Eurobarometro: Rapporto Italia

cambi

Eurobarometro: Rapporto Italia

Crisi economica, posti di lavoro, sostegno alle imprese, euromoneta: questi alcuni dei temi affrontati nella maggiore indagine sui cittadini europei, in questo caso italiani

Il Vicepresidente della Commissione Europea responsabile dell’industria e dell’imprenditoria, Antonio Tajani, ha presentato il Rapporto Italia dell’Eurobarometro 78 che mostra apertamente cosa pensano gli italiani dell’Europa e della situazione economico-sociale in cui versano.

Cosa si aspettano gli italiani dall’Unione Europea? Soluzioni per le crisi, sostegno alle imprese in difficoltà e nuovi posti di lavoro, tanto per cominciare. Dai risultati dell’indagine presentata a Roma l’8 marzo, in concomitanza con la giornata internazionale della donna, emerge che secondo gli italiani l’UE dovrebbe concentrarsi prioritariamente sulla lotta alla crisi economica sostenendo le aziende in difficoltà e creando nuovi posti di lavoro. Lo afferma il 59% del campione italiano (una percentuale in calo rispetto al 63% del campione che lo affermava nello scorso maggio 2012).
Il sondaggio è stato realizzato su un campione rappresentativo di 1.032 italiani tra il 3 e il 18 novembre 2012.

cittadino europeo

Secondo i cittadini italiani ed europei, la Governance europea e la cooperazione tra Stati è solo al secondo posto nella lista di aspettative che nutrono verso l’Unione Europea, con il 28% dei consensi in entrambi i campioni. Quest’anno il Rapporto nazionale dell’Eurobarometro si è incentrato sulla cittadinanza europea, proprio in quanto il 2013 è l’Anno europeo dei cittadini. Nonostante dai risultati dell’indagine sia confermato il fatto che la maggioranza (51%) degli italiani si senta europea, si conoscono ancora poco i diritti e le opportunità che ne derivano. Nel mese di maggio 2012 invece il 54% degli italiani dichiarava di non sentirsi europeo. Dunque sembra che la coscienza della cittadinanza europea sia aumentata me non lo è la conoscenza dei propri diritti, dal momento che li conosce solo il 31% degli italiani mentre il 68% dichiara di ignorarli.
Fortunatamente gli italiani sono interessati ad avere maggiori informazioni su tali diritti. Fortunatamente anche per il nostro giornale che continua a fornire tali informazioni.
diritti

Un risultato molto interessante dell’indagine è quello che riguarda l’euro: nonostante una certa campagna contraria che aleggia soprattutto sui social network, soltanto l’1% degli italiani si aspetterebbe l’abbandono della moneta unica. Si tratta di 8 intervistati su un campione italiano di 1.032. Anzi, aumentano gli italiani che considerano la moneta unica il risultato più positivo raggiunto dall’Unione Europea. E non solo gli italiani la pensano così in quanto il 32% degli intervistati residenti nell’Eurozone riconosce all’euro tale prerogativa. Gli italiani in particolare considerano anteposto all’euro, come miglior risultato raggiunto, la libera circolazione di persone, beni e servizi.

In questo Anno Europeo dei Cittadini, sono state avviate alcune importanti iniziative per dare una risposta concreta alle richieste di cittadini e imprese. Ad esempio, sono state istituite le reti Europe Direct, European Enterprise Network, Eures ed altre. Così, per la presentazione dei dati dell’Eurobarometro, sono stati riuniti i 48 nuovi centri Europe Direct (vedi nostro articolo ), istituiti su tutto il territorio italiano presso le amministrazioni centrali e locali, le associazioni e gli atenei con lo scopo di fornire informazioni sull’UE.
Alla presentazione sono intervenuti, oltre al Vicepresidente Tajani, il Presidente di Eurispes Gian Maria Fara e il Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Lucio Battistotti. In particolare, il Vicepresidente Tajani ha dichiarato: “i dati presentati oggi confermano l’opinione consolidata degli italiani che le risposte alle sfide comuni come la crisi economica è da ricercare a livello europeo. Gli italiani chiedono all’Europa risposte concrete per crescita e occupazione, a cominciare da un maggiore sostegno all’industria e alle imprese. L’Europa deve mettere al centro della propria agenda politica l’economia reale, l’accesso al credito, la reindustrializzazione, dotandosi di strumenti più forti. I nostri concittadini si sentono più cittadini europei ma i benefici della cittadinanza UE sono tuttora da scoprire per la stragrande maggioranza”.
 
Il rapporto Italia dell’eurobarometro parla anche dei mezzi di informazione e ci fa piacere rilevare, in quanto giornale online, la riconosciuta importanza di internet come mezzo di diffusione delle informazioni sull’Unione Europea. Anche se il primato è ancora – stranamente – quello della televisione, si denota una sempre più spiccata multimedialità e attenzione all’internet e ai social media. I giornali stampati invece sono ormai usati quotidianamente soltanto dal 24% degli italiani, in costante calo negli ultimi rilevamenti e la radio è usata quotidianamente solo dal 33% del campione. Come spiega il rapporto, “di fronte allo strapotere della televisione, internet è l’unico mezzo di comunicazione che guadagna utenti in Italia”.
 
Ciononostante, il 74% del campione italiano ammette di essere poco informato sull’attualità europea, probabilmente ciò dipende – secondo il nostro parere – dalla inferiore rilevanza che i mezzi di comunicazione come quello televisivo danno alle questioni europee presentando sempre in prima linea e dando maggior rilievo alle questioni nazionali senza far comprendere al proprio pubblico che l’Italia appartiene all’Unione Europea e che le normative UE devono essere obbligatoriamente seguite dal nostro Stato. Per questa ragione il nostro giornale dà sempre notizie sull’operato della Commissione Europea, in modo che le nostre lettrici e i nostri lettori possano essere informati su tutte le opportunità e sugli obblighi che li riguardano, al presente come al futuro, dal momento che le proposte della Commissione rappresentano un’anticipazione di ciò che avverrà ai cittadini – imprenditrici e imprenditori, lavoratori italiani. Soprattutto imprenditrici e imprenditori possono avvantaggiarsi da questa informazione anticipata per poter organizzare la propria attività economica di conseguenza. E a tal proposito riportiamo le parole che il vicepresidente Tajani ha ripetuto anche in occasione della presentazione del rapporto “in Europa c’è un assoluto bisogno di donne imprenditrici per uscire dalla crisi”.

Condividi