Proposta di detassazione alle imprese che investono in sicurezza

sicurezza e lavoro

Proposta di detassazione alle imprese che investono in sicurezza

Per dire basta alle morti sul lavoro che anche quest’anno continuano a verificarsi a causa del mancato rispetto delle norme, il Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, Mauro Rossato, lancia un appello al prossimo Governo

La caduta dall’alto continua a essere la principale causa di morte sul lavoro, dovuta alla mancanza di sistemi di accesso e vincolo per effettuare i lavori in quota. La mancanza di una formazione adeguata sulle norme di sicurezza e la mancanza di controlli rendono alla fin fine vane le norme esistenti.

Dalle indagini statistiche dell’Osservatorio risulta che il 23,6% – dunque oltre un quarto – delle 509 vittime del lavoro nel nostro Paese è stato nel settore delle costruzioni, mentre nel 2011 era il 22,2%.
La prima causa è stata la caduta dall’alto e rappresenta il 24,6% degli infortuni verificatosi nel 2012 (nel 2011 era il 24,2%).
Ciò significa che nei cantieri troppo spesso non vengono applicate le norme sulla sicurezza e che, chi vi lavora, rischia così ogni giorno la propria vita. Purtroppo anche una caduta da bassa quota può essere mortale, e difatti è proprio la sottovalutazione del rischio a rappresentare il nodo cruciale della sicurezza nei cantieri. A ciò si aggiunge la scarsa informazione e formazione di chi vi opera, tanto è vero che, nelle ditte minori, sono gli stessi datori di lavoro a subire infortuni.

A volte nei cantieri si conosce perfettamente l’obbligo di indossare l’imbracatura di sicurezza, ma nessuno monta i vincoli (ossia i punti di appoggio e legatura della stessa) e dunque l’imbracatura stessa diventa assolutamente vana.
Devono essere i progettisti e i proprietari degli edifici a prevedere sempre idonei sistemi di sicurezza (che dopotutto sono costituiti da semplici occhielli o dalle cosiddette linee di vita) da installare in fase di realizzazione degli edifici o durante ristrutturazioni a garanzia di chi, successivamente, effettuerà lavori di manutenzione.

Bisogna dunque investire sulle attività di prevenzione, tra cui la formazione dei lavoratori, senza trascurare l’importanza delle attività di controllo da parte di enti preposti, che dovrebbero essere ulteriormente intensificate, come suggerisce l’ingegnere Rossato: “c’è da augurarsi che il prossimo governo adotti, sin da subito, azioni concrete e diverse dai suoi predecessori; come quella di prevedere la detassazione degli utili sui costi sostenuti dalle aziende in materia di sicurezza come dovrebbe fare ogni paese civile in cui si muore troppo per lavoro. Tali incentivi costituirebbero sì un costo per lo Stato, ma comunque si tratterebbe di un investimento minore rispetto ai costi complessivi che la collettività sostiene a causa delle morti bianche”.

“Ma la cosa più grave” conclude Rossato “è che non ci si indigna mai abbastanza ogni qualvolta un lavoratore, magari giovane e padre di famiglia, perde la vita. Non dovremmo più accettarne l’epilogo con una semplice notizia sui giornali e con un’indagine penale che spesso si conclude in tempi molto lunghi”.