Lavoro e pari opportunità: il caso TNT Post Italia

Lavorare in TNT

Lavoro e pari opportunità: il caso TNT Post Italia

Intervista alla responsabile risorse umane dell’azienda dove un manager su tre è donna

Se diciamo trasporti, logistica, corrieri o servizi postali l’immagine del dipendente tipo non è, da stereotipo, quella della donna. Un’idea che sembra ribaltarsi se si prende in considerazione una grande azienda del settore postale, TNT Post Italia. Un gruppo dove un manager su tre è donna e dove si stanno sperimentando varie forme di politiche di conciliazione tempi di vita e di lavoro, declinate sia in ottica femminile che maschile. Perché coniugare tempi e ritmi lavorativi con quelli della vita privata è un’esigenza delle donne quanto degli uomini.

Cominciamo dai numeri. In TNT Post Italia lavorano 367 donne su un totale di 1311 dipendenti diretti: le donne sono cioè il 28% del totale. Una percentuale che sale al 30% nel management, superando la media italiana, che si attesta, secondo le ultime statistiche, al 13,3% nelle imprese private, contro il 29% della media europea. Un buon numero, come ci spiega la Direttrice Risorse Umane, Cinzia Spaziani.

Cinzia Spaziani Direttrice Risorse Umane, Cinzia Spaziani
Ascolta qui l’intervista audio

Più che un “semplice” sostegno al lavoro femminile, quello di TNT è un impegno a supporto della “diversity” e del supporto della presenza integrata di forza lavoro maschile e femminile. Tra le politiche attive messe in campo dall’azienda, dunque, ci sono forme di telelavoro – in risposta a specifiche esigenze sollevate dai lavoratori e dalle lavoratrici – ma anche alcune convenzioni che permettono di risparmiare tempo e denaro, come la lavanderia nella sede di lavoro o speciali accordi con i mezzi di trasporto. Nell’ottica di valorizzare il luogo di lavoro come luogo dove si svolge una fetta importante della vita di ciascuno.

in tnt

La Banca ore. Operativo da circa un anno anche il progetto della “Banca ore”, un sistema che va a favorire la flessibilità dell’orario di lavoro per tutti i dipendenti, facendo confluire in un archivio le ore di lavoro prestate il sabato e, su richiesta dei dipendenti, in orario straordinario o supplementare. Queste ore possono poi essere utilizzate per permessi maternità o paternità o per altri permessi orientati alla conciliazione fra vita professionale e personale.

Il Fiocco in azienda. Interessante anche il “Fiocco in azienda” ideato per aiutare i neogenitori nell’affrontare la nascita di un figlio. Il programma opera su più fronti: si parte con il supporto amministrativo per le procedure burocratiche legate alla maternità ad un contributo economico integrativo durante il congedo obbligatorio, fino all’assistenza pediatrica fuori residenza e a servizi di counselling che permettano alla futura mamma, se vuole, di restare in contatto con la vita aziendale anche durante l’assenza dal lavoro e al ritorno ad un colloquio di orientamento per l’ottimale reinserimento professionale.

Agnese Fedeli

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