Microfinanza e politiche dell’Unione Europea

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Microfinanza e Politiche dell’Unione Europea

 

Il secondo Forum degli operatori del settore. Una riflessione a tutto tondo sulle risorse e le opportunità esistenti a livello comunitario a favore della microimpresa e dell’inclusione sociale

D’eccezione l’agenda, di quelle che non risparmiano i temi caldi e le priorità di intervento; importante la location, quella dello Spazio Europa di via IV Novembre a Roma, l’area destinata alle esposizioni e ai congressi di rilevanza internazionale, nel contesto del palazzo storico della capitale in cui hanno sede le Rappresentanze in Italia degli organi dell’Unione Europea; serie e qualificate le presenze, significative a livello governativo, della finanza, delle istituzioni nazionali e comunitarie.

 

Tra Italia ed Europa: finanza e società

L’evento, organizzato dall’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM)  in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, ha affrontato il tema del microcredito e del sostegno all’inclusione sociale in un workshop tecnico e in una conferenza organizzata in panel tematici, che ha ospitato tra gli altri Antonio Tajani, Vicepresidente della Commisione Europea, Emilio Dalmonte, Vicedirettore della Rappresentanza in Italia della Unione Europea, Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito e Angelo Maria Petroni, che ne presiede il Comitato scientifico.

Gli obiettivi del Forum, che ha convocato a Roma esperti e operatori del settore ad un anno dalla prima edizione, tenutasi alla fine del febbraio 2012, sono stati alti e ambiziosi: illustrare in primo luogo i risultati raggiunti a seguito della precedente consultazione e presentare i programmi europei di microcredito e microfinanza con il contributo di tecnici di spessore internazionale, al fine di aprire un confronto attorno alle best practices realizzate sul territorio e di individuare le criticità del settore, immaginando nel contempo le possibili soluzioni. In particolare, è stata analizzata e dibattuta la proposta dei Regolamenti dei Fondi Strutturali 2014-2020, che rappresenta la maggiore novità sul tema.

L’obiettivo della crescita, e l’attenzione alla macroregione mediterranea

Il tema chiave resta la crescita economica, un obiettivo raggiungibile, per Tajani, sia nel contesto europeo che nei Paesi del Nord Africa: in quest’ottica, a suo avviso, vanno aiutati soprattutto i giovani di quell’area, che “rischiano di essere fagocitati dai nazionalismi o dalle organizzazioni terroristiche”. In tutti i contesti, europei ed extra europei, il microcredito resta ”uno strumento che può aiutare i giovani e le piccolissime imprese”: per valorizzarlo la Commissione ha proposto già da tempo, ha ribadito Tajani, la creazione di un mercato europeo della microfinanza e la semplificazione della fiscalità, al fine di consentire alle piccole e medie imprese di ricevere finanziamenti direttamente dai privati. Solo unendo le forze, come si è tentato di fare nel corso del forum, “sarà possibile arrivare a risultati importanti”, dando vita a un dibattito di livello internazionale per “avvicinare le istituzioni al mondo del microcredito”. La stessa cosa, ha affermato Baccini, va fatta a livello italiano, parallelamente agli interventi europei.

Il microcredito come strumento per arginare la criminalità

Ai lavori ha preso parte anche il ministro degli Affari Esteri del Governo uscente, Giulio Terzi di Santagata. “Le imprudenze di un’irresponsabile finanza”, ha detto Terzi, “hanno dimostrato la fragilità di teorie basate sulla supremazia del mercato e sulla sua capacità di autoregolamentarsi. Occorre dare risposte concrete alla gente, a chi ha idee e progetti ma non può realizzarli per mancanza di credito. Arginare l’inattività e la fragilità sociale è essenziale per salvaguardare la qualità delle democrazie. Il disagio materiale può favorire derive populiste e regressioni della cittadinanza”, e la microfinanza “può aiutare anche a contenere la spesa pubblica e contribuire a ridurre quei costi di ammortamento sociale che lievitano in tempi di recessione”. Del resto, il microcredito e la microfinanza possono rivelarsi indispensabili nel ”prevenire fenomeni quali la povertà, l’usura e il racket, utilizzando gli strumenti che l’Unione Europea mette a disposizione”.

Il microcredito: risorsa per il sostegno alla ripresa nelle emergenze sociali

Simile la posizione di Marco Santori, presidente di Etimos Foundation onlus, realtà che dal 1999 si occupa di microfinanza in ambito internazionale e anche italiano, tra gli enti invitati al forum.
“In questa fase cruciale, in cui le ripercussioni della crisi economico-finanziaria pesano gravemente sia sulle famiglie che sulle piccole e microimprese, il microcredito può essere una leva per dare impulso all’economia e sperimentare nuove forme di welfare. Qui in Italia, purtroppo, c’è ancora una scarsa conoscenza dello strumento, che a volte determina resistenze a una sua più ampia diffusione. Per questo occorre un’azione di sensibilizzazione e di promozione culturale a più livelli”, ha detto Sartori, che ha presentato l’esperienza di Etimos, attiva nella sperimentazione dell’impatto sociale e della sostenibilità finanziaria del microcredito nelle aree terremotate. In Abruzzo, con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro, sono stati erogati fino a oggi più di 12 milioni di euro di finanziamenti, con attenzione particolare alle imprese e specificamente alle start up. Simile è stato l’impegno in Emilia, Lombardia e Veneto: la recente attivazione delle sovvenzioni ha conosciuto enorme successo, con centinaia di richieste ricevute, cui si sta rispondendo in questi giorni con l’erogazione dei primi finanziamenti.

L’attività di Etimos Foundation, che nel corso del 2012 ha lanciato MxIT-Microcredito per l’Italia, uno dei pochi intermediari finanziari specializzati in microcredito nel nostro Paese, vuole ora tentare la strada del social lending: “il bisogno di microcredito è in crescita per effetto congiunto del credit crunch e del declino di strumenti tradizionali di welfare, a causa di una più generale mancanza di risorse” ha detto Santori. “Occorre pertanto una più ampia alleanza, che coinvolga soggetti e risorse pubblici e privati, capaci di costruire insieme nuovi strumenti e modelli di intervento dove il credito recuperi tutto il suo valore sociale, oltre che economico, anche in contrapposizione a schemi assistenziali, oggi non più sostenibili”.

Laura Carmen Paladino