Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile e per l’occupazione

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Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile e per l’occupazione

Si costituisce a Roma il comitato promotore italiano dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE)

Per uscire dalla crisi e per riformare l’Europa ecco un’iniziativa popolare dei cittadini europei che parte dall’Italia. Si tratta di cittadini che si sono riuniti per presentare una proposta concreta che riguarda il fisco, l’ambiente, la finanza. Perché la democrazia non sia solo una bella parola.

Come sappiamo sia in Italia che in Unione Europea qualsiasi cittadino può scrivere una Legge, farla firmare ad altri cittadini e, una volta raggiunto il numero di firme necessarie (per l’Italia 50mila), presentarla in Parlamento o in Regione se si tratta di una legge regionale. Lo stabilisce l’ordinamento giuridico nazionale e internazionale. Per l’Europa è stata predisposta anche una guida affinché la popolazione di tutti gli Stati membri sappia come si possono portare avanti questo genere di iniziative, guida che alleghiamo all’articolo. Anche in questo caso pertanto parliamo di un’iniziativa di democrazia partecipativa che è appena stata presentata a Roma.

Con tre giorni di anticipo rispetto all’ormai lontano 14 febbraio 1984, quando Altiero Spinelli ottenne l’approvazione “a larga maggioranza” del Progetto di Trattato che istituì l’UE (lo alleghiamo all’articolo), l’11 febbraio 2013, trascorsi ben 29 anni, si è costituito il Comitato promotore italiano dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile e per l’occupazione.

All’interno del Centro Italiano di Formazione Europea (CIFE), a Roma,  si sono riuniti tutti i rappresentanti delle organizzazioni promotrici, tra cui Lucio Levi, presidente del Movimento Federalista Europeo (MFE) e Paolo Ponzano, presidente MFE-Roma, che ha presieduto alla conferenza stampa.
“L’ICE” ha spiegato il presidente Levi “è un istituto di democrazia partecipativa, previsto dall’art. 11 del Trattato di Lisbona, che consente a un milione di cittadini, di almeno sette Paesi dell’UE, di presentare alla Commissione Europea una legge di iniziativa popolare”.

L’obiettivo-Sviluppo, che il Comitato si propone per far sì che l’Europa esca dalla crisi e riacquisti il concetto di Europa, consiste nel reperimento di nuove risorse finanziarie, attraverso l’inserimento di:

 

  • 1. Una tassa sulle transazioni finanziarie, strumento di regolamentazione del mercato finanziario, necessario a penalizzare la speculazione;
  • 2. Una carbon tax per combattere i cambiamenti climatici e favorire la transizione verso le energie rinnovabili;
  • 3. Euro-obbligazioni ovvero euro project bond, titoli emessi per finanziare progetti specifici di investimento, soprattutto nel settore delle infrastrutture e delle energie rinnovabili.

Anche la CISL sostiene questo progetto, “per una duplice valenza” ha precisato Andrea Mone, Responsabile per l’Europa della CISL: “in primo luogo per reperire risorse, al fine di fronteggiare la crisi occupazionale; in secondo luogo perché individua risorse aggiuntive di bilancio a livello federale, sul modello della federazione degli Stati Uniti d’America”.

Tutto ciò sarà sostenuto da un “asse portante operativo” ha dichiarato Andrea Costi (UIL): “la cosiddetta green economy, che negli ultimi dieci anni ha registrato un quadro europeo piuttosto raccapricciante. Dobbiamo fare gruppo per far crescere l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’ambiente, che ci riguarda sia come cittadini sia come lavoratori”. E Legambiente ha ribadito il concetto: “il bilancio europeo prevede un taglio di dieci miliardi di euro su energie rinnovabili e trasporti” ha denunciato Maurizio Gubbiotti. “Bisogna ripartire dalla crisi ambientale per fronteggiare quella economica”.

“È necessario che i governi europei abbandonino le politiche di austerità per ottenere i pareggi di bilancio” ha osservato Raffaella Bolini, responsabile internazionale dell’ARCI: “si tratta di una politica errata! Deve essere incentivato un modello sociale europeo, che apra l’UE alla solidarietà e alla costruzione di cittadinanza attiva”.

Un piano di lavoro che si proponga un “social compact piuttosto che un fiscal compact” come ha dichiarato Giulia Barbucci (Segretariato Europa CGIL), “per indirizzare positivamente i cittadini italiani verso l’Europa, proprio in un anno, il 2013, definito l’anno europeo dei cittadini”.
Pensare, dunque, non solo in chiave nazionale, ma in chiave europea. E per questo “è opportuno che le persone, prima risorsa di un Paese, mettano in discussione il proprio modo di pensare allo sviluppo e alla democrazia, che ha portato alla crisi” ha detto Stefano Tassinari, Rappresentante delle ACLI. “L’ICE è importante per contenere la crisi occupazionale: è stato constatato che da qui al 2020 la disoccupazione crescerà, nonostante la crisi economica si fermerà; avremo ogni anno 300 mila persone in cerca di lavoro, grazie anche alla riforma delle pensioni”.

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L’assenza di governance è stato il principale motivo di crisi: “non c’è moneta, non c’è politica fiscale, del lavoro, se non c’è governo” ha ricordato Gabriele Panizzi del Comitato delle Regioni e dei Poteri Locali (CdR). “Dobbiamo insistere sulla sensibilizzazione dei soggetti istituzionali, partendo dal piccolo, dal sistema dei poteri locali, province in primis”.

La parola “crisi” ha investito un’infinità di campi, come quelli della morale e dell’etica, “che hanno portato a un grave problema di giustizia sociale, di uguaglianza, di solidarietà” ha spiegato Ludovica Luppolo di Libera-Flare “e hanno contribuito allo sviluppo dell’economia grigia, quella delle associazioni mafiose, coinvolgendo capillarmente le fasce più deboli, concedendo loro sostegno finanziario”. Per questo, nel Comitato dell’ICE entra a far parte anche l’associazione di Don Luigi Ciotti, fondatore Gruppo Abele Libera-Flare.

“Analoghi comitati promotori ICE” ha concluso Lucio Levi “stanno nascendo in Grecia, Spagna, Belgio, Francia, Romania, Lussemburgo e si sta costituendo una rete di città europee per promuovere l’iniziativa, anche con l’appoggio del Segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati, Bernadette Ségol”.
“La collaborazione tra le ICE” ha infine aggiunto Lorenzo Marsili, Direttore di European Alternatives “è necessaria per raccogliere il milione di firme, nel giro dei prossimi restanti dieci mesi”, al fine di promuovere lo sviluppo in tutta Europa, in termini di ricerca, innovazione, occupazione, solidarietà e green economy.

Daniela Auciello

Allegati

pdf Guida-iniziative-legislative-cittadini-europei.PDF
pdf Trattato-Spinelli-costituzione-UE.PDF

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