Occupazione nel settore digitale: 900mila posti vacanti

Occupazione ICT

Occupazione nel settore digitale: 900mila posti vacanti

Il presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, ha esortato le imprese europee del digitale, le amministrazioni pubbliche e i settori della formazione e dell’istruzione a unirsi in una grande coalizione per l’occupazione nel settore digitale

La coalizione dovrà contribuire a occupare i 900mila  posti vacanti nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione previsti in Europa entro il 2015, che offrono tante opportunità di lavoro per le donne in particolare.

Nonostante gli attuali livelli di disoccupazione, infatti, i posti di lavoro nel digitale aumentano ogni anno di circa 100mila unità, ma il numero di nuovi laureati e di lavoratori qualificati in questo campo non è sufficiente a coprirli. Una notizia non da poco, vista la crisi occupazionale e la necessità di lavoro da parte dei giovani, più portati in questo particolare settore.

La grande coalizione è stata varata il 4 marzo a Bruxelles e vi hanno partecipato anche i vicepresidenti Neelie Kroes (Agenda digitale) e Antonio Tajani (Industria e imprenditoria) nonché i Commissari László Andor (Occupazione, affari sociali e integrazione) e Androulla Vassiliou (Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù).

In particolare, il presidente Barroso ha dichiarato nell’occasione: “la Grande coalizione che viene varata oggi è un elemento essenziale per rimettere in pista l’economia europea e creare posti di lavoro destinati a una parte dei 26 milioni di disoccupati che si contano attualmente in Europa. Mi congratulo con le aziende che hanno aderito all’iniziativa. Se insieme riusciremo a invertire la tendenza negativa e a occupare il sempre maggior numero di posti vacanti nel settore delle TIC, potremo incidere positivamente e in modo trasversale su tutti i settori dell’economia. Vogliamo che i cittadini europei siano in grado di occupare i posti di lavoro che faranno da traino alla prossima rivoluzione nel settore dell’ICT (Information and Communication Technology ndr)”.

Tab.1 Capacità informatiche (anno 2011)
capacita-informatiche-2011

Si tratta di opportunità di impiego decisamente rilevanti e che l’Europa non può permettersi di non sfruttare. Tali opportunità si devono sviluppare in offerte concrete di nuovi posti di lavoro, tirocinii, formazione, finanziamenti di start-up e corsi universitari gratuiti on line. In concomitanza, si devono sviluppare gli impegni da parte di imprese tecnologiche, governi, educatori, parti sociali, fornitori di servizi per l’occupazione e organizzazioni della società civile.

Per arrivare al lancio della Grande coalizione così varata, è stato fatto un lavoro preliminare da parte della vicepresidente Kroes, partito in occasione del Forum economico mondiale di Davos. 15 aziende e organizzazioni hanno aderito all’iniziativa e sottoscritto la Grande coalizione. Si è già partiti con la realizzazione della piattaforma di apprendimento online per i giovani (l’Academy Cube: academy-cube.com) e un modulo di formazione per installatori di reti energetiche intelligenti.

A chi aderisce alla Grande coalizione, la Commissione Europea richiede  impegni in settori cruciali, ed esattamente:

  • Formazione, per assicurare che le competenze acquisite dai cittadini siano effettivamente quelle delle quali le aziende hanno bisogno;
  • Mobilità, per aiutare chi è in possesso delle competenze necessarie a recarsi dove sono richieste ed evitare carenze o eccedenze nelle diverse aree urbane;
  • Certificazione, per rendere più facile certificare a un datore di lavoro le proprie competenze, in qualsiasi Stato membro;
  • Sensibilizzazione, perché i cittadini sappiano che il settore digitale offre possibilità di carriera gratificanti e ben retribuite sia agli uomini che alle donne;
  • Metodi didattici innovativi, per migliorare e ampliare i nostri sistemi educativi e formativi e offrire a sempre più persone le competenze necessarie ad inserirsi con successo nel mondo del lavoro.

Il presidente Barroso ha quindi invitato le organizzazioni di qualsiasi Stato membro che si occupino di ICT a seguire l’esempio di chi ha sottoscritto le promesse iniziali, poiché serve l’impegno attivo di tutte le parti interessate per rendere possibile una formazione basata sui bisogni delle imprese, aumentare la mobilità della manodopera, facilitare la certificazione delle competenze, migliorare i programmi di studio scolastici e universitari e per sensibilizzare il pubblico e creare un ambiente imprenditoriale più propizio alle start-up.

Tra le novità da segnalare, il fatto che la Commissione sta anche avviando “Startup Europe”, una piattaforma unica che riunisce strumenti e programmi di sostegno per cittadini desiderosi di creare e far crescere nuove start-up digitali in Europa.

Si fa presente che solo nel 2011 in Europa gli occupati nel settore dell’ICT erano 6,7 milioni, ossia il 3,1% del totale e che dal 2000 al 2010 la forza lavoro in questo campo è cresciuta a un ritmo del 4,3% l’anno e un nuovissimo studio (Empirica, marzo 2013) – le cui cifre non sono state ancora pubblicate ufficialmente – indica che entro il 2015 si potrebbero creare in Europa fino a 864mila posti di lavoro nel settore digitale, ma il calo dei laureati in discipline attinenti alle TIC e il pensionamento di una fascia di lavoratori occupati in questo settore rischiano di mettere a repentaglio le potenzialità di crescita dell’occupazione.
Per questa ragione è necessario potenziare l’istruzione nel campo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica, nonché favorire l’interesse nelle carriere in questi settori, in particolare tra le donne.

Di seguito la tabella che evidenzia le capacità informatiche individuali nei vari Stati europei (fonte Eurostat, rilevazione del 2011):

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