nel caso delle reti in fibra ottica – circa il 70 per cento dell’ammontare totale.

Al fine di garantire sia la neutralità della gestione da parte del partner privato, sia la corretta competizione sul mercato, i criteri di selezione del soggetto concessionario devono prevedere l’esclusione di operatori verticalmente integrati che non prevedono una separazione delle attività di commercializzazione dei servizi al dettaglio. Con ciò si intende che potranno essere beneficiari di tale iniziativa non solo gli operatori di telecomunicazioni, ma anche le utilities, istituzioni finanziarie e Single Purpose Vehicles e/o cooperative di utenti.

 

pdf Piano Strategico Banda Ultra Larga autorizzato dalla CE.pdf