Condizione femminile. Riflessione di Santa Zannier

Santa Zannier

Condizione femminile. Riflessione di Santa Zannier

La Presidente della Commissione regionale pari opportunità del Friuli Venezia Giulia, invitata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione delle celebrazioni tenutesi al Quirinale per la giornata internazionale della donna, ha redatto le considerazioni sull’attuale condizione femminile

Pur essendo ormai da un po’ di tempo entrati nel XXI secolo, sono molte le problematiche che ancora non sono state risolte e riguardano: donne e lavoro, donne e retribuzione, donne e carriera, donne e figli, donne oggetto, violenza sulle donne, rappresentanza democratica in politica.

Vogliamo riportare di seguito le parole di Santa Zannier senza ulteriori commenti, dal momento che le riteniamo sufficienti ad esprimere il pensiero di tante donne di tutta Italia:

“La popolazione femminile è più numerosa di quella maschile, nonostante questo dato di fatto le donne affermate nell’ambito politico sono solo una piccola percentuale rispetto agli uomini; con il sistema elettorale della doppia preferenza di genere che và progressivamente estendendosi nel territorio nazionale, si mira all’introduzione di misure antidiscriminatorie nella legislazione elettorale, capaci di ridurre il deficit di rappresentanza; il raggiungimento di un’effettiva democrazia paritaria è in uno dei temi fondamentali delle democrazie moderne, e il diritto alle pari opportunità deve riguardare anche l’accesso alle cariche elettive, accanto alla valorizzazione della differenza di genere nella vita sociale,culturale ed economica.

Da porre in evidenza è il fatto che le nuove generazioni femminili, più forti e decisamente predominanti, hanno messo in crisi i coetanei maschi, i quali faticano a reggere il confronto.
Ma se è vero che la popolazione femminile è maggioritaria in Italia e potrebbe imporre la sua presenza, è anche vero che ciò non aiuta le donne e che le donne non si aiutano tra loro: ognuna è troppo impegnata a far valere sé stessa e la propria individualità, nei vari universi gestiti al maschile, per poter appoggiare iniziative di altre e dare la propria solidarietà al mondo femminile.

Molte sono state le iniziative e le proposte per trovare soluzioni utili a colmare il deficit di democrazia paritaria e la discriminazione di genere, puntando l’attenzione su alcuni problemi quali la rappresentanza nelle istituzioni e la rappresentazione femminile nei mezzi di comunicazione e nella pubblicità.

Nonostante i notevoli passi in avanti e i successi raggiunti, la mancanza di un’adeguata rete di servizi a sostegno dei carichi familiari, oggi affidata esclusivamente alle donne, e lo svilimento pubblico dell’immagine femminile hanno risollecitato la presa di coscienza a dover intervenire per arginare una pericolosa deriva culturale, nociva non solo alle donne, ma all’evoluzione della stessa civiltà. Inoltre, la crisi economica in atto ha segnato ulteriormente il divario sociale già esistente tra uomini e donne, aggravando le già note precarie condizioni femminili nell’inserimento, nella permanenza nel mercato del lavoro, nella qualità dell’occupazione, nella parità salariale e nell’ascesa alla carriera.

Il cammino per il raggiungimento di una società più avanzata, moderna, libera e democratica si potrà raggiungere solo attraverso un percorso di riacquisizione della stima e considerazione delle donne verso loro stesse, di un senso di solidarietà che le accomuni nonché di un punto d’accordo sulle possibili divergenze del momento.

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