Lavoro femminile: continua la discriminazione. Una ricerca della Bocconi di Milano

Pari Opportunità

Lavoro femminile: continua la discriminazione. Una ricerca della Bocconi di Milano

L’ennesimo studio che conferma quanto denunciato da questo giornale dal momento della sua apertura. Le donne si sentono discriminate nell’ambiente di lavoro, persino per il proprio look

I risultati di un’indagine dell’Osservatorio sul diversity management della SDA Bocconi evidenziano le criticità del clima aziendale, dove il genere rappresenta una pesante forma di discriminazione, unito all’età e – udite udite – alle idee politiche.

Una società ancora arretrata nonostante tanti decenni di rivendicazioni. La parità dei diritti nelle grandi aziende è ancora un sogno. Una persona su 5 afferma di vivere in un ambiente ostile che non le consente di esprimersi liberamente. E si tratta per la maggioranza di donne.
L’indagine è stata realizzata su mille lavoratori dipendenti ed ha messo in luce come l’anno scorso, il 2012, nonostante tanti annunci di avvicinamento alla parità dei diritti, sono stati fatti ben pochi passi significativi rispetto al 2011.
L’inchiesta dell’Osservatorio SDA Bocconi ha coinvolto in ugual misura uomini e donne di età compresa nel 50% dei casi tra i 30 e i 45 anni, nel 7% al di sotto e nel 43% al di sopra di tale età.

In maggioranza, il campione è stato costituito da quadri e impiegati che lavorano nella stessa impresa (nel 50% dei casi vi lavorano da oltre 10 anni).

Ne è emerso che le imprese hanno avviato politiche delle risorse umane che vanno nella direzione dell’equità di trattamento per tutte le diversità, ma la situazione interna rimane difficile. Lo denunciano in particolare i giovani, che si sentono sfavoriti rispetto ai più anziani in relazione all’avanzamento di carriera. Al contrario, gli anziani lamentano che in realtà è esattamente l’opposto. E mentre tra generazioni è guerra aperta, le risorse umane delle aziende non valutano i manager in base agli obiettivi raggiunti né effettuano politiche di flessibilità limitandosi ai tradizionali strumenti di flessibilità in entrata e uscita o part-time.

Questa possibilità di orario semiflessibile viene ovviamente utilizzata maggiormente dalle donne, che però vengono immediatamente additate quando li utilizzano. Le lavoratrici sentono maggiormente la mancanza di strumenti a supporto della genitorialità e faticano a trovare un equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare.

I dipendenti intervistati affermano di sentirsi discriminati a causa del sesso, dell’età, del livello formativo (e qui non ci sarebbe però nulla di male), dell’orientamento politico e del proprio abbigliamento. Rispetto al 2011 non è cambiato quasi nulla e le aziende stanno lavorando in modo soft sugli aspetti più formali (ad esempio la carta dei diritti) mentre le attività orientate alla parità dei diritti sono decisamente rari, anzi in tema di diversity il monitoraggio ha evidenziato un peggioramento.

Ecco di seguito alcune tabelle indicative:

TAB. 1 La discriminazione verso i colleghi

Da quando lavori presso questa azienda, hai avuto la sensazione che alcuni tuoi colleghi siano stati discriminati o trattati ingiustamente dagli altri colleghi e/o dal tuo responsabile diretto?

  • Sì   23% (di cui: 55% donne, 43% uomini, 2% missing)
  • No  69%
  • Missing   8%

TAB. 2 L’ambiente ostile

Da quando lavori presso questa azienda, hai avuto la sensazione di trovarti in un ambiente ostile che non consente alle persone di esprimersi come sono realmente?

  • Sì   20% (di cui: 58% donne, 41% uomini, 1% missing)
  • No   72%
  • Missing   8%

TAB. 3 Le discriminazioni verso i colleghi

  • Percorso educativo   42%
  • Età (essere anziano)   42%
  • Sesso   39%
  • Orientamento politico   38%
  • Look   37%

Nota: erano possibili risposte multiple

TAB. 4 Le discriminazioni che rendono ostile l’ambiente

  • Percorso educativo   50%
  • Età (essere anziano)   40%
  • Famiglia professionale   34%
  • Età (essere giovani)   34%
  • Orientamento politico   33%
  • Look   32%
  • Sesso   31%

Nota: erano possibili risposte multiple

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