Dal 16 marzo basta con i pagamenti tardivi della PA e delle Imprese

Ritardi pagamenti PA e Privati

Nuova normativa Pagamenti PA e Privati

Le PMI (Piccole e Medie Imprese) finalmente vedranno applicata la Direttiva che mette fine alla piaga dei ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali in tutta Europa. La normativa sarà valida sia per la PA che per le imprese

Il malcostume terminerà il prossimo 16 marzo 2013, data in cui tutti i Paesi d’Europa, fra cui ovviamente l’Italia, saranno obbligati a rendere attiva la normativa al riguardo e quindi le autorità pubbliche dovranno pagare i beni e i servizi loro forniti entro 30 giorni e le imprese entro 60, potendo applicare automaticamente per i ritardi interessi di mora superiori dell’8% a quelli ufficiali più un indennizzo fisso di 40 euro e il rimborso delle spese sostenute per sollecitare i pagamenti.

Un’ottima notizia per tutte quelle aziende che ogni giorno in Europa affrontano il rischio di fallimento e chiusura pur vantando dei crediti nei confronti della PA o di altre aziende. La bancarotta infatti colpisce soprattutto quelle piccole aziende che non si vedono pagare le proprie fatture emesse e che a causa della mancanza di liquidità sono costrette a ritirarsi dagli affari. Un danno gravissimo che colpisce la popolazione tutta e alimenta la crisi dal momento che vanno persi posti di lavoro e non vengono valorizzate le opportunità imprenditoriali che animano – o dovrebbero farlo – la nostra economia.

Ma ora basta: per porre fine a questa piaga l’Unione Europea ha adottato la direttiva 2011/7/UE (allegata all’articolo) che gli Stati membri dovevano recepire entro il 16 marzo 2013. Ciò significa che anche in Italia non si può più continuare con questo malcostume da parte soprattutto della Pubblica Amministrazione. La direttiva infatti fa obbligo alle autorità pubbliche di pagare i beni e servizi loro forniti entro 30 giorni di calendario o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni. Dal canto proprio anche le imprese dovranno pagare le loro fatture entro 60 giorni di calendario a meno che non stabiliscano altrimenti con una clausola contrattuale esplicita e qualora ciò non rappresenti una prassi gravemente iniqua per il creditore.

Le nuove regole sono semplici:

  • le autorità pubbliche devono pagare entro 30 giorni di calendario i beni e i servizi che si fanno fornire o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni;
  • le imprese devono pagare le loro fatture entro 60 giorni di calendario a meno che non concordino diversamente con una clausola contrattuale esplicita (libertà contrattuale) e qualora tale prassi non sia gravemente iniqua per i creditori;
  • le imprese hanno automaticamente diritto a chiedere gli interessi per i ritardi di pagamento e possono anche ottenere automaticamente un importo minimo fisso di 40 euro quale indennizzo dei costi di recupero dei pagamenti. Esse possono anche chiedere un indennizzo per tutti gli altri ragionevoli costi di recupero;
  • il tasso legale di interesse di mora per i ritardi di pagamento è portato ad almeno 8 punti percentuali al di sopra del tasso di riferimento della BCE (Banca Centrale Europea). Le autorità pubbliche non possono fissare un tasso d’interesse di mora inferiore a tale soglia per i ritardi di pagamento;
  • le imprese possono impugnare più agevolmente i termini e le pratiche gravemente inique innanzi ai tribunali nazionali;
  • maggiore trasparenza e sensibilizzazione: gli Stati membri devono pubblicare i tassi d’interesse di mora per i ritardi di pagamento per far sì che tutte le parti interessate siano informate;
  • gli Stati membri sono incoraggiati a creare codici di pagamento rapido;
  • gli Stati membri possono continuare a mantenere o mettere in vigore leggi e eegolamenti che siano più favorevoli al creditore rispetto alle disposizioni della direttiva.

Le imprese acquisiscono il diritto di intentare un’azione, ma non sono obbligate a farlo. In determinate circostanze, infatti, un’impresa può preferire di prolungare il periodo di pagamento di alcuni giorni o settimane per mantenere una buona relazione commerciale con un cliente. Ma le nuove misure sono obbligatorie per le autorità pubbliche. Queste devono dare il buon esempio e far prova di affidabilità ed efficienza onorando i loro contratti.

Il Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, ha affermato: “le PMI trovano particolari difficoltà a far rispettare il loro diritto ad essere pagate tempestivamente. I pagamenti tardivi fanno perdere tempo e denaro alle PMI. Le controversie nel merito possono avvelenare le relazioni con i clienti. Il malcostume dei pagamenti tardivi deve finire. Spetta ora agli Stati membri attuare nella loro normativa nazionale la direttiva sui ritardi di pagamento offrendo così alle PMI il sostegno vitale di cui hanno bisogno in questi tempi difficili e aiutandole a espletare il loro ruolo centrale nella creazione di posti di lavoro in Europa”.
 

Allegati

pdf Direttiva-ritardi-pagamento.PDF

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